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Presidenti e scrutatori di seggio, il Viminale alza i compensi dopo il boom di rinunce

Per l’election day del 12 giugno (amministrative e cinque quesiti referendari) onorario fino a 282 euro

di Riccardo Ferrazza

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3' di lettura

Quanto accaduto a Palermo in occasione delle elezioni amministrative e del referendum del 12 giugno - forfait di quasi un terzo dei presidenti designati nei 600 seggi - non è un caso «isolato e inedito». A riconoscerlo è stato il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese in un question time in Parlamento durante il quale la responsabile del Viminale ha sollecitato una soluzione contro il fenomeno delle rinunce: aumentare la retribuzione per gli addetti ai seggi.

Caos a Palermo

«Il fenomeno delle rinunce - secondo Lamorgese - è collegato purtroppo ad un certo grado di disaffezione all’impegno civile, che si esprime anche attraverso l’attiva partecipazione alla vita democratica». Per questo Lamorgese richiede «l’avvio di una riflessione parlamentare per una conseguente risposta sul piano legislativo finalizzata a rendere più attrattiva la retribuzione» per gli addetti ai seggi.

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Nel capoluogo dell’isola siciliana, secondo molti, a pesare è stata anche la concomitanza con l’attesa partita casalinga del Palermo calcio con il Padova per la promozione in B che aveva registrato il “tutto esaurito”. Forse neanche una retribuzione più sostanziosa avrebbe evitato il caos con 174 rinunce da parte di presidenti di seggio e la corsa contro il tempo per le sostituzioni: nei seggi rimasti vacanti, gli scrutatori sono rimasti “ostaggio” fino alle 2 della notte nella speranza che arrivasse il sostituto-presidente e solo in 64 sono stati trovati poco prima della mezzanotte, mentre per gli altri la ricerca è andata per le lunghe e oltre i termini di legge.

I compensi per il referendum partono da 100 euro

La concomitanza tra elezioni amministrative (a Palermo come in quasi altri mille comuni si votava per il sindaco) e referendum ha fatto scattare un calcolo diverso per la retribuzione prevista per i componenti dei seggi elettorali (presidente, segretario e tre scrutatori).

Solitamente per i quesiti referendari è previsto l’importo base di 130 euro per il presidente e 100 euro per gli altri membri. Cifre che vengono maggiorate per ciascuno dei quesiti sottoposti all’elettore: 33 euro per i presidenti, 22 euro per gli scrutatori e i segretari. Dal momento che i quesiti referendari erano cinque (nessuno ha raggiunto il quorum) l’importo complessivo ammonterebbe a 262 euro per i presidenti e 192 per gli altri componenti degli uffici elettorali.

I compensi per l’election day

Gli onorari cambiano però in caso di contemporaneo svolgimento dei referendum con il primo turno delle amministrative e vengono adeguati alla normativa per le elezioni comunali: 150 euro per il presidente, 120 euro per gli altri componenti. Restano le quattro maggiorazioni per il numero di quesiti (che sono cinque). Risultato: 282 euro per il presidente e 208 per gli altri scrutatori.

Onorario non tassabile

Nella circolare sulle «spese di organizzazione tecnica ed attuazione per lo svolgimento contestuale delle elezioni amministrative e dei referendum previsti dall'articolo 75 della Costituzione da tenersi nell'anno 2022» il Viminale ricorda ai Comuni che «le spese relative agli onorari dei componenti dei seggi» vanno liquidate «senza operare alcuna ritenuta di acconto» in quanto « gli onorari spettanti ai componenti gli uffici elettorali costituiscono rimborso spese fisso forfetario non assoggettabile a ritenute o imposte (ivi comprese quelle relative al bollo di quietanza) e non concorrono alla formazione della base imponibile ai fini fiscali».

La rinuncia

Nelle faq pubblicate in occasione dell’appunamento elettorale del 12 giugno il Viminale ricorda che uno scrutatore, già designato, può giustificare la sua eventuale assenza con «gravi motivi di salute od altro impedimento di analoga gravità appositamente dimostrato con documentazione idonea, che deve essere trasmessa tempestivamente al comune».

L’albo degli scrutatori

Per essere designato quale scrutatore occorre essere iscritti nell’apposito Albo
degli scrutatori che si tiene in ogni comune. Entro il mese di ottobre di ogni anno
il Sindaco, con manifesto da affiggere nell’Albo pretorio del comune ed in altri
luoghi pubblici, invita gli elettori che desiderano essere inseriti nell’Albo degli
scrutatori a farne apposita domanda entro il mese di novembre.

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