SALONE DEI VINI E DISTILLATI

Vinitaly 2019 all’insegna di mercati internazionali e consumi interni

di Giorgio dell'Orefice

I numeri del Vinitaly e del Vigneto Italia

3' di lettura

Mercati internazionali e in particolare i nuovi sbocchi asiatici con in prima fila la Cina ma anche una rinnovata attenzione al mercato interno che, pur se in calo strutturale da anni, rappresenta ancora il quarto mercato mondiale di consumo di vino al mondo (alle spalle di Usa, Francia e Regno Unito). Sono queste le parole d'ordine al centro della 53ma edizione del Vinitaly che è stata inaugurata questa mattina a Verona.

Una manifestazione che ha visto una grande presenza istituzionale, dal Presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati al vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, dal ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio al Commissario Ue all'Agricoltura Phil Hogan che hanno partecipato alla cerimonia di apertura di stamani. Ma non mancheranno presenze eccellenti neanche con la visita del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che sarà a Verona fino all'altro vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio che sarà presente lunedì.

I numeri del Vinitaly e del Vigneto Italia

Promozione in Cina e Usa

I riflettori di questa 53ma edizione saranno puntati in primo luogo sui mercati internazionali per i quali sono state annunciate alcune iniziative di rilievo proprio da parte di Veronafiere. “In settimana – ha annunciato il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – annunceremo la joint venture che abbiamo sottoscritto con un importante partner cinese per la realizzazione di una piattaforma stabile di promozione del vino italiano in Cina. In questa prospettiva abbiamo rilevato e gestiremo con il partner locale un quartiere fieristico in una città cinese di primo piano nel quale sarà allestita una manifestazione stabile sul vino italiano”.

Ma non finirà qui. “Contiamo nel 2020 di partire con la nuova manifestazione in Cina – ha aggiunto il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese – alla quale nel 2022 se ne aggiungerà una seconda anche negli Usa. Anche se, mentre in Cina le idee sono chiare, sulle modalità da seguire negli Stati Uniti stiamo ancora lavorando”.

E sempre nell'ottica della promozione internazionale del vino alcune importanti indicazioni sono venute anche dal mondo produttivo. “Facciamo attenzione ai francesi – ha detto dal palco Angelo Gaja, uno dei più celebri produttori italiani – che si stanno riposizionando in maniera aggressiva per occupare sempre più spazio sui mercati. Non sarebbe il caso di immaginare una joint con Vinexpo, la principale manifestazione sul vino francese?”. “Si tratta anche in questo caso di un dossier che abbiamo allo studio” gli ha risposto il dg di Veronafiere, Mantovani.

Ma sul fronte dell'attenzione al settore vitivinicolo italiano neanche il Governo in questi mesi è stato a guardare. Appena qualche giorno fa è stato varato il decreto del ministro per le Politiche agricole, Centinaio che riscrive le regole sulla promozione all'estero con fondi comunitari mentre appena qualche settimana prima era stato varato il provvedimento che detta per la prima volte regole nazionali sull'attività di enoturismo. “L'elemento caratterizzante del mio discastero – ha detto il ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio – è stato fin dal primo momento l'unificazione delle competenze su agricoltura e alimentare e turismo. Non pochi hanno criticato questa nostra iniziativa. Mentre invece io ritengo che proprio il settore del vino offra una chiara testimonianza di come la leva turistica possa rappresentare un importante volano di sviluppo per l'agricoltura e per la tutela dei redditi degli agricoltori”.

Il sostegno ai viticoltori dalla UE e gli accordi con il Giappone
Infine parole importanti sul futuro del settore vitivinicolo sono venute dal Commissario Ue all'Agricoltura Phil Hogan. “Bruxelles – ha detto Hogan – continuerà nella propria azione di sostegno al settore vitivinicolo europeo. E lo farà non solo con le risorse dell'Ocm vino che subiranno solo una piccola limatura rispetto al passato e rispetto ad altri settori. Ma lo farà anche proseguendo nella politica di accordi commerciali internazionali l'ultimo dei quali, quello tra Ue e Giappone ha aperto ai produttori agricoli e ai viticoltori italiani un mercato di 120 milioni di consumatori”.

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