Giornata Nazionale dei Castelli

Viaggio in Italia, terra di castelli

di Lucilla Incorvati


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Castello di Craco, torre Panorama, Basilicata

4' di lettura

Un viaggio affascinante a ritroso nel tempo, è quanto promette il prossimo week end dell'11 e 12 maggio, quando manieri, fortezze, castelli, torri di avvistamento da nord a sud del BelPaese, spalancano i loro cancelli e grandi portoni per rivelare una storia millenaria, fatta di epiche battaglie, tradimenti, eroiche resistenze e vita nobiliare.

La 21° edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli
Come ogni anno tornano da nord a sud dell'Italia le Giornate Nazionali dei Castelli, giunte alla 21/a edizione, organizzate dall'Istituto Italiano dei Castelli con il patrocinio del Mibac. Il destino di ogni maniero è differente: i palazzi nobiliari in genere situati nel centro città sono quelli meglio sopravvissuti ad eventi di varia natura e più accessibili. Le fortificazioni, invece, per via della loro storica funzione difensiva e offensiva, sono ai margini: si trovano in montagna o in collina oppure anche in contesti difficili da raggiungere. Per questo se nel migliori dei casi, quando ben conservati, sono stati adibiti a strutture ricettive, nel tempo la maggior parte di essi sono stati abbandonati, distrutti da guerre, o da scellerati progetti architettonici. Le Giornate dei Castelli sono un modo per farli dunque rivivere e recuperare il loro passato glorioso.

Un patrimonio immenso
Alcune regioni sono più ricche di altre. Per esempio in Abruzzo si contano tra intatti e ruderi oltre mille castelli ma anche in quelle terre di confine, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Val D'Aosta e Sicilia, sono numerose le fortificazioni che si ergono spesso a baluardo di colline, valli montane e coste. I castelli sono il secondo asset nazionale dopo le architetture religiose e queste occasioni consentono di farli riscoprire con occhi nuovi: molti dei siti aperti sono stati oggetto di importanti ristrutturazioni o di ripopolazioni oppure semplicemente destinati a bene pubblico. Ogni anno i siti prescelti sono diversi dai precedenti consentendo anche ai visitatori ricorrenti di arricchire le loro conoscenze visitando spesso luogo di solito non aperti al pubblico. Le informazioni sulle varie aperture sono disponibili su www.istitutoitalianocastelli.it.

Castelli aperti in nove regioni l’11 e 12 maggio

Castelli aperti in nove regioni l’11 e 12 maggio

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Dove andare e cosa vedere
Nella due giorni sarà un fiorire di visite guidate gratuite, presentazioni di libri, concerti, mostre, tavole rotonde, stand gastronomici e tanto altro da fare e da vedere. Dal castello Brown di Portofino al Mirabello di Pavia, da quello di Gioia del Colle in Puglia al maniero di Noarna a Trento e fino alla Torre di Craco in Basilicata. E ancora restando nelle regioni del centro, il Castello umbro di Montecolognola (vicino Perugia) sul lago Trasimeno, la Fortezza da Basso (Firenze) e il bellissimo e ben conservato Castello di Monfestino (Serramazzoni, Modena). Nel Lazio apre le sue porte il Castello di Santa Severa e, scendendo a sud, si potranno esplorare territori meno conosciuti grazie all'attivazione del Castello Marzano di Sessa Aurunca (CE), oltre ai ricchissimi giacimenti di architetture fortificate molisane (dove il sito principale attivato quest'anno è il Castello di Pescolanciano).

Sud e isole
In Basilicata sarà possibile scoprire o riscoprire il Castello di Lagopesole mentre è d'obbligo fermarsi o raggiungere in Calabria il Castello Normanno di San Severina detto anche Carafa o di Roberto il Guiscardo, dal nome del re normanno che ne ordinò la costruzione nel XI secolo. Questo castello, considerato una delle antiche fortezze meglio conservate dell'Italia meridionale, si estende per 10.000 m² circa e domina sull'ampia valle del fiume Neto e le colline del Marchesato di Crotone. In Sicilia, da non perdere, il Castello di Adrano a Catania mentre in Sardegna sarà la volta di quello di Sanluri. Tra le altre perle che potranno essere scoperte in queste due intense giornate, anche le torri del progetto Turris in Piemonte, il Castel Masegra a Sondrio, il Castello d'Arcano a Rive D'Arcano (Ud), sito su di un poggio naturale posto a fianco del colle di Fratta, domina tutta la spianata verso San Daniele, protetto da possenti mura e da una torre portaia, davanti alla quale c'era un tempo un fossato alimentato da acqua e il ponte levatoio.

Dalle cinta murarie ai borghi
In mostra non ci saranno solo castelli e fortificazioni ma spesso intere cinte murarie come quelle de L'Aquila, un territorio ancora critico, a dieci anni dall'ultimo grande sisma, ma pieno di potenzialità. Le mura costituiscono l'antica cerchia della città e rappresentano il confine del suo centro storico. Edificate a partire dal XIII secolo, ed in buona parte conservate ancora oggi, mantengono pressappoco la forma originale nonostante le numerose modifiche dovute a crolli (causati dai frequenti terremoti) e sventramenti di carattere urbanistico. Nell'Anno Europeo del Patrimonio Culturale, è stato iniziato (ed è quasi terminato) un intervento di restauro, consolidamento e valorizzazione della cinta muraria che prevede anche la realizzazione di camminamenti in alcuni tratti, finanziato con 8 milioni di euro di fondi europei. Da non perdere anche le mura di Vicenza che cingono la città, così condizionate dalla particolare morfologia del terreno. Il Veneto organizza una serie di attività collaterali e visite gratuite fino al 15 giugno che includono l'Arsenale di Venezia, il Forte di Monte Tesoro, il Castello di Thiene, il Castello di Roncade, il Lazzaretto Nuovo, il Forte San Felice. Per chi è un amante dei piccoli borghi tra i più belli d'Italia si potrà andare a Mondavio nelle Marche, riaperto per l'occasione.

In Basilicata Craco è una delle mete più affascinanti e suggestive, un luogo unico che unisce arte, storia, paesaggio ma anche dramma, immerso nel calanchi, nel cuore della regione. Oggi di proprietà del comune la torre è parte di un abitato di origine medievale abbandonato a causa di una frana dopo il terremoto del 1980. Nonostante l'abbandono Craco è rimasta intatta, trasformandosi in un paese fantasma. Nel 2010, il borgo è entrato nella lista dei monumenti da salvaguardare redatta dalla World Monuments Fund. Scendendo ancora a sud a Messina si apriranno luoghi di solito inaccessibili come il Castello e la cittadella fortificata di Milazzo (sede di una mostra e di visite guidate).

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