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Videogiochi, perché sono tutti pazzi per il micio rosso di Stray?

Il nuovo titolo di Annapurna Interactive è una rivelazione che è piaciuto moltissimo a pubblico e critica. Proviamo a scoprirne il perché.

di Luca Tremolada

2' di lettura

Perché ci sono pochi videogiochi nuovi, verrebbe da rispondere per essere cattivi. E in parte è così anche se va dato atto a Stray (Pc, Ps4 e Ps5) di essere davvero un piccolo gioiello videoludico con una direzione artistica di alto livello e una storia davvero ben scritta. Dietro c'è un editore come Annapurna Interactive che sa lavorare benissimo e uno sviluppatore (i francesi di BlueTwelve Studio) che si è dimostrato una rivelazione. L'avventura ad altezza di gatto in una città cyberpunk è una delle migliori produzioni di questa estate per Playstation. Stray non è un gioco innovativo. E' la dimostrazione che si possono inventare videogiochi anche brevi senza spendere decine di milioni di euro. Peraltro per i proprietari di Playstation è gratis se hai un abbonamento al Plus extra o premium.

Cosa ci è piaciuto.

Dimostra come se hai idee puoi anche licenziare produzioni più contenute che sanno regalare scoperta e soddisfazioni. Il titolo si finisce in quattro-cinque ore. Il gattino è riprodotto con amore: miagola, “fa gli gnocchi”, si rotola, gioca. Più che realistico è famigliare. La città che sembra uscire da Cyberpunk 2077 nasconde invece una storia di robot e sogni tenera e struggente che vi porterà dalla parti del fiabesco. E poi c'è il vero pregio di Stray: le leggerezza. La passeggiata del gattino è inconsapevole e curiosa. Intensa ma spensierata. Esattamente quello che ti aspetti nei panni di un gatto.

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Stray - Teaser Trailer | PS5

Cosa non ci è piaciuto.

La sfida contenuta nel gioco è davvero “contenuta”. Gli enigmi sono elementari, così come le possibilità di esplorazione o le fughe dai piccoli nemici. Insomma, è tutto molto facile, anche troppo. Come si dice, è un gioco narrativo dove conta di più la storia. Anche in questo è un piccolo gioiello antico che parla a giocatori che forse non ci sono più.


Riproduzione riservata ©
  • Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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