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Vino siciliano, il boom nell’export dei bianchi

Avviata la vendemmia in Sicilia e le previsioni confermano la buona annata. I produttori puntano a recuperare il terreno perso a causa della pandemia

di Nino Amadore

3' di lettura

In Sicilia il caldo feroce non ferma la vendemmia cominciata proprio in questi giorni nella Sicilia occidentale e proseguirà nelle prossime settimane nel Centro- sud e nella Sicilia orientale. Resta da capire quanto inciderà il caldo ma le previsioni restano comunque molto positive: «Si prospetta veramente una grande annata per le uve bianche, e se il clima non fa brutti scherzi sarà una grandissima annata per i rossi – dicono gli esperti di Uva Sapiens che hanno elaborato le stime per conto di Assovini –. Fino ad adesso è stata l'annata ideale, abbiamo avuto un inverno lungo, freddo e abbastanza piovoso, che ha permesso alle viti un ottimo riposo. Le miti temperature e le poche piogge primaverili, hanno rinfrescato i suoli, permesso un buon accumulo idrico per le piante e non hanno causato problemi fitoiatrici». José Rallo delle Cantine Donnafugata è certa: «Le premesse di vendemmia non vengono intaccate da queste temperature, per una accelerazione nella maturazione e quindi nella raccolta. Abbiamo avuto pioggia in inverno e quindi le piante stanno bene, l’annata si presenta fortunatamente più abbondante del 2020 , che è stata una delle meno abbondanti degli ultimi 150 anni».

Il Consorzio della Doc Sicilia si spinge a dire che la vendemmia 2021 si preannuncia più generosa rispetto al 2020, con una raccolta superiore del 10-15 per cento. Filippo Paladino, vicepresidente del Consorzio spiega: «Per le maturazioni e la raccolta siamo in media con la scorsa stagione. Le prime uve a essere raccolte sono quelle del Pinot grigio, seguirà poi lo Chardonnay specialmente nella zona dell'altopiano per proseguire con la collina. Dopo la prima decade d'agosto si prevede di raccogliere il Moscato e il Sauvignon blanc e dopo la metà del mese continueremo con gli autoctoni: Grillo, Zibibbo, Insolia e Grecanico. Riguardo ai rossi prevediamo di iniziare la raccolta verso la metà di agosto con gli internazionali Merlot e Syrah per poi proseguire con il Nero d'Avola, Perricone e Cabernet».

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Export: successo all’estero per i vini bianchi

I produttori guardano con ottimismo alla nuova raccolta, forti anche del positivo andamento dei primi sei mesi dell'anno che hanno evidenziato un incremento dell’8% dell'imbottigliamento per un totale di oltre 50 milioni di bottiglie prodotte. Cui si aggiungono i positivi dati dell'export, con i bianchi siciliani che, nel primo quadrimestre dell'anno, hanno registrato addirittura un +45% di esportazioni rispetto al 2020, mentre i rossi si sono attestati sul +10 per cento. I numeri ufficiali dell'annata 2020 confermano una produzione di 4,46 milioni di ettolitri, in media con gli ultimi 5 anni ma con un -11,3% rispetto alla media degli ultimi 10 anni. Grillo e Catarratto, sono le varietà che nel 2020 hanno registrato performance produttive e qualitative migliori, con una produzione media di 110 quintali per ettaro, seguiti da Nero d'Avola e Nerello mascalese (70 gli/ha), Chardonnay e Merlot (50 gli/ha). «La vendemmia 2020 è stata qualitativamente molto importante, come si può riscontrare dall'eleganza, freschezza e struttura dei vini prodotti dai nostri associati in tutte le aree dell' Isola» commenta il presidente di Assovini Sicilia, Laurent Bernard de la Gatinais.

Etna Doc: c’è fermento intorno al vulcano

C'è intanto fermento alle pendici dell'Etna dove sono state recentemente fatte modifiche sostanziali al disciplinare mentre c’è attesa per il rinnovo del Consiglio di amministrazione del consorzio che è stato rinviato a settembre. «Nel 2020 sono state 4 milioni le bottiglie di Etna Doc, con una diminuzione solo dell'8% – spiega Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio –. La fiducia nei confronti del vino etneo non è quindi mai mancata: sempre lo scorso anno, infatti, è aumentato sia il numero dei viticoltori, saliti a 383, che
quello degli imbottigliatori, giunto a 144 unità».

Intanto dati del Consorzio Etna Doc sugli imbottigliamenti del primo semestre 2021 registrano un incremento rispetto allo stesso periodo del 2020 e, soprattutto, sono tornati in linea con gli anni precedenti l'inizio della pandemia: nel primo semestre del 2021 gli ettolitri imbottigliati a Etna Doc sono stati 18.693 con una crescita del 19% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Un dato sostanzialmente identico a quello del primo semestre 2019. «Sono segnali molto incoraggianti, che certificano una inequivocabile ripartenza da parte del vino etneo – dice Antonio Benanti, presidente del Consorzio –. La riapertura ormai pressoché totale del canale Horeca, che rappresenta il principale punto di riferimento per i vini Etna Doc, ha consentito di riprendere a pieno ritmo l'imbottigliamento di un po'tutte le tipologie della nostra denominazione. L'export, inoltre, che per l'Etna Doc rappresenta in media il 60%, in particolare verso Paesi come gli Usa sta dando segnali molto positivi».

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