Cassazione

Violenza privata per il supporter dei «forconi» che blocca il traffico

Sì alla condanna, per aver deviato la corsa di un bus: un primo passo in linea con l’obiettivo del movimento di fermare l’Italia

di Patrizia Maciocchi

default onloading pic
(ANSA)

Sì alla condanna, per aver deviato la corsa di un bus: un primo passo in linea con l’obiettivo del movimento di fermare l’Italia


1' di lettura

Violenza privata per l’esponente del movimento dei “forconi” che blocca il traffico nel corso di una manifestazione. Anche se l’obiettivo era quello più ambizioso di fermare l’Italia, il ricorrente, per il quale la Cassazione (sentenza 15088) conferma la condanna si era accontentato di fermare un bus, dal quale era stato anche investito. Un “incidente” che la difesa aveva cercato di giocarsi a favore del suo assistito per negare che il reato fosse andato a buon fine, perché l’imputato non era riuscito a deviare la corsa del mezzo. Al ricorrente non è servito neppure dichiarare che si era trovato in mezzo alla manifestazione, a Torino, per caso mentre stava accompagnando l’anziana madre a fare la spese.

La sentenza

Visualizza

La manifestazione di Torino

Una buona azione alla quale la Suprema corte non crede, malgrado la signora abitasse in effetti nei pressi della via in cui erano avvenuti i disordini . I giudici prendono infatti per buone le testimonianze, soprattutto quella del conducente del bus, considerato, comunque, parte offesa. Per i giudici l’imputato, seppure a sue spese, essendosi ferito, era riuscito nell’intento di far cambiare strada all’autobus. Un primo passo, in linea con lo scopo del movimento , al quale, circa 5 anni fa, avevano aderito, da nord a sud agricoltori, pastori e artigiani federalisti, con il sostegno anche di alcuni elementi di Forza nuova. L’obiettivo, al grido, di «Prendiamoli a forconate”, era di far cambiare strada al Paese.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti