dimore d’epoca

Ville storiche, il futuro passa dal cohousing

Edifici d’epoca si prestano a ristrutturazioni che li suddividono in appartamenti. Spesso lavori costosi che una sola famiglia non riesce a sostenere

di Adriano Lovera

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Edifici d’epoca si prestano a ristrutturazioni che li suddividono in appartamenti. Spesso lavori costosi che una sola famiglia non riesce a sostenere


2' di lettura

Anche chi cerca il lusso, non per forza desidera vivere da solo. E tiene d’occhio l’efficienza energetica. Ecco perché una nicchia di mercato promettente sarà la ristrutturazione di antiche ville storiche, in chiave co-housing. Un progetto è stato da poco ultimato a Milano, quartiere Cimiano. L’ottocentesca Villa Carmen, 1.200 mq di abitazione e circa 2.000 di parco, da anni era invenduta, perché la proprietà non trovava un unico acquirente disposto a sobbarcarsi importanti lavori di restauro.

La situazione si è sbloccata cambiando progetto. Dagli spazi sono state recuperate dieci unità abitative. I singoli acquirenti, nonché futuri inquilini, sono stati subito coinvolti nella progettazione (firmata all’architetto Margherita Lusvardi), che ha previsto dove possibile il recupero di elementi caratteristici, come porte decorate e pavimenti in legno/parquet, e la realizzazione di spazi comuni come il locale lavanderia, uno spazio giochi comprensivo di campo di calcetto e il parco con le sue sedute. «Anche da parte degli istituti di credito abbiamo notato maggior disponibilità a finanziare sul nascere questi progetti di acquisizione e riqualificazione edilizia ed energetica. Questo è segno non solo dell’affidabilità dell’impresa, ma anche del fatto che stiamo investendo nella direzione giusta del mercato» ha detto Guido Hugony, tra i fondatori di Teicos group, società che ha curato il restauro conservativo delle facciate e degli esterni, del rifacimento e coibentazione del tetto, e che ha seguito la ristrutturazione interna e commercializzazione di quattro unità. E il risultato è stato sorprendente anche dal punto di vista dell’efficienza energetica. Molti dei nuovi appartamenti hanno raggiunto la classe A1 e in qualche caso è stata addirittura raggiunta quella più elevata, la A4, con l’adozione di un cappotto termico interno in fibra di legno. Questo esempio milanese è significativo anche sul piano dell’innovazione di progetto e costruttiva, dal momento che è stato usato uno strumento particolare, il laser scanner della “nuvola di punti”, che grazie un sistema di sensoristica trasferisce in ambiente BIM una versione 3D dello stato iniziale dell’edificio. Difficile stimare a livello di quantità il potenziale di questo mercato. La Adsi, associazione delle dimore storiche italiane, conta circa 4.500 iscritti. Il Registro delle dimore storiche di eccellenza circa 8mila compresi castelli e residenze antiche. Ma il numero di immobili storici in Italia è altissimo. E proprio un report di Scenari immobiliari metteva in luce alcune difficoltà di questo segmento a causa degli alti costi di ristrutturazione e mantenimento. Il frazionamento mirato a raggiungere livelli altissimi di efficienza energetica può fornire una soluzione a queste criticità.

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