Bevande vegetali

Vicenza, The Bridge leader del biologico a chilometri zero

L'azienda esporta l'80% del fatturato in 50 Paesi, prossimo passo lo yogurt

di Luisanna Benfatto


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Lo stabilimento vicentino The Bridge

3' di lettura

C’è molta Italia in questa storia aziendale: l’acqua e il sole delle colline vicentine,l’idea sostenibile che anticipa tutti, una famiglia di imprenditori,(la famiglia organic come recita il claim sulle confezioni), l’apertura al mondo, i piani per il futuro.Con un’intuizione e una materia prima, l’acqua, naturalmente buona nasce 25 anni fa in un piccolo paese in provincia di Vicenza, San Pietro Mussolino, “The Bridge” la prima azienda italiana a produrre una bevanda di riso biologica che nel 2019 ha fatturato 38 milioni ed esporta l’80% dei ricavi n oltre cinquanta Paesi.

Tutto nasce dal fondatore Ernesto Negro Marcigaglia, scomparso sette anni fa. Nato e cresciuto in una famiglia di agricoltori, Marcigaglia per anni ha lavorato nella produzione di guanti di pelle. Negli anni 90, dopo un incidente alla spalla, frequenta alcune erboristerie della zona e con l’aiuto del figlio Paolo, che studiava chimica all’Università, decide di acquistare dei macchinari e sperimentare nella cantina di casa la creazione di una bevanda biologica a base di riso. «Allora esisteva qualcosa di simile solo negli Stati Uniti ma era un prodotto industriale» racconta Eva Pfeffer,direttore sales& marketing». Nel 1994 debutta sul mercato il primo prodotto a base di riso a cui seguono quelli di soia, avena, mandorla, quinoa, cocco, farro, noce brasiliana e la linea di dessert e panna da cucina. La formula è semplice ed è rimasta inalterata negli anni- spiega Pfeffer, «la nostra filiera è corta, produciamo solo in Italia a San Pietro Mussolino. Non potremmo fare altrimenti visto che tutte le bevande sono fatte dall’80% di acqua proveniente dalla sorgente Papalini che si trova nell’alta valle del Chiampo. Un’acqua dalle proprietà chimiche e microbiologiche eccellenti che contribuiscono a fare la differenza: una mineralità equilibrata (durezza di 16-17 °) e l’assenza di nitrati tipica delle acque naturali di montagna da 1 a 3 mg/L (in quelle destinate all’infanzia il limite è 10 mg/L). Il restante 20% sono materie prime provenienti tutte da coltivazioni biologiche principalmente italiane quando disponibili: il riso da Piemonte e Lombardia, le mandorle dalla Sicilia, la soia dal territorio nazionale, il farro dalla Germania e Francia. L'unico ingrediente che viene da lontano è l'olio di cartamo che ha un buon contenuto di vitamina K e un alto contenuto di lipidi insaturi e o% di colesterolo, lo compriamo dal Messico».

L’attenzione alla selezione dei prodotti naturali va di pari passo con quella per l’ambiente afferma la manager: «I nostri due stabilimenti sono dotati di impianti fotovoltaici che producono il 4,4% dell’energia elettrica necessaria, il resto viene sempre acquistato da fonti rinnovabili. Siamo anche molto attenti al packaging e a tutte le certificazioni che garantiscono la genuinità dei nostri prodotti che sono testati dall’Istituto Certificazione etica e Ambientale come 100% biologici e 100% vegani senza lattosio, privi di colesterolo e per la maggior parte senza glutine.Esportando molto all’estero Francia, nostro primo mercato, e Israele, Paesi Arabi, abbiamo ottenuto anche la certificazione Kosher, la Ifs (International food standard), Jas-Icea per il Giappone e quella degli enti francesi, tedeschi e brasiliani».

A dare la spinta a questa “family company” oggi guidata dai figli Marco (Ceo), Paolo(Coo) e dalla co-fondatrice Margherita Rancan (presidente) e che ha 75 dipendenti che vivono nel piccolo paese di 1.600 anime, ci sono anche vari fattori sociali ed economici. L’azienda produce 200mila litri di bevande al giorno e compete in un mercato dove sono presenti i grandi player di questo segmento (Alpro della Danone, Granarolo, Scotti). Secondo uno studio dell’ente di ricerca internazionale Future Market Insights la crescita tra i consumatori delle intolleranze a glutine e lattosio, l’aumento dei baby boomers e millennial che scelgono sempre più prodotti salutari e bio e quello dei vegani che cercano sostitutivi del latte animale hanno sviluppato un mercato delle bevande vegetali ha un valore previsto a livello europeo di 50 miliardi di dollari con un potenziale di crescita (Cagr) nel prossimo decennio del 6,4%. I prodotti “free from” e “rich in”continuano a guadagnare spazio nella spesa alimentare anche tra gli italiani.

Per l’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy 2019 i prodotti che comunicano sulla confezione la presenza di componenti come vitamine, sali minerali o fibre hanno visto aumentare le vendite dell’1,7% e il giro d'affari ha superato i 2,5 miliardi. Il dato è confermato anche dall’azienda vicentina che prevede un aumento del 5% nel 2020 per i due marchi “The Bridge” e “Via Mia” distribuiti soprattutto nei negozi bio (60%) nella Gdo (35%) e nell’Horeca (5%). Nei progetti di espansione ci sono sia l’ampliamento della gamma dei protein drink e anche il debutto nel comparto degli yogurt nel 2021 grazie a un investimento di 5 milioni. Prossimo step, l’apertura di bar monomarca. Coronavirus, permettendo.

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