Audio

Vinile, puntine e giradischi: la rivincita della musica analogica

Non c’è solo lo streaming. Il supporto fisico continua a crescere a ritmo costante in Italia e nel mondo. Una guida per chi non può fare a meno dei dischi neri

di Luca Tremolada

A Berlino vaccinazione a tempo di musica

3' di lettura

Non è stata una bolla, neppure un reazione avversa allo streaming ma neanche qualcosa che ha a che fare con i Boomer. La rinascita della musica analogica è ormai un trend ultra consolidato. Secondo quanto risulta a Bilboard che raccoglie i dati di vendite negli Stati Uniti, i dischi hanno accelerato durante il primo anno della pandemia generando un giro d'affari di 626 milioni di dollari che potrebbe salire a quota un miliardo entro la fine dell'anno.

In Italia se per un attimo lasciamo perdere la musica in streaming e ci concentriamo sul supporto fisico e più nello specifico sui dischi in vinile assistiamo secondo i dati di Fimi (Federazione industria musicale italiana) a una crescita costante, con un incremento del 2,5% superando i 15 milioni di euro. Anzi, i primi tre mesi del 2021 hanno segnato il sorpasso dell’Lp su Cd. I dischi in vinile insomma continuano ad andare fortissimo tanto che quel che è rimasto dell’industria che li stampava e distribuiva fatica oggi a tenere il passo della crescente domanda.

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Non si può invece dire lo stesso però dei sistemi audio che in qualche modo non hanno mai ceduto completamente alle lusinghe del digitale anche per una questione di fisica del suono. Parliamo del caro e vecchio giradischi.

Mettiamo subito le mani avanti: come sanno bene gli audiofili il suono analogico è più caldo e definito ma non è in assoluto migliore. Anzi, dal punto di vista tecnico, se ci muoviamo dalle parti dell'Hi-res, la codifica digitale garantisce una incisione e riproduzione di maggiore qualità. Quello che cambia con il vinile è l'estetica del suono che è più calda e morbida. Molto però dipende da come è stata registrata la musica. I vinili registrati negli studi analogici negli anni Settanta tra transistor, bobine e nastri magnetici hanno un suono diverso da quelli di oggi. E poi conta anche la qualità del giradischi. Sul mercato si va dai cento euro a mille. Il top di gamma è il Technics SL 1210 MK7 erede dello storico giradischi SL-1200. Il motore è a trazione diretta, la velocità di frenata è regolabile su quattro livelli diversi, grazie ai controlli posizionati sotto il piatto in alluminio. Lo trovate nei negozi specializzati e online a non meno di 999,99 euro. Di altissimo livello ma a un prezzo più abbordabile l'RP 7000. Anche in questo caso è un prodotto professionale di una azienda giovane in questo settore che ha saputo in breve tempo costruirsi un nome. Sempre per appassionati poi è da segnalare Rega Planar 3. Il design è la prima cosa che colpisce: essenziale, pulito e preciso. Se cercate l’Apple del giradischi lo avete trovato. Sicuramente sarebbe piaciuto moltissimo a Steve Jobs.

Scendendo di prezzo occorre però tenere presente che i giradischi moderni si differenziano non solo per la qualità dei materiali ma anche per la connessione alle casse.

Quella più facile è attraverso Bluetooth ma non è ideale per chi ama davvero la qualità del suono. Per i neofiti che non vogliono spendere molto c’è il Sony PS-LX310BT. Poco analogico, fa tutto da solo. La presenza del Bluetooth poi permette di abbinargli casse senza fili così da rendere il setup ancora più rapido.

Ci sono anche i giradischi con l'amplificatore integrato che semplificano l'ascolto della musica.

Un esempio forse un po’ troppo da hipster è il giradischi da valigia ‘chiamato Digitnow! Come suggerisce il nome è una valigetta che si apre e mostra un sistema con piatto e due piccoli altoparlanti stereo. C’è anche la presa Usb per collegarlo al Pc e riversare il contenuto dei dischi di vinile in formati digitale. Per i puristi potrebbe sembrare una provocazione ma Digitnow! è il prodotto che prova a unire due mondi, quello dello streaming e quello analogico che forse per parlarsi devono cercare un punto di contatto di altissima qualità. Senza scorciatoie nell’amplificazione.

A onor del vero, la maggior parte dei modelli che trovate sul mercato non è amplificata. Vuole dire che tocca abbinare amplificatore e casse (o solo speaker attivi). Si spende di solito un po' di più ma il suono ne guadagna.

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