Moda

Victoria’s Secret perde appeal e chiude 53 negozi. «Meglio la biancheria sportiva»

di Ri.Ba.

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(Epa)


2' di lettura

NEW YORK - Tempi cupi per Victoria’s Secret. Le vendite sono andate male nel periodo natalizio. L Brands, il gruppo che controlla il marchio ha annunciato che presto verranno chiusi 53 negozi della celebre catena di intimo per donna. Tanto è bastato per portare le azioni della società ieri a Wall Street a cedere il 4,6% del valore, con un crollo arrivato fino al 6% nelle contrattazioni after-hours.
Nel trimestre delle festività natalizie le vendite di Victoria's Secret sono diminuite del 5,14%, a 2,5 miliardi di dollari, al di sotto delle stime degli analisti.

Il gruppo L Brands, che controlla anche altri marchi, archivia gli ultimi mesi 2018 con un utile netto in calo a 540 milioni di dollari rispetto ai 664 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente, su ricavi complessivi per 4,85 miliardi.

La lingerie di Victoria's Secret sta perdendo appeal ed è già scattata l'emergenza: ''Tutte le opzioni sono aperte'' ha fatto sapere L Brands in una nota, che ha avviato una revisione di tutti gli aspetti del modello di business del brand di intimo di lusso per donna, dal prezzo al format dei negozi. La società prevedeva già di chiudere 15 punti vendita nel 2019, ma ha alzato il numero a 53 negozi dopo i cattivi risultati del quarto trimestre.

Le difficoltà di Victoria's Secret non sono nuove. Fino a poco tempo fa popolare per i suoi “sexy bra”, Victoria's Secret si è vista scaricare dalle donne, sempre più a caccia di reggiseni confortevoli e senza ferretto, più sportivi, anche a costo di rinunciare all'effetto “push up”. L'agguerrita concorrenza ha poi fatto il resto: il boom delle vendite di lingerie online con Amazon, ma anche i prodotti meno costosi di Aerie di American Eagle, hanno mangiato quote di mercato al marchio delle modelle-angelo. Ad abbandonare Victoria's Secret sono state soprattutto le millennials, ovvero un terzo delle donne che guardano al mercato dell'abbigliamento intimo: sono loro che nel 2018 hanno speso di più nei reggiseni sportivi che in quelli pizzi e merletti, mostrando un chiaro cambiamento dei gusti delle consumatrici, non più forse così attirate dai costosi reggiseni delle modelle-angelo.

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