NEL VICENTINO

Viaggio sulle tracce di Romeo e Giulietta, tra storia e leggenda

di Grazia Lissi


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Montecchio Maggiore foto Grazia Lissi

3' di lettura

Due manieri si guardano, uno di fronte all'altro. Fra loro ettari di terreno coltivato e strade in salita: in quelle antiche dimore di Montecchio Maggiore, a 12 chilometri da Vicenza, potrebbero aver vissuto Romeo e Giulietta, lì si sono forse scoperti e spiati, da quelle torri si sarebbero scambiati occhiate trepidanti. La leggenda ambienta la vicenda a Verona - lo stesso William Shakespeare colloca la storia nella città dell'Arena- ma è pura immaginazione. Il Bardo, quando scrisse la tragedia, non era mai stato in Veneto. Eppure non poteva non aver letto il racconto, allora diffuso anche in Inghilterra, “Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti” scritta da Luigi da Porto nel 1530. Lo scrittore amico di Bembo, era nato in una famiglia dell'alta aristocrazia vicentina, cresciuto a Urbino dove aveva studiato. Dopo esser tornato a casa si era avviato verso la carriera militare ma durante uno scontro con fazioni nemiche rimase paralizzato al volto. A ventisei anni capì che la sua vita sociale era finita. Innamorato della cugina Lucina Savorgnan, da cui era corrisposto segretamente, scoprì che la famiglia l'aveva già promessa sposa a un altro. L'odio covato da tempo fra le due famiglie era esploso durante le faide politiche che, nel Cinquecento, dividevano il Friuli e il Veneto. I due giovani rinunciarono al loro amore.

Luigi da Porto probabilmente scrisse l'opera nella sua villa di Montorso isolato in quel luogo che dominava i colli e i castelli di Montecchio Maggiore. Dal nome Montecchio nacque Montecchi Romeo e da Capuleti, probabilmente famiglia rinomata all'epoca, Giulietta.

Le altre bellezze da scoprire nel territorio
Incamminandosi per via Castelli 4 Martiri si incontrano i due manieri. Di quello denominato castello di Romeo, eretto da Cangrande II della Scala nel 1354 e smantellato dai Veneziani nel 1514, restano la torre e la cinta muraria con il mastio. Poco più in alto, a poche centinaia di metri, il castello della Bella Guardia o di Giulietta. Non sappiamo se lì fossero vissuti realmente i Capuleti, ma se così fosse, sul balcone oggi ancora visibile, Giulietta chiese a Romeo eterno amore: “Or tu, Romeo, rinunziando al tuo nome, non meno conserveresti le doti che m'han presa di te. Oh! Abbandona dunque tal nome che non fa parte dell'esser tuo, ed abbine in ricompensa tutta me stessa”. (William Shakespeare, Giulietta e Romeo, atto II, scena II).

Foto di scena del film di Bollywood ispirato a Romeo e Giulietta e girato a Montecchio Maggiore

Nella villa dove soggiornò Tiepolo
Sempre a Montecchio Maggiore, in via Lovara 36, si può visitare Villa Cordellina Lombardi , oggi sede dell'amministrazione provinciale di Vicenza, un gioiello da non perdere. Realizzata tra il 1735 e il 1760 per Carlo Cordellina, avvocato della Serenissima, fu progettata dall'architetto veneziano Giorgio Massari, con il quale collaborò anche Francesco Muttoni. La fabbrica dominicale è un omaggio a Palladio e anticipa di qualche decennio il neoclassicismo. Imponente la facciata con il lungo viale d'accesso nel giardino, la scala, il pronao con le quattro colonne ioniche. Il timpano è coronato da tre sculture, Giove, Mercurio e Minerva e al centro lo stemma dei Cordellina, venditori di corde, che vollero nobilitarsi inserendo nello stemma fiori di lino che sbocciano da tre cuori. La facciata posteriore si apre su un cortile originariamente destinato alle attività agricole. Le linee sono più rigide, le colonne addossate alle pareti, una piccola scala porta al salone d'onore. L'armonia dell'architettura con la terra e i suoi prodotti, l'abbondanza dei raccolti della campagna si manifestano nei temi scelti per le sculture dei giardini dove sono posti in bella vista i vasi creati da Antonio Bonazza. Le sculture esterne fra cui “le fatiche d'Ercole”, statue poste alla base della scalinata che dà accesso al salone d'onore, sono state realizzate da Giacomo Cassetti su disegni di Giambattista Tiepolo che lavorava spesso per i Cordellina soggiornando nell'antica dimora. Così l'artista, in una lettera a un amico, si lamentava della mondanità della villa: “Io son qui, non posso fare nulla per la troppa foresteria che vi è… Giuro che mi sarebbe più caro stare in compagnia sua, e parlare di pittura, che tutti i divertimenti di questa villa che, mi creda, non sono pochi”. Era il 1743 in quell'anno Giambattista Tiepolo realizzò qui tre affreschi d'ispirazione neoclassica.

Passeggiata d’arte a due a Vicenza
Dopo aver visitato i castelli e villa Cordellina Lombardi, ci si può avventurare alle Gallerie di Palazzo Leone Montanari a Vicenza. Una passeggiata d'arte, per scoprire i segreti di coppia racchiusi nei capolavori custoditi: il tenero cuore di un eroe impavido come Ercole, i sogni proibiti di una diva presuntuosa come Diana, l'incredibile fuitina della principessa Europa, il fascino intramontabile del dolce Adone e i pasticci amorosi di una dama veneziana profumata di carezze.

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