Vendemmia 2021

Vino, la produzione italiana si conferma leader nel mondo. Prezzi in rialzo

In base ai primi rilievi , la qualità resta molto buona con diverse punte di ottimo

di Giorgio dell'Orefice

(ANSA)

3' di lettura

Grazie a una frenata produttiva meno marcata (meno 9%) rispetto ai principali Paesi competitor (in Francia è prevista una vendemmia ai minimi storici 33,3 milioni di ettolitri -29%, superata persino dalla Spagna con 40 milioni, meno 16%) l'Italia consolida la propria leadership produttiva mondiale con una produzione stimata di 44,5 milioni di ettolitri. È quanto è emerso dalle prime stime sulla vendemmia 2021 presentate congiuntamente questa mattina in un webinar da Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini.

Segno meno generalizzato

Gli eventi atmosferici avversi, in primo luogo le gelate primaverili (del 7, 8 e 15 aprile scorsi), ma anche la siccità al Sud e le elevate temperature per un prolungato periodo estivo hanno lasciato il segno penalizzando in particolare alcune regioni ma hanno fatto registrare il segno meno in quasi tutti gli areali produttivi del vino italiano (uniche eccezioni solo la Sicilia, +9% e la Campania, +5%).

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Fin qui il dato quantitativo. Tuttavia in base ai primi rilievi su un 25% di uve che già sono in cantina, le premesse sotto il profilo qualitativo restano in media molto buone con diverse punte di ottimo. «Dai primi riscontri analitici – si legge nel report di Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini - si evidenziano delle gradazioni medio alte, con qualche criticità sul rapporto zuccheri/acidità. Particolare attenzione andrà rivolta ai tenori polifenolici delle uve a bacca rossa, buoni i potenziali aromatici delle uve a bacca bianca. Rimane grande comunque l'attenzione al meteo delle prossime settimane, quando si concentrerà il grosso della vendemmia, ma non vogliamo essere pessimisti e, con la consueta professionalità degli enologi e dei tecnici, unita alla qualità raggiunta dalle nostre imprese, ci attendiamo dei buoni risultati e di consolidare le punte di eccellenza che caratterizzano il vino italiano».

Venendo al quadro regionale, come anticipato solo Sicilia e Campania presentano una variazione positiva rispetto alla produzione dello scorso anno. Per il resto è un fioccare di segni meno che vanno dal -25% della Toscana, al -20% della Lombardia, al -18% di Umbria e Abruzzo, al -15% di Emilia Romagna, Sardegna e Molise.

Veneto principale regione produttrice

Il Veneto, nonostante la flessione nei volumi del 7%, si conferma la principale regione produttrice con oltre 10 milioni di ettolitri, poco meno di un quarto dell'intera produzione italiana. A seguire la Puglia (8,5 milioni di ettolitri), l'Emilia Romagna (6,7 milioni) e la Sicilia (3,9). Queste quattro regioni da sole concentrano oltre il 60% della produzione di vino made in Italy.

Alla produzione in frenata fa invece da contraltare uno scenario di mercato positivo. Le giacenze sono in calo mentre il mercato sia interno che internazionale è in ripresa.

Il condizionamento del clima

«I cambiamenti climatici, con una tropicalizzazione del clima, stanno condizionando sempre più il mondo dell’agricoltura e del vino – ha commentato il presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella – ed è compito di noi enologi mitigare gli effetti negativi ed esaltare quelli positivi. La qualità dipende anzitutto dall’andamento climatico, ma molto anche dal modo di condurre la vigna attraverso la scienza e la conoscenza che sono alla base della nostra attività».

«Il vino è uscito a testa alta dalla prova del Covid nonostante la forte esposizione nel canale della ristorazione –. In particolare i mercati esteri hanno mostrato una grande capacità di adattamento con un significativo rimbalzo dell'export e una prospettiva di rialzo dei listini».

Note positive dai mercati internazionali

«Questa la potremmo definire la “vendemmia del rilancio” – ha proseguito il presidente dell'Unione italiana vini, Ernesto Abbona – soprattutto grazie al positivo scenario dei mercati internazionali. Nel primo semestre 2021 abbiamo registrato segnali positivi su tutte le principali piazze, come Usa (+18% valore), Canada (+13%), Svizzera (+19%) e Giappone (+2%), ma assistiamo a forti rimbalzi anche in Russia e Cina. Sono dati positivi che possono aiutarci nel trasferire almeno in parte sul mercato il fisiologico rialzo dei prezzi che subirà il vino a causa di una quantità di uva minore rispetto allo scorso anno e di ottima qualità. Per quanto infine riguarda il tema della sostenibilità ricordiamo al ministro Patuanelli che il settore attende con ansia l'approvazione del decreto che definirà lo standard unico e il logo sulla sostenibilità del vino».

«Subito dopo gli eventi fieristici in calendario a ottobre – ha concluso il sottosegretario alle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio – ovvero Vinitaly e Milano Wine Week convocheremo una nuova riunione del Tavolo sul vino istituito al ministero per individuare le linee strategiche d'azione sui mercati e in particolare sul tema della promozione internazionale da mettere in pratica il prossimo anno».

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