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Vini dai lunghi affinamenti: da bere, regalare o conservare come investimento

I piatti più elaborati chiamano rossi strutturati. Perfetti anche per un regalo d'autore o per seguire la tendenza degli ultimi anni di investire in fine wines.

di Barbara Sgarzi

La barricaia Lungarotti

4' di lettura

Si chiama Carapace Lunga Attesa l'ultimo nato dalla tenuta Lunelli umbra, il Carapace appunto, la cantina-scultura progettata da Arnaldo Pomodoro nel cuore del Montefalco. Un vigneto di Sagrantino di oltre trent'anni, la Vigna al Pozzo, e sette anni di affinamento per un vino simbolo di una terra ancestrale. Solo 4.000 bottiglie per questa prima annata, il 2015, un sorso ricco, avvolgente, vellutato e con sentori di mora, prugna e tabacco.

Certezze natalizie, sempre in zona: Il Montefalco Sagrantino Scacciadiavoli , dal bouquet pieno, sensuale e piacevolmente balsamico, compagno di arrosti e cacciagioni ma anche da mettere in cassaforte, visto che ha una vita che può raggiungere i vent'anni. Restiamo in Umbria per quello che è stato spesso definito uno dei migliori rossi italiani, il Rubesco Riserva Vigna Monticchio 2017, Sangiovese in purezza nato nel 1964 da un'idea del fondatore Giorgio Lungarotti, è un vino di grande struttura, adatto a un lungo invecchiamento, imbottigliato solo nelle migliori annate. Come la 2017 in commercio ora, che sorprende per la freschezza. Per Natale proposto in abbinamento, per l'aperitivo, al bianco Torre di Giano Vigna il Pino 2019 a base di Vermentino, Trebbiano e Grechetto.

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Il Montefalco Sagrantino Scacciadiavoli

Pronto a raggiungere il successo dell'ormai grande classico Lupicaia l'ultimo arrivato di Castello del Terriccio, Gian Annibale 2018. Un Igt Rosso Toscana composto al 60% da petit verdot e al 40% da cabernet sauvignon, dal naso speziato e fruttato pepe nero, ribes e mirtillo. Elegante e setoso, è di grande equilibrio e lunghissima persistenza, per esaltare anche i piatti più complessi. Ed è il commosso omaggio del titolare Vittorio Piozzo di Rosignano al talento dello zio Gian Annibale.

Gian Annibale 2018 di Castello del Terriccio.

Ultimo nato tra i rossi anche per Frescobaldi ; ha recentemente acquisito la Tenuta Calimaia che segna il ritorno della cantina a Montepulciano e alla produzione del Nobile. La tenuta, che va ad affiancarsi alle altre otto di proprietà della famiglia, conta circa 70 ettari vitati, principalmente a sangiovese. La prima uscita del Nobile di Montepulciano Doc Calimaia è la 2019, un vino dal bouquet complesso con note croccanti di ciliegia e amarena, un lieve profumo di erbe aromatiche e un sentore speziato nel finale. La certezza della cantina per stappare un rosso sorprendente durante le feste è Ripe al Convento 2016, Brunello di Montalcino Riserva dalla tenuta di Castelgiocondo. Maturazione in legno per sei anni, immesso sul mercato dopo un ulteriore affinamento in bottiglia. Ribes, mirtillo e mora elegantemente miscelati a note terziarie di tabacco, tè nero, cuoio caffè.

Ripe al Convento 2016, Brunello di Montalcino Riserva di Frescobaldi

Sei etichette d'autore per la 40° annata del Chianti Classico Casanuova di Nittardi “Vigna Doghessa” che con la vendemmia 2020 si declina in ben sei (anzi sette) vesti d'artista. Per festeggiare questo anniversario, la famiglia Canali-Femfert che ogni anno invita un artista a creare un'etichetta, ha indetto un concorso internazionale per sceglierne ben sei artisti. Un settimo è stato nominato per il formato magnum. 6.000 casse con le sei bottiglie in vendita per un pensiero di Natale (e dei brindisi) davvero d'autore. Una curiosità: tutte le etichette artistiche sono state esposte nella mostra a Firenze “40 anni di vino e arte”, a Firenze, Galleria Palazzo Coveri.

Le etichette Nittardi

Un salto in Piemonte per scegliere, nella vasta produzione di Cascina Castlèt a Costigliole d'Asti, tra l'elegante, cesellato Policalpo, un rosso nato dal matrimonio tra l'autoctona barbera e l'internazionale cabernet sauvignon, e l'allegra Barbera d’Asti “Vespa”, calda come un abbraccio, con l'iconica bottiglia serigrafata vintage che per il Natale si veste di rosso.

Il Barbera d’Asti “Vespa”

Oppure il piacevole Barbaresco Mura Mura , che grazie all'affinamento per un anno in rovere francese e un altro anno in anfora, ha una pulizia e una nettezza di aromi eccezionale, che regala freschezza anche in un vino strutturato. Non può mancare sulla tavola di un Natale italiano un Barolo da scaraffare per il piatto forte o anche da abbinare a un quadretto di cioccolato fondente. Il Bricco Pernice è l'ultimo nato da Elvio Cogno da una vigna nella parte più storica del cru Ravera, il cui nome s'ispira alla collina dove le pernici in amore costruiscono il loro nido. Sogno del capostipite, oggi portato avanti dalla figlia Elena, sorprende per eleganza e morbidezza che non ne addomesticano la potenza vibrante. E una bella sfida è anche l'esordio del primo Barolo 2018 Mito di Cantina Clavesana con la menzione aggiuntiva Ravera: una nuova scommessa per la cooperativa piemontese, un Barolo profumato di viole, la cui gioventù è gradevole ed equilibrata di rotondità e aliti speziati e balsamici e fa presagire bene per l'invecchiamento.

Barbaresco Mura Mura

Dal suolo rosso, ferroso di Montello, nei colli trevigiani, arriva Spineda 2017, straordinaria selezione di Merlot in purezza da una parcella di soli due ettari, a produzione limitata: poco più di 1500 bottiglie e 80 magnum per questo vino potente, avvolgente, con grande tensione, firmato Loredan Gasparini.

Una puntata al sud per l'ultimo progetto di Planeta , un'idea visionaria che va oltre ai vini prodotti. Serra Ferdinandea, 110 ettari tra arbusti mediterranea, vitigni e boschi dove i Planeta, insieme alla famiglia francese Oddo, hanno impiantato in regime biodinamico uve grillo, sauvignon blanc, syrah e nero d'avola, di fronte alla leggendaria e oggi scomparsa Isola Ferdinandea. Vigneti, ma anche apicultura, agricoltura e bovini allo stato brado. Per stappare qualcosa che profuma di mare e macchia mediterranea, si può scegliere il Sicilia Doc Rosso 2019, metà syrah e metà nero d'avola, vendemmiati in momenti diversi, assemblati e affinati in tonneaux di rovere francese.

Vini di Serra Fernandea

E se ogni commensale vuole un vino diverso? Perfetto da tenere a portata di mano, ma anche per un regalo da appassionati. Il Coravin che permette di spillare calici dalle bottiglie senza aprirle, e di rimetterle in cantina senza sprecarle. Per un dono speciale, c'è la versione Sparkling, per conservare anche le bolllciine più preziose, e per i vini fermi la Gemstone Collection dove il modello Timeless Six+ si veste in tre nuovi colori ispirati alle feste: Ametista, Antracite e Smeraldo.

Coravin Timeless Six+ Ametista

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