credito

Viola: per Popolare Vicenza e Veneto Banca continuità a rischio

di Katy Mandurino


3' di lettura

La sensazione di fondo resta l’incertezza. E anche il prevalere di una impotenza, condizionata dalla ineluttabilità dei dati negativi e dal prolungarsi dell’attesa per le risposte europee. Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca restano “appese” al via libera dell’antitrust della Ue alla ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato, senza la quale, «restano i dubbi sulla continuità aziendale dell’istituto», ha dichiarato ieri l’amministratore delegato della Vicenza Fabrizio Viola. «A marzo e aprile - ha aggiunto - non siamo venuti a conoscenza di fatti che possono modificare le precedenti evidenze, quindi resta incerto il presupposto della continuità aziendale. Speriamo di concludere in tempi abbastanza brevi, perché l’incertezza in cui è la banca non è certo una condizione per ripartire». Gli ha fatto eco a pochi chilometri di distanza l’omologo Cristiano Carrus: «Il tema, assieme a quello della fusione», ha detto da Montebelluna l’ad di Veneto Banca, «è oggetto di continue serrate interlocuzioni con le autorità di vigilanza europea, Bce, Dg Comp, Banca d’Italia e Governo. I tempi potrebbero essere brevi ma l’operazione non è facile, poiché prevede una grande iniezione di capitale che al momento può solo essere data dallo Stato, non essendoci soci privati interessati ad investire». E, in effetti, sono state le parole pronunciate a Vicenza da Alessandro De Nicola, rappresentante di Atlante, l’azionista di maggioranza che detiene il controllo delle due banche con più del 99%, a confermare quanto detto da Carrus: «È molto probabile che Atlante a breve non sarà più azionista di riferimento di queste banche. Ora servono nuove e ingenti ricapitalizzazioni non più alla portata di investitori privati».

Le assemblee di ieri erano chiamate ad approvare i rispettivi bilanci d’esercizio del 2016, che si sono chiusi per la BpVi con una perdita di 1,9 miliardi (erano 1,4 nel 2015) e per Veneto Banca con un rosso di 1,5 miliardi (erano 881,9 milioni nel 2015). Sulla prima hanno pesato accantonamenti e rettifiche per 1,72 miliardi; la raccolta diretta ha perso più del 14%. Uno dei problemi più seri «è stata – sempre Viola – la significativa crescita dei crediti deteriorati: le sofferenze sono cresciute del 17% e le inadempienze probabili del 4%». Per Veneto Banca nel 2016 si è registrato un calo di raccolta diretta del 17,8% e una perdita operativa di 176,9 milioni; le rettifiche sui crediti e sulle altre attività sono state di 1,293 miliardi (+58,7% sul 2015) con 433,6 milioni di accantonamenti per rischi e oneri connessi ai rischi legali sulle azioni vendute ai soci. Alla fine dello scorso anno il livello di liquidità era al 70,15% - appena sopra il limite minimo richiesto dalla Bce – dal 53% registrato nel 2015, fino a registrare a febbraio scorso, grazie all’emissione di obbligazioni con garanzie statali per 3,5 miliardi, il 128%.

«Abbiamo perso il 5% dei clienti e da qui vogliamo ripartire», ha detto Carrus, sottolineando come sia un positivo segnale di fiducia dal territorio il fatto che i 249 milioni pagati ai soci che hanno aderito all’Opt siano rimasti sui conti correnti della banca, cosa confermata anche dalla Popolare di Vicenza. Che, in verità, ieri ha visto una assemblea ben più vivace rispetto a Veneto Banca (dove erano presenti in appena 116): nella città berica la rabbia dei soci non è affatto spenta e la richiesta unanime è stata quella di interventi urgenti in tema di risarcimenti. È stato chiesto anche di mettere ai voti un’azione di responsabilità nei confronti di chi ha guidato la banca nel 2016,cioé l’ex ad Francesco Iorio e l’ex presidente Stefano Dolcetta, poi respinta dall’assemblea. È già iniziata, ha ricordato Viola, una «attività negoziale con i dirigenti della banca per le retribuzioni, e questo è un passaggio dovuto», ma è prevista anche una “significativa” riduzione del personale, su cui i sindacati hannoribadito che «al primo tentativo di licenziamento si mobiliterà tutta la categoria in tutta Italia».

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti