Ha collaborato con il NY Times

Videoreporter e regista indipendente: chi era Brent Renaud, ucciso mentre filmava la fuga da Irpin

Non c’è teatro di guerra che Renaud non abbia conosciuto lavorando non solo per il New York Times, ma anche per Boston Globe, Nbc, Discovery Channel, Pbs, Vice News

Il collega del giornalista ucciso a Irpin: «Stavamo filmando rifugiati, ci hanno sparato al check point»

2' di lettura

In una Ucraina oramai del tutto terreno di battaglia, fra le vittime si registra il primo giornalista: l’americano Brent Renaud. Aveva compiuto 51 anni un mese fa. Videogiornalista, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco a Irpin, in corrispondenza di un checkpoint, mentre con un collega, Juan Redondo, stava filmando i profughi in fuga. Renaud è stato colpito al collo ed è morto all’istante mentre il collega è stato trasferito in ospedale. In un video sui social si può ascoltare la versione del giornalista ferito che racconta di come Renaud sia stato colpito al collo dai proiettili. «Stavamo filmando i profughi in fuga», ha raccontato.

Fotografo e regista

Insieme al fratello Craig, anche lui regista indipendente, Renaud ha prodotto tra gli altri “Surviving Haiti’s Earthquake: Children”, vincitore del du Pont-Columbia Award 2012, premiato insieme al progetto multimediale del New York Times “A Year at War” come un esempio di narrazione artistica e interattiva vissuta online. Brent ha passato gli ultimi venti anni a produrre film e programmi televisivi con il fratello. Erano noti per aver raccontato storie di umanità nei punti caldi del mondo: non solo il terremoto di Haiti, anche Iraq, Afghanistan, i disordini politici in Egitto e in Libia, la lotta per Mosul, l’estremismo in Africa, la violenza dei cartelli in Messico e la crisi dei giovani rifugiati in America Centrale.

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In passato ha collaborato con il New York Times

In passato il giornalista ucciso ha collaborato con il New York Times (più recentemente nel 2015). Il giornale stesso ha spiegato che Renaud, pur avendo collaborato in passato col Times, non era in Ucraina per il quotidiano statunitense. E che le credenziali rinvenute si riferivano a una missione di qualche anno fa.

Reporter di guerra

Non c’è teatro di guerra che Brent non abbia conosciuto lavorando non solo per il New York Times, ma anche per Boston Globe, Nbc, Discovery Channel, Pbs, Vice News. Dopo aver iniziato la carriera di reporter in occasione degli attentati dell’11 settembre 2011, Renaud con le sue riprese ha raccontato gli eventi più drammatici delle guerre in Afghanistan e in Iraq. Non solo, ha mostrato al mondo anche le immagini del terribile terremoto ad Haiti nel 2010, delle violenze dei cartelli della droga in Messico, della primavera araba in Egitto e del dramma delle carovane di migranti del Centro America. Lavori, tra cui anche alcune serie per il canale Hbo, che sono valsi a lui e al fratello Craig, con cui aveva fondato la piccola casa di produzione Ranaud Brothers, diversi premi internazionali. Come il George Foster Peabody Award, destinato alle eccellenze nel settore delle trasmissioni radio e tv.

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