Compagnie aeree

Virgin Atlantic taglia 3mila posti di lavoro

La compagnia di Branson non volerà più da Gatwick a causa del Covid-19. Dalla IATA sì alle mascherine no al distanziamento a bordo degli aerei

di Mara Monti

(AFP)

3' di lettura

Virgin Atlantic taglierà 3.150 posti di lavoro e interromperà i voli da Londra Gatwick continuando ad operare dagli aeroporti Heathrow e Manchester . La decisione della compagnia inglese è soltanto l’ultima delle vittima del virus che sta colpendo duramente il settore dell’aviazione.
Shai Weiss, il ceo di Virgin Atlantic ha affermato che la compagnia aerea ha «resistito a molte tempeste dal nostro primo volo 36 anni fa, ma nessuna è stata così devastante come il Covid-19».

Per salvare il salvabile e rendere il business sostenibile una volta usciti dalla crisi, Virgin Atlantic dovrà nei prossimi mesi preservare la liquidità tagliando i costi: «È fondamentale tornare alla redditività nel 2021 - ha aggiunto Weiss -. Ciò significherà prendere provvedimenti per rimodellare e ridimensionare Virgin Atlantic in linea con la domanda . Vorrei che questo non succedesse, ma siamo costretti a ridurre il numero di persone impiegate nella compagnia».

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Virgin Atlantic è l’ultima delle compagnie ad avere annunciato tagli occupazionali dopo i 12mila di British Airways a i 3milla di Ryanair. Controllata per il 51% dall’imprenditore Richard Branson e per il 49% dall’americana Delta Air Lines la compagnia britannica è parte dell’alleanza per il Nord Atlantico insieme a Air France-KLM.

La decisione è arrivata dopo che il partner americano si è detto non disposto ad intervenire in aiuto di Virgin Atlantic. Branson si è quindi rivolto al governo inglese per un prestito di 500 milioni di sterline, ma gli è stato ricordato che lui non è contribuente inglese in quanto la sua sede fiscale è ubicata nelle British Virgin Island, riconosciuto paradiso offshore.

A nulla è servito dare come collaterale del prestito governativo la sua isola Necker Island che affitava prima della crisi alla modica cifra di 40mila sterline a notte. In una lettera ai 70mila dipendenti del gruppo, Branson ha confermato di continuare ad esplorare «tutte le opzioni disponibili per ottenere finanziamenti esterni aggiuntivi» compresa la cessione del vettore e le «discussioni costruttive» con il governo britannico per gli aiuti di Stato.

Per il settore aeronautico l’interrogarivo è come si tornerà a volare dopo la crisi. La situazione è precipitata negli ultimi giorni dal momento che le restrizioni imposte dai governi sono destinate a durare più del previsto. Dalle mascherine al distanziamento a bordo degli aerei sono solo alcuni dei provvedimenti attesi.

La Iata, intanto, l’associazione delle compagnie aeree, ha preso posizione contro i provvedimenti in discussione dicendosi favorevole alle mascherine a bordo ma contraria a l posto vuoto per garantire il social distancing come chiesto da numerose compagnie aeree. «Le prove suggeriscono che il rischio di trasmissione a bordo degli aerei è basso - si legge in un comunicato -. L’uso della maschera da parte dei passeggeri e dell’equipaggio ridurrà il rischio che è già basso, evitando al contempo i drammatici aumenti dei costi del trasporto aereo come il distanziamento sociale a bordo».

Tra le altre misure raccomandate dalla Iata oltre alle mascherine, lo screening della temperatura di passeggeri, lavoratori aeroportuali e viaggiatori, limitazione del movimento all'interno della cabina durante il volo, pulizia della cabina più frequente e più profonda e procedure di ristorazione semplificate che riducono i movimenti dell'equipaggio e l'interazione con i passeggeri.

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