Dopo il vertice oms

Virus cinese: sembra escluso il caso del contagio a Bari. Oms: non è emergenza internazionale

Il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom: per ora nessuna trasmissione del virus da uomo a uomo fuori dalla Cina. I contagi accertati nella Repubblica Popolare hanno superato quota 616 e le vittime sono aumentate da 17 a 25. Casi registrati anche a Singapore, Usa, Taiwan, Hong Kong e Macao

Virus cinese trasmissibile uomo-uomo, controlli su voli

Il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom: per ora nessuna trasmissione del virus da uomo a uomo fuori dalla Cina. I contagi accertati nella Repubblica Popolare hanno superato quota 616 e le vittime sono aumentate da 17 a 25. Casi registrati anche a Singapore, Usa, Taiwan, Hong Kong e Macao


11' di lettura

L’Oms ha ritenuto opportuno, per ora, non dichiarare l’emergenza internazionale per l’epidemia da coronavirus nata nella Repubblica popolare cinese. Secondo il comitato dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha espresso stasera il parere che «è troppo presto» per dichiarare un'emergenza di salute pubblica di livello internazionale. Specificando il meccanismo di trasmissione del virus e il perché della decisione, il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom ha detto: «Sappiamo che esiste una trasmissione da uomo a uomo in Cina, ma per ora sembra limitata a gruppi familiari e operatori sanitari. Al momento, non ci sono prove di trasmissione da uomo a uomo al di fuori della Cina. Ciò non significa che non accadrà».
Per Tedros, «si tratta di un'emergenza in Cina ma non è ancora diventata un'emergenza globale. Tuttavia potrebbe diventarla». Il Comitato, piuttosto che una visione binaria tra emergenza globale e no, ha raccomandato un «sistema più sfumato», per consentire un livello intermedio di allerta per favorire un migliore coordinamento internazionale, compresi gli sforzi di ricerca per lo sviluppo di contromisure mediche. L'Oms ha chiesto alla Cina di continuare ad operare in trasparenza, rafforzare le misure per la gestione dei rischi e continuare a collaborare con l'Oms. La comunità internazionale deve inoltre prepararsi alla potenziale evoluzione dell'epidemia.

Intanto, I primi riscontri farebbero escludere che la donna di Bari possa essere stata contagiata dal coronavirus cinese. Secondo quanto si apprende i sanitari avrebbero individuato un'altra patologia. Le analisi sono però ancora in corso e i campioni sono stati inviati all'Istituto Spallanzani di Roma per la conferma definitiva. La donna barese proveniente dalla Cina era stata ricoverata nel Policlinico di Bari per un caso sospetto perché arrivata al pronto soccorso con sintomi apparentemente influenzali, febbre e tosse. La donna è comunque in buone condizioni generali. A quanto si apprende si tratta di una cantante della provincia di Bari di ritorno da un tour in oriente che ha toccato anche la zona di Wuhan, città di origine del virus, che ha avvertito sintomi sospetti. Dalla notte tra il 22 e il 23 gennaio è quindi ricoverata nel reparto di malattie infettive del Policlinico di Bari in isolamento, in attesa di accertamenti. Sono state attivate, come da circolare ministeriale, tutte le procedure previste per prevenire la diffusione del virus.
Come previsto dal protocollo diramato dal Ministero della Salute, i campioni biologici della paziente saranno inviati all'istituto Spallanzani di Roma.

Il Policlinico di Bari aveva diramato in precedenza una nota precisando che «In data odierna (23 gennaio, ndr) l'Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico di Bari ha segnalato agli organi competenti un caso di sospetta infezione da coronavirus 2019-nCov. Sono state adottate tutte le procedure di prevenzione previste. La paziente si trova attualmente in isolamento respiratorio e da contatto presso il reparto di malattie infettive e sta ricevendo le cure necessarie in attesa di conoscere gli esiti degli esami diagnostici di conferma». Il Ministero valuterà, inoltre, se sottoporre a sorveglianza epidemiologica, per vedere se sviluppano i sintomi, tutti coloro che erano sul suo stesso aereo e che sono entrati in contatto con la paziente.

Casi sospetti in Uk
Nel Regno Unito ci sarebbero sei casi sospetti. È invece rientrato l’allarme per il caso francese, come ha dichiarato la ministra della Salute del Paese transalpino Agnes Buzyn nella serata del 23: «nessun caso sospetto» è stato al momento accertato. «Due casi sono stati esaminati - ha precisato la ministra parlando con i giornalisti - ma si sono rivelati negativi».

Intanto, è salito ad almeno 6 il numero delle persone sottoposte in queste ore a esami medici nel Regno Unito, per sintomi sospetti legati alla potenziale diffusione del virus cinese. Lo riportano le autorità sanitarie locali precisando che 5 pazienti, tutti cittadini cinesi sbarcati in questi giorni in aereo in Gran Bretagna da Wuhan, sono ricoverati per controlli precauzionali in Scozia, fra Edimburgo e Glasgow; e uno in Irlanda del Nord, a Belfast. Al momento non vi è tuttavia nessuna conferma di contagio. Un possibile caso -sarebbe il secondo- anche negli Stati Uniti: un passeggero arrivato la sera del 22 all'aeroporto di Los Angeles con un volo da Mexico City è stato portato in ospedale per accertare se i suoi sintomi influenzali siano legati al coronavirus cinese. Lo riferiscono i media Usa, citando un portavoce dello scalo. Si tratta di una persona che viaggiava con la famiglia e che ora è sotto osservazione medica.

La situazione in Cina
Intanto il Coronavirus ha fatto altre vittime in Cina: i casi accertati in tutto il Paese hanno superato quota 616 e le vittime sono aumentate da 17 a 25. Lo ha detto il vice ministro della Commissione nazionale per la salute Li Bin in una conferenza stampa. E un problema non di poco conto sta nel fatto che il nuovo virus della stessa famiglia della Sars «può mutare e propagarsi più facilmente», secondo quanto hanno riferito le autorità della Repubblica popolare.Inoltre, nella giornata di giovedì c’è stato il primo decesso fuori dall’area vicino a Wuhan. Isolata ora anche una quarta cittànella Repubblica Popolare: si tratta di di Xianning, con una popolazione stimata di 2,5 milioni di persone. Sale così a oltre 20 milioni il numero di persone coinvolte dai blocchi nelle varie città.

In precedenza, erano state isolate tre città: dopo Wuhan, dove si sono riscontrati i primi casi, è stata la volta di Huanggang, più di 6 milioni di abitanti, a una sessantina di chilometri da Wuhan. Bloccata anche Ezhou, 1,1 milioni di abitanti. Inoltre, le autorità cinesi hanno deciso di chiudere la Città Proibita di Pechino.

Per quanto riguarda l’origine, il virus cinese 2019-nCoV è arrivato all'uomo dai serpenti: sarebbero questi gli animali nei quali il virus, trasmesso dai pipistrelli, si sarebbe ricombinato e poi passato all'uomo. Lo indica l'analisi genetica pubblicata sul Journal of Medical Virology da Wei Ji, Wei Wang, Xiaofang Zhao, Junjie Zai, e Xingguang Li, delle università di Pechino e Guangxi. La ricerca è stata condotta su campioni del virus provenienti da diverse località della Cina e da diverse specie ospiti.

Farnesina: «Posticipare i viaggi nell’area»
In Italia, la Farnesina ha raccomandato «di posticipare tutti i viaggi nell'area di Wuhan». L'avviso è pubblicato il 23 gennaio sul sito Viaggiare Sicuri dell'Unità di Crisi del ministero degli Esteri. Sempre nel nostro Paese, i medici di famiglia, specie quelli delle grandi città italiane dove si trovano gli aeroporti internazionali, si stanno attrezzando per affrontare l'eventualità che il Coronavirus varchi le frontiere. Informazioni sulla situazione, descrizione dei sintomi e percorsi epidemiologici indicati dall'Istituto Superiore di Sanità e dal ministero della Salute vengono trasferiti ai medici di base dalla Federazione nazionale dei medici di famiglia (Fimmg). Un alert è già stato inviato ai camici bianchi territoriali a Milano, e nella mattinata di mercoledì 22 a Roma. Sempre a Roma, il 24 mattina presso l'Istituto Nazionale di Malattie Infettive L. Spallanzani di Roma si terrà una riunione operativa per la gestione di eventuali casi a Roma e nel Lazio con sospetta patologia da coronavirus. In Lombardia, «il sistema di prevenzione e di sicurezza sanitaria è stato attivato ed è pronto ad intervenire. In Lombardia e in Italia però non c'è nessun allarme e non è stato segnalato alcun caso di contagio da coronavirus», dichiara l'assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera, illustrando il piano d'azione messo in atto in applicazione delle indicazioni internazionali di salute pubblica. «Siamo in stretto e costante raccordo con il Ministero della Salute - spiega Gallera - per le azioni da attivare a cura delle Regioni».

Volo da Wuhan a Fiumicino, «procedure regolari»
«Il canale sanitario ha funzionato bene e le procedure concordate con il ministero della Salute, che ha la competenza e la responsabilità sulla gestione di questo tipo di situazioni, sono state seguite fedelmente. Tutto si è svolto in modo regolare, terminando le operazioni poco dopo le 6. Le procedure sono state svolte con attenzione da tutto il personale aeroportuale, in particolar modo dal personale medico e da quello che ha assistito il volo da Wuhan». Così Ivan Bassato, direttore operativo di Adr,
commentando le procedure di screening adottate la mattina del 23 gennaio all'aeroporto di Fiumicino per i 202 passeggeri arrivati con il volo di linea da Wuhan dopo l'innalzamento dei controlli legati alla diffusione del coronavirus in Cina.

Usa: «riconsiderare i viaggi» in Cina. Trump «vigila»
Gli Stati Uniti hanno emesso un'allerta in riferimento al coronavirus della Cina, invitando gli americani a “riconsiderare i viaggi” nel Paese asiatico. Il Dipartimento di Stato ha elevato il livello di allerta a 3, dal precedente livello 2 che prevedeva solo di «esercitare la massima cautela» in caso di viaggio in Cina. Intanto, il presidente Donald Trump è stato informato sull'emergenza del coronavirus cinese e «resta costantemente vigile per assicurare che esso non si diffonda nel nostro Paese»: lo ha detto ai cronisti il portavoce della Casa Bianca Hogan Gidley. «Abbiamo mandato più entità negli aeroporti» per i controlli», ha aggiunto.

Test negativo su caso sospetto in Russia
Non ha un'infezione da coronavirus l'uomo ricoverato a San Pietroburgo di ritorno dalla Cina per quello che si sospettava fosse un caso del virus cinese: lo fa sapere l'agenzia Interfax citando un portavoce dell'agenzia
russa per la tutela dei consumatori (Rospotrebnadzor). Al l momento il rischio di arrivo in Europa del coronavirus resta ”moderato”, ma è alta la probabilità di contagio nei Paesi asiatici. Sono le conclusioni del parere aggiornato del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).

In Italia «Nessun allarme, ma la situazione va monitorata»
«Vogliamo sottolineare ai cittadini che non siamo in una situazione di allarme, ma vanno predisposte tutte le azioni necessarie affinché la popolazione possa stare tranquilla, soprattutto tenendo conto che in questo momento l'influenza stagionale sta raggiungendo il suo picco», spiega il segretario nazionale di Fimmg Silvestro Scotti.
I sintomi del Coronavirus che si è diffuso nella città di Wuhan, in Cina - dice - sono praticamente sovrapponibili con quelli portati dall'influenza, «i cittadini devono sapere che i medici di base sono informati ma è anche importante che non si crei la psicosi con corse inutili al pronto soccorso per dei normali sintomi influenzali».
Gli stessi medici di famiglia avranno tutte le informazioni necessarie aggiornate sia dall'Iss che dal ministero. Nell'avviso inviato ai medici di Roma sono contenute anche le indicazioni in caso di viaggio all'estero: «il lavaggio accurato delle mani per almeno 20 secondi, consumare solo cibo ben cucinato e bere acqua in bottiglia, evitare luoghi di assembramento, mercati di animali vivi o morti, evitare il contatto stretto con pazienti malati o in caso non si possano adottare queste misure coprirsi narici e bocca con una mascherina, evitare di tossire o starnutire senza coprirsi con un fazzoletto o in mancanza di questo tossire nell'incavo del gomito».
Sempre in Italia, è pronta l'unità di crisi della società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), che si mette a disposizione del Ministero della Salute e dell'Istituto superiore di Sanità in relazione al Coronavirus. «La conoscenza del virus, la prevenzione e il monitoraggio delle infezioni con la sorveglianza dei contatti sono misure cruciali per evitare la diffusione - spiega il vice presidente di Simit Claudio Mastroianni - è fondamentale seguire le raccomandazioni suggerite dalle autorità sanitarie e non creare allarmismi».

Attenzione a non creare inutili allarmismi viene anche da Maria Rita Gismondo, direttore della Microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica delle Bioemergenze, dell'ospedale Sacco di Milano: «In questo momento i casi sono, dal punto di vista numerico, molto limitati. È giusto garantire un adeguato livello d'attenzione, ma assolutamente senza creare allarmismo o panico”. In un'intervista a Lombardianotizie.online, Gismondo spiega che «nel ribadire che non ci troviamo davanti a un'emergenza è bene sottolineare che l'Italia, e in particolare la Lombardia, sono preparate per affrontare qualsiasi evenienza.

Xi: adottate severe misure di controllo
La Cina ha adottato «severe misure di controllo e prevenzione» per contrastare l'epidemia del coronavirus. Lo ha assicurato nella giornata del 22 gennaio il presidente Xi Jinping durante una telefonata con il collega francese Emmanuel Macron. «La Cina - ha spiegato Xi - è disposta a collaborare con la comunità internazionale per rispondere efficacemente all'epidemia e mantenere la sicurezza sanitaria in tutto il mondo», ha affermato, nel giorno in cui a Ginevra si riunisce una task force dell'Oms.

Casi a Singapore, Usa, Hong Kong, Taiwan, Macao, Vietnam
Il virus ha fatto la sua prima comparsa lo scorso 31 dicembre proprio a Wuhan. Fuori dalla Cina, un primo caso si registra anche negli Usa. È stato registrato nello Stato di Washington, stando ad una fonte federale citata dalla Cnn. Il paziente, che era stato ricoverato per polmonite la scorsa settimana, era stato di recente a Wuhan; comunque, secondo gli ufficiali sanitari dell’ospedale dove è ricoverato, sarebbe in buone condizioni. Ed un primo caso si è registrato pure a Taiwan e nella regione semi-autonoma di Macao. Un caso anche ad Hong Kong, dove una persona, arrivata con un treno ad alta velocità da Wuhan, è attualmente ricoverata inn ospedale. Il 23 gennaio fonti locali hanno segnalato un primo caso a Singapore: riguarda un uomo di 66 anni di Wuhan, epicentro dell'epidemia, arrivato a Singapore il 20 gennaio. In Vietnam, due cittadini cinesi che si trovano lì in vacanza sono risultati positivi al coronavirus. Lo riferiscono le autorità di Hanoi.

Ma la preoccupazione cresce anche a fronte di un nuovo dato,
dopo che lunedì gli stessi esperti della Commissione salute cinese hanno confermato che il virus è trasmissibile da uomo a uomo: a essere stati infettati sono pure 14 operatori sanitari cinesi e questo fa temere il rischio di epidemie negli ospedali. E proprio in tre degli ospedali della grande città cinese da dove è nato il focolaio di infezione, le autorità sanitarie hanno annunciato l’immediata disponibilità di 800 posti letto e la preparazione nel più breve tempo possibile di altri 1.200 per far fronte alla diffusione del morbo.

Pechino annulla i festeggiamenti per il Capodanno cinese
Il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) ha innalzato da «basso» a «moderato» il rischio dell’arrivo del virus in Europa, è anche vero che tale probabilità può ora aumentare ulteriormente con le imminenti celebrazioni del Capodanno cinese, per via dell’aumento dei viaggi da e per la Cina. Per questo motivo la capitale Pechino ha deciso di annullare i festeggiamenti previsti.

Le contromisure negli aeroporti
In Europa sono tre gli aeroporti che hanno voli diretti con Wuhan (Roma, Parigi e Londra), mentre altri hanno connessioni indirette. Per il momento, comunque, i casi si concentrano in Cina dove, avverte Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani di Roma, «il fatto che il virus abbia colpito anche degli operatori sanitari è molto preoccupante, proprio per il rischio di epidemie negli ospedali». Ciò, sottolinea l’esperto, «è accaduto già per i virus della Sars e della Mers in Canada e Corea nel 2002-2003». È dunque «fondamentale - afferma - isolare quanto prima possibile eventuali casi tra gli operatori sanitari, applicando tutte le misure di prevenzione». A fronte delle notizie che giungono dalla Cina, negli altri Paesi si allarga il cordone sanitario per prevenire l’eventuale diffusione del virus. Il governo giapponese, per esempio, adotterà nuove misure per contenere la minaccia del coronavirus e il premier Shinzo Abe ha ordinato l’applicazione di un sistema di quarantena per il controllo dei passeggeri provenienti dalle aree definite a rischio.

Continuano pure i controlli negli aeroporti. Oltre a quelli attuati a Roma Fiumicino di cui si è detto sopra, l’aeroporto di Dubai, il più grande scalo del Medio Oriente, ha deciso di controllare con gli scanner tutti i passeggeri in arrivo dalla Cina nell’ambito della prevenzione della diffusione del coronavirus.

La ricerca di un vaccino
Intanto, tre gruppi di ricerca distinti sono alla ricerca di un vaccino, che dovrebbe passare, secondo i tempi previsti, alla fase degli studi clinici entro il giugno di quest’anno.

Capodanno cinese a Roma: «Se necessario indosseremo le mascherine»
«Per la festa del Capodanno cinese in piazza San Giovanni a Roma aspettiamo oltre mille persone. Al momento non temiamo un calo delle partecipazioni rispetto agli altri anni perché non ci sono casi di coronavirus in Italia». A parlare è Yang Dixi, un componente della comunità cinese di Roma e tra gli organizzatori dell'evento in programma il 2 febbraio. «Per ora non ci sono misure particolari - aggiunge - ci atteniamo alle indicazioni del ministero. Se necessario inviteremo tutti a portare le mascherine».
La festa per il Capodanno cinese in programma il 2 febbraio prevede una parata da piazza dell'Esquilino a piazza San Giovanni dove verrà
allestita un'area con gazebo e un palco.

Per approfondire:
Wuhan, la metropoli dell'acciaio in quarantena per debellare il virus cinese
Come monitorare le epidemie
L’epidemia polmonare in Cina rischia di essere una nuova Sars?

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