vino

Vinitaly sempre più incubatore di tendenze

Ecco le prime novità annunciate per l’edizione 2020

di Micaela Cappellini


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1' di lettura

Vogliamo che Vinitaly diventi sempre più un incubatore di tendenze, allargando anche la prossima edizione a una maggiore presenza di produttori stranieri, soprattutto dei Paesi vicini, con i quali creare sinergie». Lo ha detto il direttore generale di Veronafiere spa,
Giovanni Mantovani, durante un'anticipazione su Vinitaly 2020 e
sulle strategie di Veronafiere a supporto del settore
vitivinicolo che si è tenuta a Milano. «Occorre anche - ha aggiunto - potenziare le strategie per l'export italiano dei vini. Perchè al di là del discorso sui dazi, nel mercato statunitense la performance italiana è sotto
media».

Secondo i dati dell’Osservatorio Vinitaly Nomisma Wine Monitor, infatti, nei primi otto mesi del 2019 la crescita a valore dell’export di vini italiani è stata solo del 3%, a differenza della Francia che quasi quintuplica il dato italiano, a +14%. «Ora - ha detto Mantovani - i dazi potranno cambiare le carte in tavola, ma il report di mercato dice che a oggi quella italiana è la crescita minore tra i top 6 fornitori».

Per l’edizione 2020 (dal 19 al 22 di aprile)Vinitaly si appresta a offrire una nuova impostazione 4.0, grazie allo sviluppo di nuove app e alla creazione di un unico portale che riunisce tutte le attività della fiera, dalla formazione al B2b. La 54esima edizione della fiera vedrà l’ampliamento della Organic hall - l'area dedicata al vino biologico - l’ingresso degli
Orange wine e appunto la crescita della presenza di nuovi produttori
esteri (Centro ed Est Europa, area Balcani).

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