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Vino e turismo, nella Top 10 Usa c’è una sola location italiana: il Garda

di Giorgio dell'Orefice


Francia, è arrivato il nuovo Beaujolais. Lione in festa

2' di lettura

Non Montalcino, né la Valpolicella, né le Langhe. Non la Val d’Orcia (da tanti considerata vero e proprio gioiello enoturistico ancora dalle potenzialità inespresse), non l’Etna, né Pantelleria, ma neanche i terrazzamenti liguri o quelli della Valtellina o l’Alto Adige e nemmeno la Marca trevigiana candidata a diventare patrimonio Unesco. Ma solo il Garda. Tanto che ci si chiede, senza nulla togliere al bellissimo lago sulle cui sponde si producono vini come Chiaretto e Bardolino (ma anche performante bianco Lugana e che dista pochi chilometri da un’altra destinazione chiave per il vino made in Italy, la Franciacorta): possibile che nessuna altra location enoturistica italiana meriti di stare tra le «Top 10 destination» dalla rivista Usa, Wine Enthusiast?

Eppure è proprio così. Secondo quanto comunicato oggi dalla testata Usa. In più, se resta priva di risposte la domanda sul perché il Garda sia l’unica destinazione made in Italy, ancora più misterioso resta il perché alle suddette aree vitivinicole italiane (alle quali se ne potrebbero aggiungere decine di altre) siano state preferite in Europa la francese Beaujolais (non la principale destinazione neanche in Francia), Salonicco in Grecia (hanno mai visto Monemvasia?), Lisbona in Portogallo, Lavaux in Svizzera e poi la Tasmania in Australia, la Maipo Valley in Cile, le americane Temecula Valley (California), Seattle (nello stato di Washington) e addirittura Bangkok in Thailandia. Cliccando sulla sezione del sito di Wine Enthusiast dedicata appunto alle Top 10 Destination non si riesce a capire granché dei criteri che hanno guidato la scelta. Ma ci si può accontentare di visionare bellissime foto di vigneti persino nell’insospettabile Bangkok.

Poco male, godiamoci il successo almeno del Lago di Garda territorio che, dalla responsabile italiana della rivista Usa, Kerin O’Keefe, viene suggerito per la qualità dei vini prodotti, per la varietà e bellezza dei paesaggi e per la ricchezza storica e culturale. «A parte gli olivi e i limoni, che sono inusuali così a Nord - scrive la O’Keefe - la regione è tappezzata dai vigneti ed è patria di alcuni dei classici vini del paese: i rossi del Bardolino, i rosati del Chiaretto e i bianchi Lugana e Custoza». Comprensibilmente soddisfatti per essere stati selezionati al Consorzio di tutela del Bardolino e Chiaretto. «L'articolo di Wine Enthusiast – ha detto il presidente Franco Cristoforetti - premia la professionalità e la caparbietà dei nostri viticoltori e dei nostri produttori, che in questi anni hanno intensamente lavorato per rafforzare e rendere percepibili i valori della nostra identità territoriale, l’elemento in grado di creare vera distinzione nell’attuale scenario competitivo del vino. Se questa importante rivista americana ci ha scelto come unica destinazione italiana tra le centinaia possibili, significa che stiamo percorrendo la strada giusta».

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