le sanzioni per i fuoriusciti

Vincolo di mandato, torna la multa M5S da 100mila euro (finora mai applicata)

Dopo la minaccia di Di Maio di «cacciare i voltagabbana» e applicare multe da 100mila euro si è alzato un coro di critiche. Praticamente sono tutti contrari – tranne Fratelli d'Italia – e soprattutto dal Pd è arrivato uno stop fermo

di Andrea Gagliardi

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Dopo la minaccia di Di Maio di «cacciare i voltagabbana» e applicare multe da 100mila euro si è alzato un coro di critiche. Praticamente sono tutti contrari – tranne Fratelli d'Italia – e soprattutto dal Pd è arrivato uno stop fermo


2' di lettura

Accerchiato Oltreoceano dal malcontento interno ai Cinque Stelle sulla sua leadership e dal rischio di nuove fuoriuscite dopo quella della senatrice Gelsomina Vono (passata con Renzi), il capo politico del M5s Luigi Di Maio tenta di correre ai ripari: pugno duro contro i potenziali fuoriusciti, toni più morbidi nei confronti dei dissidenti “storici” del M5S. E una proposta che si rivela ben presto un ballon d'essai: l'introduzione del vincolo di mandato in Costituzione.

Torna la supermulta da 100mila euro
Da New York Di Maio ha fatto una netta distinzione tra «chi muove giuste critiche e chi va via perché non ha ottenuto nulla per sé». I primi «li ascolterò», i secondi «dovranno pagare 100mila euro per danni di immagine, come da Statuto», ha avvertito Di Maio. Torna dunque la super multa per scoraggiare i cambi di casacca. Multa evocata e mai applicata in passato anche perché in odore di incostituzionalità.

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Il divieto di vincolo di mandato in Costituzione
«Ogni membro del parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». Questo è il contenuto dell'articolo 67 della costituzione italiana, e base giuridica che giustifica una delle libertà più importanti di deputati e senatori. I parlamentari svolgono il loro incarico senza obblighi nei confronti dei partiti di appartenenza. Un concetto diventato nel tempo uno dei mattoni su cui è stata costruita l'idea moderna di democrazia rappresentativa. L'eletto quindi non ha nessun vincolo giuridico nei confronti degli elettori, ma solo una responsabilità politica. Una libertà di azione necessaria per poter svolgere le proprie funzioni senza pressioni e/o ricatti esterni. Nei regolamenti di Camera e Senato, infatti, l’assenza di vincolo di mandato è declinata nella libertà per singoli eletti di intervenire in disaccordo con il proprio gruppo di appartenenza.

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Di Maio: no al muro contro muro
Non a caso dopo la sua minaccia di “cacciare i voltagabbana” e applicare ai suoi multe da 100mila euro si è alzato un coro di critiche. Praticamente sono tutti contrari – tranne Fratelli d'Italia – e soprattutto dal Pd è arrivato uno stop fermo. Tant'è che il leader grillino ha corretto il tiro dicendo di non volere il «muro contro muro» ma che insieme a un gruppo di costituzionalisti si cercherà «una soluzione che contemperi la libertà della persona con la fedeltà di chi è stato eletto».

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Il precedente delle elezioni europee
In precedenza, in occasione delle europee del 2014, il Movimento aveva previsto multe ancora più elevate. Era stata infatti introdotta una sanzione da 250mila euro per quegli eurodeputati che avessero violato il codice di comportamento. Una penale per chi «tradisce» che aveva subito sollevato molti dubbi sulla sue effettiva validità in quanto in netto contrasto con l'articolo 67 della Costituzione che non prevede appunto il vincolo di mandato.

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