forze dell’ordine

Vigili attivi anche di notte e Gdf fulcro contro gli scafisti

di Maurizio Caprino

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(Marka)


3' di lettura

La polizia locale dovrà coprire sempre più anche le ore notturne, mentre i corpi statali dovranno essere più coordinati fra loro, anche per minimizzare le conseguenze del taglio dei presìdi territoriali e attuare la riorganizzazione dei controlli sui migranti . Sono gli aspetti più rilevanti che emergono dalla lettura della direttiva che il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha adottato a ferragosto per razionalizzare e attualizzare l’impiego delle forze di polizia. Una direttiva che è vincolante, perché non ha la veste formale di una “semplice” circolare, ma è allegata a un decreto ministeriale (anche se non pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale). Quindi, chi non vi si attiene rischia di dover rispondere del reato di abuso d’ufficio.

Il decreto del Viminale sul coordinamento delle forze di polizia

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Formalmente, il decreto “nasce” dal Dlgs 177/2016, che affida al Viminale il compito di emanare disposizioni per razionalizzare la dislocazione territoriale delle forze di polizia e l’esercizio delle loro attività. Dal punto di vista sostanziale, s’intrecciano questioni complesse: dalla stretta attualità legata agli sbarchi dei migranti e al terrorismo a problemi strutturali come le duplicazioni di competenze tra i vari organi, i poteri e lo status molto limitati delle polizie locali nonostante il loro sempre maggiore coinvolgimento anche in attività finora proprie di quelle statali e le carenze di organico (ad aprile, il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha sottolineato che nei prossimi 12 anni andranno in pensione 40mila poliziotti, lasciando capire che non ci saranno altrettante assunzioni). Sullo sfondo ci sono progetti sulle nuove tecnologie (come i sistemi di telecamere in grado di individuare automaticamente comportamenti sospetti), che in certi casi consentono di diminuire l’impiego di personale.

Sul fronte degli sbarchi, la direttiva conferma che la Guardia di finanza ha la responsabilità operativa della sorveglianza in mare per contrastare l’immigrazione clandestina (anche nella zona contigua alle acque territoriali) e del coordinamento tattico con le imbarcazioni di altre amministrazioni. L’attività della Gdf è a sua volta coordinata dalla direzione centrale Immigrazione del dipartimento Pubblica sicurezza e, localmente, dai prefetti. Sugli altri confini, da segnalare che negli aeroporti minori (ambito in cui già possono operare i Carabinieri dove la Polizia non ha un suo ufficio) i compiti di polizia di frontiera saranno svolti dalla Gdf, quando ha già uffici in loco (finora competenti solo sulle attività doganali).

Sul fronte della lotta al terrorismo internazionale, viene chiarito che il ruolo della Gdf è contrastarne il finanziamento.

Quanto ai rapporti con le polizie locali, viene stabilito che i piani coordinati di controllo del territorio (si veda la scheda a sinistra) - che diventano obbligatori anche per le località diverse dai capoluoghi di provincia se vi hanno sede più corpi che provvedono al pronto intervento 24 ore su 24 - devono prevedere anche il loro contributo. Inoltre, la direttiva ufficializza la tendenza in atto da tempo nei servizi di polizia stradale: i vigili devono assumere «un ruolo preminente» in ambito urbano «lungo l’intero arco delle 24 ore». Quindi i vigili dovranno essere sempre pronti almeno a intervenire sugli incidenti, attività che oggi grava soprattutto sui Carabinieri. A questo assetto si dovrà arrivare dopo aver stipulato un accordo quadro con l’Anci e per gradi: prima in città metropolitane e capoluoghi di provincia (dove spesso i corpi locali sono già attrezzati, più o meno adeguatamente) e poi altrove. Ciò farà venire al pettine due nodi: quello dello status dei vigili (che non hanno pieno accesso alle banche dati né equo indennizzo in caso di infortunio) e quello dei piccoli centri nelle zone dove non si sono ancora fatte Unioni di Comuni o consorzi di polizie locali (con cui ogni municipio “condivide” con gli altri i propri pochi agenti, in modo da fare “massa critica”).

Tra le righe della direttiva si scorge anche la conferma dell’attuale realtà di fatto, in cui la Polizia stradale opererà solo in autostrada e sulle superstrade più importanti, lasciando ai Carabinieri buona parte dell’attività sulle altre strade extraurbane.

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