1980 - 2021

Virgil Abloh, addio al geniale creatore del desiderio contemporaneo

La sua capacità di mescolare linguaggi ed elementi in un amalgama personale, rendendolo desiderabile, è il tratto che aveva scritto il suo successo. Mancherà la sua visione, in un’industria della moda sempre più votata all’intrattenimento

di Angelo Flaccavento

Virgil Abloh nella sua ultima foto pubblicata su Instagram

2' di lettura

Del tutto inattesa, e per questo doppiamente annichilente, la notizia della scomparsa per una rara forma di tumore, ad appena quarantuno anni, di Virgil Abloh è arrivata in chiusura ad una domenica qualsiasi di fine novembre, due giorni prima dello show che Louis Vuitton, il marchio per il quale dal 2018 era direttore artistico della divisione uomo, avrebbe organizzato a Miami.

Da Off-White a Vuitton, l’arte dell’ibridazione

Tempismo diabolico e illuminante: la parabola ascendente di Abloh, prima con Off-White, il marchio lanciato nel 2013 grazie anche alla visione e imprenditorialità di Davide De Giglio e Marcelo Burlon, co-fondatori di New Guards Group, e poi con Louis Vuitton, portato a fasti di alta desiderabilità a colpi di trovate pop, stimolanti stratificazioni multiculturali e campionamenti nella storia recente del fashion design di nicchia, è rappresentativa del completo reshuffling del linguaggio e della narrativa della moda contemporanea, dell'ibridazione con arte e entertainment (questi sono a Miami i giorni di Art Basel, stati generali del sistema e magnete per i wannabe).

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Un magnetico Dj anche nella moda

L'anglicismo musicale è scelto di proposito: dilettante, ma non allo sbaraglio - anzi, con una formazione rigorosa da architetto - Abloh, tra le numerose attività, si dedicava anche al DJing, ed è proprio come un DJ che ha lavorato anche con i vestiti, piluccando di qua e di là, tagliando e cucendo idee non necessariamente sue, mescolando il tutto in un amalgama, quello sì, suo, e raccontandolo in una maniera magnetica per tutti, soprattutto i non addetti ai lavori.

Louis Vuitton, indagine sul viandante contemporaneo

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Il suo messaggio rivoluzionario: ce la puoi fare anche senza una formazione specifica

Alla retorica trita del self made man e del professionismo incrollabile ha sostituito un messaggio illuminante per le orde che vivono e si formano sui social media e non: anche senza una formazione ad hoc, ce la puoi fare, basta avere l'idea giusta e raccontarla bene. In questo, Abloh è stato un vero game-changer, autentico nell'afflato inclusivo, ispirante nello spirito entusiasta. Una lunga cintura logata e l'uso irriverente delle virgolette di Duchamp sono le sue invenzioni che resteranno. Abloh ha rappresentato il definitivo passaggio, nella moda, dal cosa, ovvero il design, al come, ovvero lo styling e la narrazione. La sua scomparsa ha il sapore amaro dell'interruzione improvvisa, proprio mentre la moda è alla svolta definitiva della smaterializzazione nel puro entertainment. Il punto di vista di Abloh, in materia, mancherà.

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