Finanziamento Pmi

Vino, Tasca d’Almerita punta sui mini-bond per finanziare la crescita

La cantina siciliana sul mercato con uno short term di 10 mesi pari a 500 mila euro, un’obbligazione da 3 milioni a 7 anni e un bond da 1 milione di euro a 2 anni


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2' di lettura

In passato sembrava una soluzione teorica. Ma i minibond stanno divendando una realtà consolidata fra le Pmi. L’ultimo è quello dell’azienda siciliana Conte Tasca d'Almerita che vuole realizzare importanti investimenti in una delle tenute di riferimento dell'azienda e
continuare il processo di internazionalizzazione in Germania, Usa e Asia.

Mini emissioni di bond

Insomma, Conte Tasca d'Almerita, storica cantina siciliana che produce vini dal 1830, si è aperta al mercato quotando minibond su ExtraMot Pro, il segmento professionale di Borsa Italiana dedicato alla quotazione di obbligazioni di pmi. A spiegarlo è il direttore finanziario di Conte Tasca d'Almerita, Giuseppe Formisano, precisando di aver emesso più titoli: «il primo è stato uno short term di 10 mesi pari a 500 mila euro, il secondo di 3 milioni a 7 anni e nel 2019 abbiamo emesso 1 milione di euro a 2 anni». L’intenzione dell'azienda è di continuare ad «accompagnare l'indebitamento bancario, che non può mancare per una corretta gestione aziendale, con l’emissione di nuovi titoli finalizzati ad azioni specifiche - afferma Formisano -. In particolare crediamo necessario continuare a sviluppare l’internazionalizzazione dell’impresa». La prospettiva è dunque quella di passare a ExtraMot Pro3, il nuovo segmento nato quest'anno, dedicato prevalentemente alle emissioni di obbligazioni o titoli di debito da parte di società non quotate su mercati regolamentati. Secondo il manager, i minibond consentono una serie di vantaggi, a partire da “una maggiore visibilità a livello nazionale e internazionale, una maggiore credibilità del sistema finanziario e una reperibilità del credito più facile». Da otto generazioni la famiglia Tasca d’Almerita vive e lavora nella Tenuta Regaleali, acquistata nel 1830, e oggi coltiva 600 ettari di terreno nell'entroterra siciliano, per un fatturato di oltre 22 milioni nel 2018, realizzato metà in Italia e l’altra metà all’estero (quota che l’azienda intende accrescere), e investimenti pari a 8,6 milioni tra il 2015 e il 2018.

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