agroalimentare

Vino, record storico negli Usa e piano per crescere ancora

di Emanuele Scarci


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(Fotolia)

3' di lettura

Export di vino italiano negli Stati Uniti al record storico: nel 2016 le cantine tricolori hanno esportato per circa 1,8 miliardi dollari, +6%, e con quantititivi crescenti, +4%. Il traino alla crescita arriva, in particolare, da Prosecco, enza trascurare i rossi. Il nuovo record anzichè generare appagamento attiva nuovi investimenti promozionali per il più ricco mercato del mondo, con larghi spazi di crescita. Per questo il Governo ha stanziato 20 milioni di euro per spingere il vino made in Italy.

«Le imprese del settore hanno iniziato a strutturare, insieme all’Ice – commenta Antonio Rallo, presidente di Unione italiana vini – il piano promozionale sul vino negli Usa che prevede un investimento di 20 milioni. Il nuovo orientamento del ministero deelo Sviluppo economico, con il ministro Carlo Calenda e il sottosegretario Ivan Scalfarotto, sta portando i primi, importanti, risultati».

Al Mise è diventato operativo il “Tavolo del vino”, composto da imprenditori vitivinicoli, che affiancherà l’Ice di New York nella stesura del progetto di promozione. Ne fanno parte Enrico Viglierchio, general manager della toscana Castello Banfi, Francesca Planeta, titolare dell’omonima azienda siciliana e Rallo.

Quali le modalità della collaborazione pubblico-privato? «Bisogna mettere a punto una strategia per creare maggiori sinergie tra gli investimenti del pubblico e del privato – sostiene Rallo –. Alle istituzioni pubbliche spetta l’onere di finanziare attività di formazione e comunicazione del sistema vino italiano, alle imprese la responsabilità della promozione di prodotto attraverso le fiere, le degustazioni e le presentazioni dei prodotti. Due linee di lavoro parallele che devono integrarsi evitando sovrapposizioni».

Per Viglierchio bisogna privilegiare gli Stati americani dove il vino italiano è meno consociuto. Serve una forte attività di comunicazione e bisogna sfruttare il vantaggio di prezzo, per esempio rispetto ai francesi. Inoltre è importante puntare sui millenials che negli Stati Uniti sono 77 milioni, il 35% della popolazione».

Negli Stati Uniti, secondo le elaborazioni di Nomisma wine monitor, la crescita del vino italiano è stata trascinata dal Prosecco con un balzo del 28,5%: senza il Prosecco, la nostra crescita si sarebbe fermata all’1%, il dato segnato dai vini rossi.

MAGGIORI PAESI IMPORTATORI DI VINO

In miliardi di dollari. (Fonte: Nomisma Wine Monitor su dati dogane)

MAGGIORI PAESI IMPORTATORI DI VINO

La frenata dei rossi è stata influenzata dai rossi toscani (dati aggiornati a novembre 2016) «che mostrano - spiega Denis Pantini, direttore area agricoltura di Nomisma - un calo a valore del 5,5%, generato non da un calo strutturale quanto dal boom del Brunello di Montalcino nel 2015(quando si è venduta la straordinaraia annata 2010) che non si è ripetuta l’anno scorso. Da qui il confronto negativo».

Pantini rimarca anche il gap di valore con il più diretto competitor, la Francia: nel 2016 i vini transalpini costavano mediamente 11,90 euro a bottiglia a fronte dei 7,6 euro dell’Italia. Un problema non nuovo ma che rimane irrisolto. «Oggi, gli investimenti delle aziende per la promozione in Usa necessitano del sostegno di una campagna di comunicazione istituzionale che racconti il sistema vino italiano puntando con decisione ad accrescerne il valore attraverso l'aumento del prezzo medio a bottiglia - sottolinea Rallo - È necessario studiare un linguaggio adeguato e dedicato anche ai baby boomers ed ai millennials che rappresentano il presente ed il futuro del consumo di vino di qualità, con un messaggio capace di coniugare il sentiment dell'italian style all'eccellenza dei nostri vini. Dobbiamo, poi, orientare il progetto soprattutto verso gli Stati centrali dove sta crescendo il consumo di vino e noi italiani siamo ancora poco presenti”.

“In questo piano strategico - conclude il Presidente di UIV - vogliamo che ICE, interlocutore attento e competente in strategie di marketing e comunicazione, diventi cabina di regia di tutti i soggetti che, a vario titolo, organizzano eventi sul vino italiano negli USA, creando un grande calendario condiviso di queste attività”.

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