Puglia

Vino, Varvaglione festeggia cento anni

Via al progetto Masseria Pizzariello

di Domenico Palmiotti

(vagabondo - Fotolia)

I punti chiave

  • La famiglia Varvaglione
  • Masseria Pizzariello
  • Realtà aumentata

2' di lettura

Con 23 milioni di euro di fatturato nel 2020, 4 milioni di bottiglie prodotte, l'85 per cento dell'attività rivolta all'export ed una dimensione aziendale che fa leva su 150 ettari di vigneti di proprietà, Varvaglione 1921, azienda tarantina che ha portato il Primitivo di Manduria nel mondo, festeggia il centenario e lancia una nuova etichetta per l'evento (Masseria Pizzariello) associandola alla realtà aumentata. Guidata da Cosimo e Maria Teresa Varvaglione con i loro figli Marzia, Angelo e Francesca, l'azienda è tra le poche in Puglia che da cento anni producono vino mantenendo una proprietà che fa capo alla stessa famiglia.
La masseria del 1700 nel Tarantino
La vigna a ridosso di Masseria Pizzariello nelle campagne di San Donato, nel Tarantino, è diventata il giardino di casa, il luogo in cui sperimentare, fare ricerca e stringere un legame ancor più forte con la terra e con la natura. E così il vino del centenario ha preso il nome della dimora dei Varvaglione, Masseria Pizzariello. «Da qui è partito mio nonno, qui ha lavorato mio padre» afferma Cosimo Varvaglione svelando i ricordi di una masseria del diciassettesimo secolo appartenuta ai Carducci Artenisio ed acquisita dalla famiglia Varvaglione. I Carducci Artenisio sono una famiglia aristocratica di origine fiorentina che a metà del 1400 si stabilì prima a Bari e poi a Taranto (l'aggiunta del cognome Artenisio a quello di Carducci avvenne proprio a Taranto a metà del 1800).
«L'anno della pandemia - spiega Marzia Varvaglione, responsabile marketing dell'azienda - lo abbiamo dedicato allo studio, alla riflessione, ed è nato Masseria Pizzariello, il nostro vino del futuro. Un blend di Primitivo, Negroamaro e una piccola percentuale di Aglianico. Un vino che rappresenta la nostra casa che apriamo al pubblico attraverso la tecnologia della realtà aumentata».
La realtà aumentata per spiegare come nasce il vino
«Per il progetto di realtà aumentata che celebra il centenario di Varvaglione 1921 - dicono l'art director Frankie Caradonna e Lucia Emanuela Curzi creative director & illustrator - ci siamo ispirati ai territori che ospitano i tre vitigni che compongono il vino Masseria Pizzariello. Il mondo floreale e la fauna invisibile che abitano l'area dove sorgono i vigneti, sono diventati i protagonisti della narrazione. Ne é cosí scaturito un viaggio sensoriale che evoca la creazione del vino per via di un atto magico condotto da un grillo, una farfalla ed un bombo, ma anche l'armonia fra uomo e natura».

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