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Vini, il Supertuscan di Ferragamo punta all’eccellenza

Massimo, ultimo dei sei figli di Salvatore, fondatore della maison fiorentina della moda e del lusso, ha inaugurato una nuova cantina con uno spazio wine hospitality a Prima Pietra a Riparbella

di Silvia Pieraccini

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Massimo, ultimo dei sei figli di Salvatore, fondatore della maison fiorentina della moda e del lusso, ha inaugurato una nuova cantina con uno spazio wine hospitality a Prima Pietra a Riparbella


2' di lettura

Al vino si è avvicinato perché ha «una passione viscerale per la terra». Una passione che ora ha spinto Massimo Ferragamo, 62 anni, ultimo dei sei figli di Salvatore fondatore della maison fiorentina della moda di lusso, a trasferirsi a Firenze con la moglie Chiara dopo 35 anni passati a New York (alla guida della Ferragamo Usa).

Da qui può seguire meglio le sue prestigiose tenute, entrambe in Toscana, comprate una quindicina di anni fa: i duemila ettari di Castiglion del Bosco a Montalcino, che abbracciano vigneti (62 ettari di cui 51 a Brunello) e ospitalità di lusso (un resort 5 stelle gestito da Rosewood) in una delle denominazioni più belle e famose d’Italia; e i 200 ettari (di cui 11 a vigneto) di Prima Pietra a Riparbella, con vista mozzafiato sulla costa e sulle isole tirreniche, dove ha appena inaugurato una nuova cantina riutilizzando ambienti e materiali preesistenti, arricchita da un elegante spazio wine hospitality.

«Non è una cantina fatta da un’archistar - spiega Massimo Ferragamo riferendosi ai grandi architetti che ormai da tempo firmano i templi del vino - visto che l’archistar serve soprattutto per l’immagine, per avere articoli sui giornali per qualche mese. Più che un’archistar, in realtà, mi piacerebbe avere un tecnistar: un tecnico del settore che progetta pensando alla funzionalità interna della cantina, prima che all’estetica».

Anche nel vino, come nella moda, Massimo Ferragamo non ama le mezze misure. «Gareggiare a metà classifica non mi piace - dice - se una cosa la faccio, la faccio ad alto livello, puntando all’eccellenza».

Così ha fatto a Montalcino, e così sta facendo a Riparbella, territorio vinicolo decisamente meno conosciuto dove da pochi mesi ha creato “Permassimo”, un Supertuscan (come si chiamano i grandi vini fatti al di fuori delle denominazioni) da Cabernet Sauvignon in purezza. «È un vino prodotto in sole 2.500 bottiglie che ha grandi ambizioni» dice Massimo Ferragamo sottolineando come il vino per lui non sia un gioco ma un «business che dev’essere sostenibile».

Oggi le sue tenute vinicole sono gestite «con i crismi aziendali» anche se non si sente un viticoltore «maturo»: «Ci vogliono tanti anni per capire come fare un grande vino - spiega - è un processo continuo di apprendimento e io sono solo al 15esimo anno».

Una cosa però ce l’ha chiara: «In futuro il vero lusso non sarà possedere una macchina potente o un bel vestito, ma sarà avere accesso a posti unici, “veri” com’è ad esempio la Val d’Orcia». La difficoltà, semmai, è riuscire ad arrivarci: «Le strade sono in condizioni pietose - sottolinea Massimo Ferragamo - e l’aeroporto di Firenze non è adeguato. La Toscana resta una regione bellissima, che ha le potenzialità per attrarre un turismo di alto livello, ma non scordiamoci che i turisti hanno tanti luoghi alternativi in cui poter andare nel mondo, luoghi dove ci sono modernità e efficienza. È su questo piano che l’Italia dovrebbe svegliarsi».

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