Lo stilista

Virgil Abloh, chi è architetto e re Mida dello streetwear

Chi è il direttore creativo della collezione uomo di Louis Vuitton, il cui gruppo Off-White è appena entrato nel colosso Lvmh[Sommario]

di Angelo Flaccavento

(Reuters)

2' di lettura

L'acquisizione da parte di Lvmh di una quota di maggioranza in Off-White, il marchio dal successo stellare fondato nel 2013 da Virgil Abloh (con il significativo supporto, va ricordato, di Marcelo Burlon e Davide de Giglio, agli albori di New Guards Group) è una doppia conferma: dello status di Mida di Abloh, e del definitivo sdoganamento del non professionismo nella moda - e non solo. Abloh, originario di Chicago, ha un livello di scolarizzazione alto, ma si è formato come architetto.

Alla moda è arrivato per vie traverse, customizzando magliette e lavorando su messaggi ad alto impatto, ma anche affiancando Kanye West come art director. Ha la capacità, va riconosciuto, di toccare una corda nel pubblico più giovane - e oggi più giovani vogliono apparire tutti, quindi il pubblico di Off-White è davvero transgenerazionale - generando una reazione gutturale, di desiderio immediato.

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La lunga cintura gialla con il logo parlato ha sostituito fibbie ben più blasonate nelle liste dei desideri dei logomaniaci. Abloh, che dal 2018 è anche direttore artistico della collezione uomo di Louis Vuitton, ha tentato a più riprese di fare “moda” - forme astruse e concettualismi vari, sulla scia degli inimitabili Rei Kawakubo e Yohji Yamamoto - ma il suo solido business è radicato nello streetwear, in un linguaggio immediato. Il resto, inclusi gli show altamente spettacolari, le incursioni nell'arte e pure le virgolette prese in prestito da Marcel Duchamp e schiaffate ovunque, sono solo contorno.

Da non professionista con grande fiuto, Abloh eccelle nell'arte del campionamento: pilucca a destra e a manca, e si auto assolve dalle accuse di plagio o copia sostenendo che basta il 3% di cambiamenti per rendere un prodotto originale. Per quanto assurdo, è un discorso intellettualmente onesto, perché portato avanti da un DJ - altra attività preponderante per Abloh. Come il DJ crea ritmi dall'assemblaggio e cut-up di suoni esistenti, così Abloh mixa e rimixa idee non sue. Il suo segno è in questo come, e non nel cosa, non nel design. Nel suo maneggiare magistralmente la comunicazione come fulcro di un progetto, Abloh è la perfetta espressione del tempo presente.

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