DATI ISTAT PRIMI 10 MESI del 2019

Vino italiano, cresce l’export (+3,6%). Stati Uniti primo mercato

In attesa di un possibile rialzo dei dazi i consumatori americani hanno comprato più vino Made in Italy facendo registrare, tra gennaio e ottobre, la quota record di 1,3 miliardi e una crescita su base annua del 4,2%

di Giorgio dell'Orefice

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(UMB-O - stock.adobe.com)

In attesa di un possibile rialzo dei dazi i consumatori americani hanno comprato più vino Made in Italy facendo registrare, tra gennaio e ottobre, la quota record di 1,3 miliardi e una crescita su base annua del 4,2%


3' di lettura

In attesa di cogliere i primi effetti dei dazi il vino italiano continua a crescere sui mercati esteri. Secondo i dati Istat aggiornati allo scorso ottobre e resi noti il 17 gennaio, il vino italiano nei primi 10 mesi del 2019 ha messo a segno una crescita in fatturato del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2018 arrivando a superare quota 5,3 miliardi di euro. Un trend che proietta le stime per l'intero 2019 quasi certamente verso un nuovo record. E questo innanzitutto perché negli ultimi due mesi dell'anno non sono stati attivati dazi aggiuntivi sul vino italiano mentre lo sono stati sulle bottiglie francesi e spagnole e questo potrebbe aver stimolato nell'ultima parte del 2019 i consumatori Usa a scegliere etichette italiane prive di dazio.

Effetto scorte pre dazi
Ma anche perché, come d'altro canto rilevato da diversi produttori, il timore che a inizio 2020 possa essere ricompreso anche il vino italiano (come in effetti sembra sempre più probabile che accada) ha spinto importatori e distributori Usa ad anticipare gli acquisti e a riempire i magazzini proprio nell'ipotesi di un prossimo aggravio dei costi. E questa accelerata nei confronti del vino italiano potrebbe lasciare un segno tangibile sui dati dell'export nell'ultimo bimestre dello scorso anno.
In tutti i modi e tornando ai dati Istat il mercato statunitense si è confermato il principale sbocco per il vino italiano con un fatturato, tra gennaio e ottobre 2019 che ha sfiorato quota 1,3 miliardi (1,28 per la precisione) e una crescita su base annua del 4,2%.
Si può invece considerare una sorpresa positiva l'ottima tenuta in termini di fatturato della Germania, da sempre il principale sbocco in termini di volumi acquistati, e che tra gennaio e ottobre ha messo a segno con 868 milioni di euro un progresso in valore del 3%.

I cugini francesi apprezzano i vini italiani: +6,7%
Come una sorpresa senz'altro positiva è il sempre maggiore apprezzamento che i vini italiani stanno conquistando in quello che è il principale competitor a livello mondiale dell'Italia, la Francia. Parigi infatti ha acquistato etichette made in Italy, tra gennaio e ottobre per 174 milioni di euro con una crescita del 6,7%. Il dato relativo alla Francia è altamente simbolico tuttavia segue i fatturati messi a segno dal vino italiano in almeno tre altri paesi.

Incognita Brexit per la Gran Bretagna
Al terzo posto tra i principali acquirenti di etichette italiane c'è infatti un'altra area sulla quale si stanno concentrando grandi incognite per il futuro e cioè il Regno Unito. E qui, in attesa di valutare gli effetti della Brexit i numeri non sono positivi: nei primi 10 mesi del 2019 Londra ha ridotto gli acquisti dall'Italia del 2,2% fermandosi a quota 623 milioni di euro. A seguire la Svizzera, che non registra grandi scossoni e tocca quota 305 milioni (+1,3%) mentre più sostenuto è il trend di crescita messo a segno dal Canada (284 milioni, più 4,2%).
Notizie positive vengono poi dall'Asia con il Giappone che conferma il trend di crescita già registrato nei mesi scorsi e mette a segno un +15,6% (anche se in leggero rallentamento rispetto al +20% fatto registrare a settembre). Bene anche la Cina che avanza lentamente rispetto alle potenzialità ma che comunque in dieci mesi ha superato la soglia dei 100 milioni di euro di vino italiano acquistato con una crescita su base annua dell'8,2%.
Infine in grande spolvero la Russia che dopo le incertezze legate all'embargo in vigore dal 2014 (e che ha finito per condizionare anche gli acquisti di vino nonostante non fosse dall'inizio tra i prodotti oggetto delle restrizioni) vede ora l'export made in Italy in ripresa: a ottobre ha toccato un giro d'affari di 97 milioni in crescita del 19,8% rispetto al 2018.

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