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Viminale, nuovi controlli: allerta criminalità comune e mafiosa

Circolare ai prefetti sulla riapertura: forze di polizia destinate al rispetto delle norme sanitarie e al contrasto all’illegalità in ripresa

di Marco Ludovico

Lamorgese: "Rischio di gravi tensioni, presidiare la legalità"

3' di lettura

Nel rientro più o meno graduale alle attività quotidiane è incluso il ritorno dei reati. Quelli comuni, innanzitutto, quasi azzerati dal lockdown. Ma non solo. Così il ministero dell’Interno, guidato da Luciana Lamorgese, ha messo in allerta i prefetti. Restano a tutti gli effetti al centro dell’azione di coordinamento della ripresa sul territorio. Ma devono riorganizzare azioni e forze di intervento. La pubblica sicurezza torna obiettivo strategico. Con insidie vecchie e nuove.

Necessaria «attenzione crescente» ai crimini
La nuova circolare, firmata dal capo di gabinetto Matteo Piantedosi, è esplicita: «Il mutato contesto esige di dedicare una crescente attenzione alla possibile ricomparsa di forme di delittuosità comune e di criminalità diffusa, con la conseguente necessità di garantire adeguati livelli di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica».
I prefetti convocheranno i comitati provinciali dell’ordine e sicurezza pubblica, da loro presieduti, dove siedono i vertici locali delle forze dell’ordine, per «procedere all’aggiornamento dei piani coordinati di controllo del territorio».

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Cambiano i controlli stradali
Finita la fase dell’autocertificazione con il venir meno delle restrizioni sugli spostamenti all’interno della regione e, dopo il 2 giugno, anche fra le regioni, l’azione delle forze dell’ordine è mirata alle verifiche sul rispetto delle misure sanitarie sui luoghi di lavoro insieme ai Vigili del Fuoco e l’Ispettorato nazionale del lavoro.

Viminale: ecco il nuovo regime dei controlli

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C’è già in atto, poi, un « incremento dei flussi di traffico stradale». E ogni prefetto e questore deve fare i conti con il tema dell’assembramento nei luoghi pubblici a partire da i parchi: il Viminale sollecita «un rigoroso rispetto» di questo divieto. Non sarà facile per niente.

Il risveglio dei delinquenti comuni e organizzati
I comunicati stampa degli uffici territoriali delle forze dell’ordine hanno ricominciato da qualche giorn0 a registrare scippi, rapine e attività malavitose di vario genere. In un crescendo preoccupante. Ma sullo sfondo l’insidia più potente e temuta è l’azione della piovra mafiosa sull’economia allo stremo.

Al Viminale, su input del ministro Lamorgese, da giorni è in corso un confronto con gli specialisti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Per trovare un argine più forte a un’infiltrazione già in movimento. Senza scrupoli.

La scommessa sull’azione delle prefetture
Si parla di tracciamento dei movimenti finanziari; di rafforzamento dei Gia, i gruppi interforze presso le prefetture dove siedono un rappresentante della Polizia, dell’Arma, dei Carabinieri e della Dia; di un monitoraggio delle compravendite degli esercizi commerciali e delle imprese. Il tema è complicato, il flusso dei finanziamenti con la garanzia di Sace è ingente, gli appetiti mafiosi fuori discussione. Come ha rilevato con più di una circolare il dipartimento di Ps guidato da Franco Gabrielli e una direttiva ad hoc di Luciana Lamorgese.

Il potere dei prefetti, tuttavia, se rafforzato rischia di incrociarsi con quello dell’azione della magistratura. E le interdittive antimafia, in capo ai prefetti, va ricordato che scattano solo dopo l’azione giudiziaria. Ma al Viminale la priorità per trovare una soluzione di prevenzione antimafia, chiesta dal ministro, è assoluta.

Gabrielli ai questori: massimo impegno
Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha scritto a sua volta ai questori con indicazioni dirette: c’è «la necessità di orientare il massimo impegno verso l’attività di controllo del territorio». L’obiettivo è «prevenire e contrastare ogni tentativo di ripresa dell’operatività delle organizzazioni criminali, nonchè della criminalità diffusa».
Resta tutto in piedi il tema del rispetto delle regole anticontagio: «Va assicurato - sottolinea il prefetto Gabrielli - il rispetto del divieto di assembramenti e di aggregazione di persone e l’osservanza delle misure di distanziamento sociale».

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