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Vino, la guerra del Chianti si combatte sulla categoria premium

Il consorzio del vino Chianti Classico contro il consorzio del vino Chianti: le due denominazioni della Toscana si preparano a darsi battaglia sulla “Gran selezione”

di Silvia Pieraccini


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(anghifoto - stock.adobe.com)

2' di lettura

Il consorzio del vino Chianti Classico va alla guerra contro il consorzio del vino Chianti. Le due denominazioni della Toscana, spesso confuse dai consumatori per il nome simile (la prima, identificata dal Gallo nero, si produce nella zona del Chianti storico tra Siena e Firenze; la seconda si produce in quasi tutto il resto della regione), si preparano a darsi battaglia sulla “Gran selezione”, la categoria premium inventata dalla denominazione del Chianti Classico nel 2014 per innalzare la qualità creando un vino top di gamma con requisiti nuovi (invecchiamento di 30 mesi, produzione da vigne proprie, certificazione obbligatoria per le transazioni di sfuso).

Quella stessa tipologia “Gran selezione” è stata replicata ora dal consorzio del Chianti. «L’assemblea dei soci del consorzio Chianti ha approvato la proposta di modifica al disciplinare di produzione - afferma l'ente di tutela - che ha come parole d'ordine qualità e semplificazione. Con il nuovo disciplinare nasce il Chianti Gran Selezione, il top della qualità dei vini Chianti». L'obiettivo è rispondere alle richieste dei mercati americano e orientale.

«Faremo netta opposizione alla proposta di Chianti Gran Selezione in tutte le sedi istituzionali - ha subito ammonito il presidente del consorzio del Chianti Classico, Giovanni Manetti -. Abbiamo subito un attacco frontale che rischia di mettere a repentaglio il percorso di collaborazione da tempo avviato dal comparto viticolo toscano».

La battaglia è cominciata. La contrapposizione è sul piano normativo. Il consorzio del Chianti classico afferma che «la Gran Selezione, presente sul mercato dal 2014, è unicamente una tipologia di Chianti Classico, ideata dal lavoro esclusivo del consorzio vino Chianti Classico». Il consorzio del Chianti invece ritiene che le caratteristiche della Gran selezione siano indicate nella legge 238/2016 e possano essere replicate da altri.

Ora, dopo l'approvazione da parte dell'assemblea dei soci del Chianti, potrà iniziare l'iter di approvazione da parte di Regione Toscana, ministero dell'Agricoltura e commissione europea che si stima richiederà circa due anni.

«Ma si chiederà che il provvedimento abbia efficacia retroattiva - spiega il direttore del consorzio Chianti, Marco Bani - per questo motivo, chi vorrà potrà iniziare già adesso a produrre Chianti con i criteri dettati per la Gran Selezione e immettere le prime bottiglie sul mercato nell'arco di tre anni».

«Abbiamo innalzato la gradazione e introdotto una grande novità come la Gran Selezione per aumentare la competitività dei nostri prodotti su mercati strategici come quello cinese e americano - aggiunge il presidente del consorzio, Giovanni Busi -. Adesso attendiamo il prima possibile l'avvio dell'iter delle autorizzazioni ministeriali e comunitarie. Siamo certi che questa revisione darà una ulteriore spinta al successo commerciale dei nostri vini, anche a livello internazionale».

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