Consumi

Vino: al supermercato vincono le bottiglie di qualità

Calano le vendite a volume di vino nella Gdo italiana, ma rimangono su livelli ancora superiori all’era pre-Covid. Rallenta anche l’e-commerce

di Enrico Netti

(Andrea Ninni / AGF)

2' di lettura

Calano le vendite a volume di vino nella gdo italiana, ma restano su livelli ancora superiori ai giorni pre-Covid. In frenata anche il canale e-commerce. È quanto emerge dal Report Nomisma Wine Monitor realizzato in collaborazione con NielsenIQ sul consuntivo 2021 delle vendite di vino. Emerge un leggero calo a volume dell’1,2% a fronte di una crescita a valori del 5%, confermando la premiumisation dei consumi in atto da diversi anni. Nel complesso, il livello delle vendite rimane comunque superiore a quello del 2019. Ancora positivo il trend dell’e-commerce di vino dei retailer generalisti, con dinamiche inferiori rispetto al “boom” del 2020 (+22% a valori a fronte di un +19% a volume). Dopo la galoppata del 2020 le vendite di vino in Italia nel canale off-trade, ovvero iper, super, piccole superfici a libero servizio, discount, cash&carry ed e-commerce dei siti generalisti, chiudono l’anno appena trascorso tirando un po’ il fiato. Secondo il Nomisma Wine Monitor il consuntivo 2021 mostra una riduzione a volume dell’1,2% rispetto all’anno precedente a fronte però di una crescita nei valori del 5%. Messi a confronto con il 2019 - e quindi prima dello scoppio della pandemia - gli stessi dati segnalano comunque un aumento a volume del 5% e di oltre il 13% a valori, a testimonianza di una premiumisation dei consumi di vino che va avanti da diversi anni. «Questo spostamento degli acquisti nella Gdo verso vini di fascia di prezzo più elevata si verifica sia all’interno della stessa categoria che tramite uno spostamento dei consumi tra tipologie differenti e a maggior valore unitario» spiega Denis Pantini, responsabile Agroalimentare e Wine Monitor di Nomisma. Basti infatti pensare che le vendite a volume di spumanti e champagne crescono a doppia cifra (+23%) mentre i vini fermi chiudono il 2021 in calo del 4,5% a volume ma con un +0,3% a valore. «Il riposizionamento qualitativo dei consumi dei vini fermi si desume soprattutto dalle vendite a valore in Iper e Super dove crescono i vini a denominazione Dop - +5% a valore - a fronte di un calo di quelli generici (-10%)» segnala Pantini. Spostando l’analisi ai diversi format distributivi, iper+super+piccole superfici a libero servizio, che pesano per il 64% dei volumi dell’intero canale off-trade, accusano una riduzione a volume di quasi il 2% a fronte però di un incremento a valore del 5,2%. Sono le bollicine a spingere le vendite, con gli spumanti Metodo Classico a registrare le dinamiche più rilevanti, con una crescita a valore del +26%, seguiti dagli Charmat secchi (+19%), dallo Champagne (+16%) e dagli Charmat dolci (+12%). Sul fronte dei vini fermi e frizzanti, le vendite nel medesimo format risultano in calo a valore per i frizzanti (-4,3%) mentre aumentano nel caso dei fermi (+1,8%).

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