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Vino, da Brescia alla Sardegna: le mosse di Terra Moretti per rilanciare Sella&Mosca

di Giorgio dell'Orefice

3' di lettura

Rivolgersi a uno stilista, tra l’altro profondamente legato al territorio, può rivelarsi una scelta vincente se si vuole dare il segno tangibile di un nuovo corso. Ed è quanto ha fatto, con Antonio Marras, Sella&Mosca, azienda che ha fatto la storia del vino in Sardegna (è stata fondata a fine ’800) e che a fine 2016 è passata dal Gruppo Campari al Gruppo Terra Moretti, azienda con un forte radicamento in Franciacorta (dove è titolare dei brand Bellavista e Contadi Castaldi) ma presente anche in Toscana con l’azienda bolgherese Petra e con quella di San Gimignano Teruzzi & Puthod.

Ma ancora più rilevante è stato il segno lasciato dall’acquisizione sotto il profilo strutturale: basti pensare che il Gruppo da una produzione di 3 milioni di bottiglie (1,4 di Bellavista, un milione circa di Contadi Castaldi, 250 mila di Petra più qualche altra decina di migliaia di San Gimignano) si è avvicinato a una produzione di 10 milioni di bottiglie con i circa 6 milioni portati in dote da Sella&Mosca. Senza contare che con lo sbarco in Sardegna Terra Moretti ha incrementato i vigneti di proprietà di circa 550 ettari.

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Al di là dei numeri adesso è giunto il momento delle nuove scelte strategiche con la nuova linea di vini presto sul mercato. Quattro nuove etichette per quattro vini tipici dell’Isola ma che fanno anche parte da sempre dell’offerta di Sella&Mosca riproposti però in una chiave del tutto nuova. Quattro nomi Oscarì (lo spumante Metodo Classico da uve Torbato), Ambat (il Vermentino), Catore (il Torbato fermo) e infine Mustazzo (il Cannonau). I quattro nomi rappresentano quattro personaggi – ha spiegato lo stilista Antonio Marras – che sono rispettivamente un eccentrico, il pugile Catore (dalla crasi di Cassius Clay e Salvatore) i marinai fratelli Ambat e un uomo ingiustamente accusato di essere un bandito, Mustazzo.
Gli uomini si incontrano ad Alghero nella notte di San Giovanni (tra il 23 e il 24 giugno) quando, secondo la leggenda, attraversando con un balzo i falò accesi nella notte lungo le strade della cittadina si diventa automaticamente compari.
«Siamo orgogliosi ed entusiasti di questa collaborazione – ha spiegato Francesca Moretti, ad di Sella & Mosca - voluta fortemente per raccontare l’identità di una terra a cui abbiamo scelto di dedicarci con amore e rispetto. Con il progetto Sella&Mosca + Antonio Marras abbiamo anche voluto portare il nostro importante know how producendo da un vitigno così rappresentativo per la Sardegna - e in particolare per Sella&Mosca - un Metodo Classico che appartiene, invece, alla tradizione vinicola della mia famiglia. Insieme al nostro enologo Giovanni Pinna abbiamo creato il primo Metodo Classico da uve torbato».

Non solo una nuova cifra stilistica sintetizzata dalle nuove etichette disegnate da Marras quindi ma anche una modalità del tutto nuova di riproporre dei vini da sempre patrimonio della Sardegna e di Sella & Mosca. «L’idea alla base della nostra proposta – ha aggiunto la responsabile marketing del Gruppo Terra Moretti vino, Eleonora Guerini – è quella di “alzare un po’ l’asticella”. Ad esempio il nuovo spumante Torbato etichetta da sempre nell’offerta di Sella&Mosca viene riproposto in versione Metodo classico (12 mesi sui lieviti e basso dosaggio: 3 grammi di zucchero) che è un modo per portare un po’ del nostro know how franciacortino in Sardegna. Ma anche l’accurata selezione in vigna sulle varietà Vermentino o Torbato per la produzione dei bianchi fermi, o ancora per il Cannonau Mustazzo, prodotto con uve acquistate da conferitori delle zone più vocate di Jerzu e Mamoiada. Ma al di là della ricerca qualitativa sarà sotto il profilo commerciale che daremo una svolta perché riteniamo che i vini Sella&Mosca abbiano spazio per vedersi riconosciuta dai mercati una migliore redditività. Sotto questo profilo una delle prime iniziative sarà quella di chiudere l’epoca della sovrapposizione, talvolta accaduta in passato, tra la linea di prodotti destinati alla Gdo e quella diretta invece all’Horeca. E poi punteremo di certo anche sulla ricettività e soprattutto sull’export in particolare su quei mercati sui quali Terra Moretti ha già un posizionamento forte: Stati Uniti, Giappone, Canada e Germania».

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