Climate change

Vigne e rischio clima, servono buone pratiche e più polizze (anche grazie alla Pac)

Gli effetti dei cambiamenti climatici possono essere limitati con il ricorso alla tecnologia. In Italia il ricorso alle assicurazioni è ancora basso

di Giorgio dell’Orefice

(ANSA)

2' di lettura

Gelate in primavera e grandinate in piena estate con danni significativi in Piemonte, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Campania e Sardegna e con vino e ortofrutta che sono stati i settori più colpiti. Gli effetti dei cambiamenti climatici possono essere limitati con il ricorso alla tecnologia e soprattutto alle polizze assicurative in particolare per il vino che essendo la produzione agricola a maggiore valore aggiunto è anche quella sulla quale il fatturato negativo degli eventi atmosferici avversi è più pesante.

In Italia le gelate recenti hanno colpito soprattutto i vigneti della Sardegna, la Maremma Toscana, la Doc Lugana sul lago di Garda, la produzione di Prosecco in Friuli Venezia Giulia e il Primitivo di Manduria in Puglia. Secondo i dati riportati da Asnacodi (l'associazione nazionale dei consorzi di difesa) i recenti eventi atmosferici hanno interessato tra il 60-70% dei premi cioè circa 400 milioni di euro di danni sui 6,5 miliardi di valori delle produzioni assicurate.

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Proprio delle possibili contromisure al maltempo in particolare nel settore vino se ne è discusso ieri ad Alghero (Sassari) in un incontro organizzato dalla cantina sarda Sella e Mosca, azienda per anni nell'orbita di Campari e nel 2017 rilevata dal produttore di Franciacorta Vittorio Moretti. All'incontro agronomi ed esperti in materia agroclimatica, ingegneristica e viticoltura per fornire risposte sulle prospettive di difesa attiva dei vigneti. «Le gelate – ha detto presidente della Holding Terra Moretti, Vittorio Moretti – sono eventi destinati a ripetersi con sempre maggiore frequenza in Italia in particolare in quelle aree dove gli inverni miti e le primavere precoci provocano un anticipo della vegetazione».

In anni recenti in particolare in Francia ma anche in qualche area viticola italiana si è rivisto l'antico rimedio antigelo di accendere dei falò tra i filari di vigneto. Ma al di là del folklore le possibili leve sono soprattutto quelle della tecnologia come i satelliti e il rilevamento automatico da terra. I moderni strumenti di previsione meteo possono anticipare gli eventi improvvisi come le gelate innescando l'uso dei ventilatori e dell'irrigazione antibrina.

Poi c'è il tema della gestione del rischio e delle polizze assicurative. Un tema sempre attuale in Italia dove in media appena l'11% degli agricoltori ricorre alle polizze. Su questo fronte forse un salto di qualità può venire con la nuova riforma Pac. Nel compromesso sottoscritto dal ministro delle Politiche agricole Patuanelli è previsto l'innalzamento dall'1 al 3% della percentuale di aiuti diretti destinati alla gestione del rischio. Si tratta per l'Italia di circa 108 milioni di euro l'anno che andrebbero a coprire il 30% della parte privata dei costi assicurativi. L'altro 70% dovrebbe essere coperto dai fondi dello sviluppo rurale. Bruxelles ha raccomandato di legare queste risorse all'obbligatorietà delle polizze per gli agricoltori. La Francia ha già effettuato questa scelta. L'Italia ancora no.

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