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Vince il Predestinato: il francese Alaphilippe conquista anche la Sanremo. Nibali primo degli italiani

di Dario Ceccarelli


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(Ansa)

2' di lettura

Questa volta non ci sono sorprese. O colpi di scena fuori programma. Va tutto secondo copione. La 110° edizione della Milano-Sanremo va al francese Julian Alaphilippe, 26 anni, il favorito dei favoriti. Il Predestinato. Il corridore che tutti tenevano d'occhio, ma che nessuno, alla resa dei conti, ha saputo contrastare nel momento decisivo.

Il francese, scattato una prima volta sul Poggio, dove dà il primo vero colpo di frusta alla corsa, ha poi battuto in una volata ristretta il belga Oliver Nesen e il campione polacco Michal Kwiatkowski.

Un lungo scatto di circa 300 metri, quello di Alaphilippe, che non ha dato scampo al gruppetto dei migliori. Troppo superiore, troppo sicuro di sé il il francese: un tipo allegro dalla barbetta malandrina che, oltre che suonare la concorrenza, ama suonare la batteria.

Anche in bicicletta il suo ritmo è stato travolgente. Un ritmo e una potenza che gli hanno permesso di lasciare alle spalle il meglio del ciclismo mondiale. Peter Sagan, tre volte campione del mondo, anche lui tra i favoriti, ma ancora in ritardo di condizione, si è classificato quarto.

Migliore degli italiani, tanto per cambiare, è stato Vincenzo Nibali. Il siciliano, ottavo al traguardo, rimasto comunque sempre nel plotoncino dei big. Un ottimo segnale. Buona anche la corsa di Matteo Trentin, alla fine decimo, ma protagonista di un repentino attacco a due chilometri dall'arrivo. Un attacco coraggioso, quello del campione europeo, che però lo ha fatto arrivare con poca benzina alla volata decisiva. Un fuoco d'artificio acceso troppo presto.

Sempre in chiave nazionale bello e sfortunato anche il tentativo di fuga di Niccolò Bonifazio, autore di una audace e spericolata discesa sulla Cipressa, ma poi ripreso ai piedi del Poggio. Parziale delusione invece per il nostro Elia Viviani, compagno di squadra di Alaphilippe. Il veronese probabilmente ha dovuto pagar dazio alla straordinaria condizione del suo capitano. Viviani puntava a un arrivo di velocisti. Ma al traguardo di via Roma gli sprinter sono arrivati dopo gli altri big, sfiancati dall'alto ritmo della corsa e dagli attacchi di Alaphilippe.

E tornando al vincitore, colpisce la facilità con cui si è imposto. Fallito il primo blitz sul Poggio, ci ha riprovato senza esitazione anche nel finale. “ Mi ha tranquillizzato la fuga di Trentin” ha detto il francese dopo la corsa. “ A quel punto, era diventato lui l'uomo da battere. Poi tutto è stato facile. Sono partito lungo, ma sapevo di potercela fare”, ha concluso Julian.

Vincitore delle Strade Bianche e di due tappe alla Tirreno-Adriatico, Alaphilippe prosegue la sua trionfale campagna in Italia. Tre anni dopo Arnaud Demere, la Classica di Primavera torna dunque in Francia.

Per Alaphilippe il parmarès si fa sontuoso. La punta di diamante della Deceuninck-Quick Step, si era rivelato nel 2018 con due brillanti successi alla Freccia Vallone e alla Classica di San Sebastiano. Avendo solo 26 anni, la sua strada è ancora lunga e per il momento tutta in discesa.

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