L’inchiesta a Foggia

Viminale, capo dipartimento immigrazione si dimette: la moglie indagata per caporalato

La donna è tra le 16 persone indagate in un’inchiesta della procura di Foggia che ha portato all’arresto di cinque persone

2' di lettura

Il Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del ministero dell’Interno, Michele di Bari «ha rassegnato le proprie dimissioni». Lo rende noto il Viminale a seguito dell’inchiesta della procura di Foggia in cui è indagata la moglie. La donna è tra le 16 persone indagate in un’inchiesta per caporalato che ha portato all’arresto di cinque persone, due delle quali in carcere.

Gip: moglie di Bari sfruttava lavoratori

Il gip di Foggin nell’ordinanza nei confronti degli indagati scrive che Rosalba Livrerio Bisceglia, moglie del prefetto Michele di Bari, «è consapevole delle modalità delle condotta di reclutamento e sfruttamento» in quanto impiegava nella sua azienda «manodopera costituita da decine di lavoratori di varie etnie» per la coltivazione dei campi «sottoponendo i predetti lavoratori alle condizioni di sfruttamento» desumibili “anche dalla condizioni di lavoro (retributive, di igiene, di sicurezza, di salubrità del luogo di lavoro) e approfittando del loro stato di bisogno derivante dalle condizioni di vita precarie»

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Di Bari: mia moglie certa della sua estraneità

«In relazione alle notizie di stampa, desidero precisare che sono dispiaciuto moltissimo per mia moglie che ha sempre assunto comportamenti improntati al rispetto della legalità. Mia moglie, insieme a me, nutre completa fiducia nella magistratura ed è certa della sua totale estraneità ai fatti contestati». Così invece il prefetto Michele di Bari, che ha dato le dimissioni da capo Dipartimento Libertà civili ed immigrazione del ministero dell’Interno dopo la notizia dell’indagine della procura di Foggia che ha coinvolto sua moglie.

Obbligo firma per moglie capo dipartimento Viminale

In carcere sono finiti due cittadini stranieri, un senegalese e un gambiano, mentre nei confronti degli altri tre arrestati da parte dei carabinieri sono stati disposti i domiciliari. Per gli altri 11 indagati, tra i quali appunto la moglie del prefetto Di Bari, è scattato l’obbligo di firma.

Verifiche in corso su 10 aziende

L’indagine, che ha interessato attività comprese tra luglio ed ottobre 2020, ha portato anche ad una verifica giudiziaria su oltre dieci aziende agricole riconducibili ad alcuni degli indagati

Braccianti sfruttati

Sottoposte al vaglio degli inquirenti le condizioni di sfruttamento cui erano sottoposti numerosi braccianti extracomunitari provenienti dall'Africa, impiegati a lavorare nelle campagne della Capitanata, tutti “residenti” nella nota baraccopoli di Borgo Mezzanone, dove si trova un accampamento che ospita circa 2000 persone, che vivono in precarie condizioni igienico-sanitarie e in forte stato di bisogno.


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