Vino

Villa Sandi: una Ribolla Gialla spumante e nuovo focus sull’India

di Emanuele Scarci

2' di lettura

Il big del Prosecco Villa Sandi si misura con un vitigno autoctono friulano. A due anni dall'acquisizione delle tenute di Spilimbergo in Friuli, Villa Sandi presenta la prima produzione di Ribolla Gialla. L'esordio è stato al ProWein di Düsseldorf, a metà marzo, e verrà riproposta a Vinitaly, a metà aprile.
Ribolla Gialla Villa Sandi è un vino spumante Brut che nasce dal vitigno autoctono friulano e che viene prodotto con il metodo “Charmat lungo”, una tecnica che prevede 12 mesi di fermentazione e di maturazione in autoclave. Insomma la Ribolla Gialla filtrata dall'esperienza di un produttore di Prosecco come Villa Sandi, impegnata con Doc, Valdobbiadene e Asolo.

La tecnica nel Dna
“La Ribolla Gialla è una novità - sottolinea Giancarlo Moretti Polegato, 61 anni, presidente di Villa Sandi -. Dopo l'acquisto della tenuta di Spilimbergo (per 5 ,1 milioni ndr) con i nostri enologi abbiamo subito deciso di valorizzare la varietà Ribolla Gialla presente nel vigneto. Ribolla Gialla è una varietà che si adatta molto bene alla spumantizzazione, una tecnica che fa parte del nostro Dna e della nostra storia come produttori di Prosecco”.
Al ProWein la Ribolla Gialla Villa Sandi “è stata molto apprezzata - sottolinea l'imprenditore veneto -. Una soddisfazione in più che arriva dalla più grande fiera internazionale del vino, dove c'è il mondo. Senza nulla togliere a Vinitaly. Siamo presenti in 92 Paesi ma a Düsseldorf ci è stata offerta la possibilità di entrare in nuovi mercati, per esempio in India”.
In Germania Villa Sandi ha siglato un contratto di distribuzione con l'operatore Schlumberger, lo stesso che distribuisce Ornellaia e Luce di Frescobaldi e Chateau Margaux. Rimarrà comunque il legame 25ennale con lo storico distributore Pellegrini.
Un anno stabile
Quanto all'anno appena concluso, il gruppo di Crocetta del Montello ha registrato ricavi consolidati per 86,5 milioni, di cui il 60% all'estero, con 26,5 milioni di bottiglie vendute (prezzo medio 3,3 euro). Nel 2016 il fatturato era stato di 87,6 milioni con un utile netto di 5 milioni. “Il 2017 è stato un anno di consolidamento, dopo anni di sviluppo a due cifre - commenta Moretti Polegato -. Tuttavia nel Regno Unito siamo riusciti a crescere addirittura del 60% nonostante Brexit e lo scivolamento della sterlina”.
E per il 2018? “Vogliamo superare i 90 milioni di fatturato - risponde Moretti Polegato -. Nei primi 3 mesi le vendite sono aumentate del 18% ma è un ritmo che probabilmente si attenuerà. Mentre abbiamo un budget ambizioso per gli Stati Uniti, a due cifre, grazie al grande potenziale del Pinot grigio Doc delle Venezie”.
Il modello Iswa
Recentemente Il gruppo tedesco Henkell ha rilevato il controllo della spagnola Freixenet, big spagnolo delle bollicine Cava. Henkell controlla anche il produttore italiano di Prosecco Mionetto.
Cambia qualcosa per i produttori italiani? “Non credo - risponde Moretti Polegato - anche se personalmente credo nelle aggregazioni. Sul modello dell'Iswa, la rete che unisce 8 aziende italiane che fanno sistema. Siamo stati in uno stand comune a ProWein e replicheremo a breve a Hong Kong e in Canada. Il rapporto è eccellente tra i soci, ci scambiamo gli importatori e non siamo in concorrenza”.

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