Reati

Violenze in famiglia: il Gip deve sentire i testi della ex moglie

di Patrizia Maciocchi

(Marka)

1' di lettura

Il giudice per le indagini preliminari non può archiviare “de plano” un procedimento contro un indagato per reati di maltrattamenti in famiglia, considerando inutili le testimonianze della madre della persona offesa e dei testimoni di nozze solo perché relative a vicende avvenute tra le mura domestiche.

La sentenza

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La Corte di cassazione, con la sentenza 50008, accoglie il ricorso dell’ex moglie contro la scelta del Gip di archiviare la causa per i reati di maltrattamenti in famiglia e violazione degli obblighi di assistenza familiare, perché riteneva non attendibili e dunque ininfluenti le testimonianze di persone «non indifferenti». Così facendo il Gip ha avanzato un giudizio che va oltre le sue prerogative, arrivando ad una conclusione non consentita - spiega la Cassazione - «al di fuori del contraddittorio camerale sull’attendibilità delle fonti di prova indicate e sull’effettivo apporto conoscitivo delle persone da escutere».

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Per restare nel suo ruolo il Giudice per le indagini preliminari avrebbe dovuto invece limitarsi a valutare i profili di pertinenza e di specificità degli atti di indagine invocati dalla difesa della ex moglie, senza fare valutazioni sulla fondatezza e sull’esito delle indagini supplementari.

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