il libro

Viaggio a Sanremo attraverso i 45 giri

di Francesca Milano

3' di lettura

Per essere un buon collezionista bisogna avere queste caratteristiche: pazienza, perseveranza e nessun tipo di allergia alla polvere. Lo sanno bene Federico Pieri e Daniele Sgherri, che hanno passato gli ultimi 20 anni a spulciare nei mercatini, alle mostre di dischi e su internet in cerca dei 45 giri dei brani sanremesi. Dai questa ricerca è nato il libro “Sanremo a 45 giri - La storia del Festival attraverso le copertine di tutte le canzoni partecipanti dal 1970 al 2018”, un lavoro di oltre 400 pagine attraverso le quali il lettore può fare un viaggio nel tempo.

«In realtà - spiega Federico Pieri - quando ho iniziato la collezione erano già facilmente reperibili tutti i pezzi sanremesi in formato elettronico o sui Cd. Ma a me non bastava: mi incuriosivano le copertine. Non l’album, non la ristampa o la raccolta, ma proprio il 45 giri , quello che i negozianti tenevano chiuso nelle scatole fino alla fine della prima serata perché non si poteva vendere il brano prima che fosse cantato sul palco dell’Ariston (e prima ancora, del Casinò, ndr). Qualcuno aspettava addirittura il verdetto finale prima di mettere i 45 giri sugli scaffali del negozio».

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Il libro raccoglie le immagini di tutti i 45 giri che hanno partecipato al Festival, edizione dopo edizione: il racconto si apre nel 1980, nella 30esima edizione del Festival di Sanremo. È l’anno del trionfo di Toto Cutugno con “Solo noi”, ma è anche l’anno di “Gelosia” di Bobby Solo, di “Su di noi” di Pupo e di “Contessa”, il brano dei Decibel di Enrico Ruggeri, un brano che ha fatto la storia della musica italiana (anche se, forse, oggi qualcuno storcerebbe il naso per il verso “Non puoi più trattare i tuoi amanti come fossero bignè”). Il libro racconta l’atmosfera del teatro Ariston, le gag dei conduttori (nel 1980 fu il turno di Roberto Benigni, che quell’anno sconvolse il pubblico chiamando il papa “Wojtylaccio”), le canzoni in gara e la classifica finale.

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Quello in uscita in questi giorni è in realtà solo metà del lavoro: il secondo libro, che riguarderà le annate dal 1951 al 1969 sarà pronto a giugno. Per gli appassionati di musica i due libri possono essere uno strumento utile per capire che cosa è stata la musica italiana dal dopoguerra ad oggi. «Certo - spiegano gli autori - qualcuno potrebbe obiettare che Sanremo non è tutta la musica italiana, ed è vero, ma al Festival troviamo le più varie espressioni della musica leggera contemporanea, passando dal pop al rock, dal cantautorale al melodico».

Quasi 20 anni in cerca del “pezzo mancante”, del disco raro, del 45 giri introvabile: «Mi sono sentito un po’ Marco Polo» spiega Pieri raccontando della sua avventura da collezionista, delle giornate passate nei mercatini, delle ricerche su internet, delle lunghe telefonate con i venditori e i commercianti di dischi nella speranza di trovare ogni volta un nuovo tassello del puzzle.

Ora che finalmente tutte queste ricerche, tutte queste attese, questo fremere per il pezzo mancante, trovano in questo libro un loro compimento, Pieri si ferma a riflettere sul senso della sua collezione: «Alla fine per essere dei bravi collezionisti bisogna rimanere un po’ bambini».

Il libro fa anche da “catalogo” alla mostra discografica itinerante sul Festival di Sanremo che tra poche settimane verrà inaugurata e che rientra nel ciclo di esposizioni “Musica in Mostra” ideato da Daniele Sgherri.

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