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Il Montepulciano d’Abruzzo di Emidio Pepe va all’asta da Zachys

Il 14 novembre andranno all'incanto alcune fra le annate più iconiche che da anni non sono più in commercio a causa del numero limitatissimo di bottiglie

di Giorgio dell'Orefice

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Andranno all’asta alcune delle bottiglie più rare e preziose del Montepulciano d’Abruzzo di Emidio Pepe

Il 14 novembre andranno all'incanto alcune fra le annate più iconiche che da anni non sono più in commercio a causa del numero limitatissimo di bottiglie


2' di lettura

Si rafforza in Abruzzo la nicchia vitivinicola della qualità “estrema”. Quel particolare segmento della produzione dei vini premium fatto di piccoli volumi e di ricerca spasmodica della perfezione partendo dal vigneto, passando per la cantina fino a scandagliare tutte le potenzialità della frontiera dell’invecchiamento. Un segmento che può contare nomi celebri in Toscana, svariate etichette in Piemonte, in Veneto, in Trentino Alto Adige e nel Friuli Venezia Giulia, ma che vede iniziative analoghe fiorire ora anche in altre e e finora meno blasonate aree vitivinicole d'Italia.

In Abruzzo un apripista del segmento già c’era , quel Valentini che è stato artefice dell’incredibile tornaround del Trebbiano, forse uno dei principali mass wine, vino da grandi volumi e piccoli prezzi, realizzato con sistemi di allevamento (per anni il diffusissimo “tendone”) fatti apposta per appiattire le differenze, e che Valentini ha saputo trasformare in chicca da intenditori. Un percorso analogo, ma stavolta per il principale vino abruzzese, il Montepulciano, è stato nel tempo intrapreso dalla cantina Emidio Pepe. E la certificazione di questo percorso non viene dalla critica enologica né da un qualche premio, non viene né da un ente di certificazione o da un ufficio marketing, ma dal giudice più affidabile: il mercato.

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E da un particolare mercato, forse quello più importante e rappresentativo per le etichette premium: il mercato delle aste internazionali. Saranno infatti battute all'asta il prossimo 14 novembre dalla casa d'aste Zachys (quella che nello scorso settembre ha battuto 864 lotti selezionati della celebre Enoteca Pinchiorri di Firenze con un incasso di 3,3 milioni di euro) e che ha ora posato il proprio sguardo sulla storica cantina di invecchiamento di Emidio Pepe e su un vino il Montepulciano che, come il Trebbiano prima della cura Valentini, era considerato solo un vino da pronta beva.

Il 14 novembre andranno all'asta alcune fra le annate più iconiche di Emidio Pepe, annate che da anni non sono più in commercio a causa del numero limitatissimo di bottiglie che ne restano. Saranno battuti anche dei grandi formati di vecchie annate, qualcosa che davvero raramente esce dalla storica cantina di Torano Nuovo.

Emidio Pepe, è sempre stato un artigiano del vino, ha sempre voluto mantenere la sua produzione piccola, ma dall'inizio aveva un’ambizione: quella di fare uno fra i più grandi vini al mondo. La sua ambizione lo ha premiato ed ha premiato il Montepulciano d'Abruzzo, che poco a poco, vendemmia dopo vendemmia, ha dato conferme, creato certezze e fatto breccia fra i più grandi collezionisti al mondo – una piccola nicchia che oggi lo posiziona nell'Olimpo dei vini da collezione.
Un sogno che si realizza per Emidio che ha sempre pensato che i vini artigianali, quelli fatti secondo la natura, senza stravolgere, erano i vini che più si avvicinavano alla perfezione, la perfezione insita nell'affascinante processo della fotosintesi, nel tumultuoso moto fermentativo dei lieviti spontanei, nella schiettezza di vini mai filtrati, nell'energia di vini lasciati liberi di esprimere la caratteristica della stagione.

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