Protagonisti

Virgil Abloh: talento e gentilezza, noi lo ricordiamo così

L'incontro al Doha Fire Station Museum in Qatar per la sua mostra Figure of Speech: la visione di una creatività eclettica, generosa, a tutto campo.

di Mariangela Rossi

Virgil Abloh all’opening della sua mostra “Figures of Speech” (Mariangela Rossi).

3' di lettura

Premessa. Questa non è un'intervista o la narrazione dell'ascesa di successo del designer afroamericano Virgil Abloh, fondatore di Off-White e direttore creativo del meanswear di Louis Vuitton, mancato il 28 novembre, a 41 anni, per una rara forma tumorale. Tanto si sta scrivendo di lui, della sua visione innovativa, del suo approccio multidisciplinare che ha ridisegnato l'industria della moda e del vuoto immenso che ha lasciato, oltre allo stupore per una battaglia combattuta privatamente.

Lo ricordiamo, solo tre settimane fa, in occasione della sua mostra “Figures of Speech”, sino al 22 settembre al Doha Fire Station Museum, in Qatar, durante il Fashion Trust Arabia 2021, la kermesse fortemente voluta da Sua Eccellenza Sheikha Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al-Thani, insieme a Tania Fares, per premiare i giovani talenti della MENA Region (Middle East/North Africa), richiamando a raccolta il gotha mondiale della moda, sia nella giuria sia come ospiti. Virgil Abloh era tra questi, sempre pronto a schierarsi in prima linea nella formazione dei creativi del futuro.

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Virgil Abloh e Amina Muaddi (courtesy Fashion Trust Arabia 2021).

Lo scorso mercoledì 3 novembre c'era anche lui a selezionare gli stilisti del domani al M7, l'hub creativo di Doha, insieme a tanti colleghi e nomi illustri, da Pierpaolo Piccioli a Natalia Vodianova, da Remo Ruffini a Gherardo Felloni, da Elie Saab a Juergen Teller e a molti altri ancora. E la sera stessa, al National Museum of Qatar, Virgil era salito sul palco a consegnare il premio alla designer di scarpe Amina Muaddi come “Entrepreneur of the Year”. Lei in total red Valentino con gioielli Messika a brillare, lui, scuro e sobrio, con le immancabili sneakers Off-White («è l’area grigia tra il bianco e il nero come il colore bianco sporco», così definiva il nome) e un paio di occhiali da sole. Eravamo poi, noi giornalisti arrivati da tutto il mondo, e moltissimi ospiti, in attesa, la sera successiva, dell'apertura della sua mostra al Fire Station Museum di Doha, dove, in compagnia di Naomi Campbell, avrebbe poi ospitato un evento charity. Perché Abloh era un fashion designer, ma anche un architetto, un musicista, un artista a 360°.

Virgil Abloh e due membri della famiglia reale (Mariangela Rossi).

Era lui a fare gli onori di casa, ma la vera ospite era la potente Sheikha Al-Mayassa, che, ancor prima di entrare, lo ascoltava attenta, con alcuni membri della famiglia reale, come ad abbracciare le sue parole, tutti intorno, in silenzio. «Sono felice di aver portato la mia creatività e la mia umile esperienza in questa settimana magica di moda e di eventi», aveva detto Abloh. Perché lui, come Amina Muaddi stessa ha scritto commossa, era «grande in tutto, eclettico, gentile, talentuoso, ispirazionale, ma anche umile». Virgil parlava e un nugolo di persone lo seguiva rapita. Passo dopo passo. Sua Eccellenza Al-Mayassa, Farida Khelfa, attrice ed ex musa di Jean Paul Gaultier, Tania Fares, l'editore di Dazed & Confused Jefferson Hack insieme ad Anna Cleveland.

Lui raccontava degli esordi come Pyrex Vision, di come oggi lo streetwear sia un omaggio alla cultura contemporanea, mostrava il video “A team with no sport”, con referenze che alludevano a quanto questo potesse aiutare giovani svantaggiati a uscire anche dal mondo della droga, raccontava come le radici e le tradizioni della sua terra fossero così presenti nella moda. In un percorso metropolitano fatto di video, musica, graffiti pop, outfit vari, borse sportive, abiti con bande oblique bianche e nere, che richiamavano il logo Off-White.

Virgil Abloh e Carine Roitfeld (Mariangela Rossi).

Tanti ospiti erano già in coda al bookshop, a comprare felpe, t-shirt, cappellini, gadget e ricordi del grande Abloh, mentre lui proseguiva il percorso con chi continuava ad ascoltarlo. Ma in alcuni momenti il suo sguardo era altrove, assente, anche se abbracciava le persone più care e regalava sorrisi sotto la mascherina nera, come quelli a Carine Roitfeld, sembrava triste. Lo era, capiremo poi. Poi è arrivata la “regina” Naomi e co-ospite della serata, in un abito da sera giallo cangiante Valentino, a vedere la mostra di Virgil, con il nugolo di fotografi e curiosi ora dietro di lei. Mentre la fila di chi cercava pazientemente di acquistare qualcosa di Abloh aumentava sempre di più. La cena, di lì a poco, avrebbe avuto inizio e i grandi spazi del Fire Station si sarebbero, almeno per quella sera, svuotati. «Virgil non era soltanto un designer geniale, un visionario, ma anche un uomo con un’anima bellissima e una grande saggezza», ha sottolineato il chief executive di LVMH, Bernard Arnault.

Un'immagine del “Figures of Speech” (MariangelaRossi).

Lo pensano in tanti, tantissimi. Anche chi ha scorto, nonostante la gioia e l'euforia che si respiravano in quell'evento, gli occhi pensierosi che forse non a caso, aveva nascosto. Continua a volare in pace, Virgil.

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