epidemia da coronavirus

Virus cinese, l’analisi genetica indica il passaggio dai pipistrelli ai serpenti

La misura per contenere la diffusione dell’epidemia è la quarantena. Ma tre gruppi di ricerca distinti stanno per iniziare a lavorare allo sviluppo di potenziali vaccini

di Francesca Cerati

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(AFP)

La misura per contenere la diffusione dell’epidemia è la quarantena. Ma tre gruppi di ricerca distinti stanno per iniziare a lavorare allo sviluppo di potenziali vaccini


4' di lettura

Fumata nera il 22 gennaio a Ginevra. L'Organizzazione mondiale della sanità, che ha tenuto un comitato di emergenza sul nuovo virus, per voce del direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato di aver bisogno di maggiori informazioni sul virus e sulla sua diffusione prima di poter dichiarare l'epidemia un'emergenza di sanità pubblica. E ha rimandato al giorno successivo la decisione.

«Questa è una situazione complessa e in evoluzione- ha detto Ghebreyesus - La decisione se dichiarare o meno un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale è una questione che prendo estremamente sul serio e che sono disposto a prendere solo con un'adeguata considerazione di tutte le prove».

Delle 22 province cinesi, solo sette non hanno segnalato casi confermati di coronavirus di Wuhan.

E qualche elemento in più emerge sull’origine dell’epidemia. Il virus cinese 2019-nCoV sembra essere arrivato all'uomo dai serpenti: il krait cinese e il cobra cinese nei quali il virus, trasmesso dai pipistrelli, si sarebbe ricombinato e poi passato all'uomo. Lo indica l'analisi genetica pubblicata sul Journal of Medical Virology da Wei Ji, Wei Wang, Xiaofang Zhao, Junjie Zai, e Xingguang Li, delle università di Pechino e Guangxi. La ricerca è stata condotta su campioni del virus provenienti da diverse località della Cina e da diverse specie ospiti.

Il krait a molte fasce (Bungarus multicinctus), noto anche come krait di Taiwan o krait cinese, è una specie altamente velenosa di serpente della famiglia degli elapidi che si trova in gran parte della Cina centrale e meridionale e del sud-est asiatico.

Utilizzando campioni del virus isolati dai pazienti, gli scienziati cinesi hanno determinato il codice genetico del virus. L'agente patogeno responsabile di questa pandemia è un nuovo coronavirus. Fa parte della stessa famiglia di virus della ben nota sindrome respiratoria acuta grave coronavirus (Sars-CoV) e della sindrome respiratoria mediorientale (Mers-CoV), che hanno ucciso centinaia di persone negli ultimi 17 anni. L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha nominato il nuovo coronavirus 2019-nCoV.

Alla ricerca di un vaccino
Nel frattempo tre gruppi di ricerca distinti stanno per iniziare a lavorare allo sviluppo di potenziali vaccini. La Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (Cepi), che sta cofinanziando i progetti di emergenza, ha dichiarato che il piano prevede di avere almeno un potenziale vaccino negli studi clinici entro giugno.
La ricerca sarà condotta dallo sviluppatore di farmaci e vaccini, Moderna, in collaborazione con l'Istituto nazionale americano per le allergie e le malattie infettive, la società statunitense Inovio Pharma e un team dell'Università del Queensland, in Australia.

«La nostra aspirazione è di arrivare dalla sequenza genetica ai test clinici in 16 settimane -, ha affermato Richard Hatchett, amministratore delegato di Cepi - Non ci sono garanzie di successo, ma speriamo che questo lavoro possa fornire un significativo e importante passo avanti nello sviluppo di una immunoterapia per questa malattia»

Le caratteristiche del virus
Il nome di coronavirus deriva dalla sua forma, che assomiglia a una corona o corona solare quando ripreso con un microscopio elettronico.

Come i virus che causano Mers e Sars, il nuovo agente virale è un virus Rna, il che significa che ha Rna anziché Dna come materiale genetico. Ciò significa che il virus si fonde con il Dna del suo ospite e quindi può mutare rapidamente.

Il coronavirus viene trasmesso attraverso l'aria e infetta principalmente il tratto respiratorio e gastrointestinale superiore di mammiferi e uccelli. Sebbene la maggior parte dei membri della famiglia dei coronavirus causi solo lievi sintomi simil-influenzali durante l'infezione possono infettare le vie aeree superiori e inferiori e causare gravi malattie respiratorie e altre complicazioni nell'uomo.

Questo nuovo 2019-nCoV provoca sintomi simili a Sars-CoV e Mers-CoV. Sfortunatamente, non esiste un vaccino approvato o un trattamento antivirale disponibile per l'infezione da coronavirus.

Il contrasto alla diffusione dell’epidemia
E mentre sale il bilancio dell'epidemia la misura per contenere la diffusione dell’epidemia è la quarantena. Dopo Whuan, una seconda città cinese, Huanggang, con 6 milioni di abitanti, è stata messa in isolamento. La città si trova a circa 60 chilometri di distanza da Wuhan, ritenuta il focolaio del virus e prima città in cui è stato disposto il blocco di tutti i trasporti ferroviari ed aerei.

Se nel passato era frequente creare un cordone sanitario intorno alle città per bloccare le epidemie, è la prima volta invece che si isola una città intera nella nostra epoca moderna.

«Misure come la quarantena e l'isolamento diretto del malato, inventate nel 1400 dalla Repubblica di Venezia, sono tuttora efficaci e nel caso della Sars hanno funzionato benissimo», spiega l'epidemiologo dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Gianni Rezza.

Anche all'epoca della Sars nel 2003 si fece molta quarantena, e furono decise restrizioni ai voli di Cina ed Estremo Oriente. «Si tratta di misure globali molto drastiche, ma importanti - continua Rezza - Nel caso di Wuhan credo sia una decisione saggia quella presa, perchè la città oltre ad essere un hub portuale, è anche un importante snodo fluviale e ferroviario. E visto che la maggior parte dei casi sono concentrati lì, in questo modo si può ridurre il rischio di diffusione dentro e fuori la Cina».

Nel corso di questi ultimi 17 anni, in cui si sono visti i virus spostarsi rapidamente da un paese all'altro, sono cambiate diverse cose nella gestione delle epidemie. «I sistemi di sorveglianza oggi sono più sensibili e rafforzati, le epidemie vengono identificate quasi subito - rileva l'epidemiologo - Con l'aviaria siamo stati in grado di seguire addirittura l'evoluzione molecolare del virus».

Nel caso della Sars il primo focolaio si ebbe in Cina nel novembre del 2002, ma il virus venne identificato a marzo del 2003 a Hong Kong. «Questo nuovo coronavirus invece - aggiunge - è stato isolato da laboratori cinesi, una settimana dopo dall'identificazione del focolaio, e un mese dopo probabilmente dai primi casi. Quello che invece non è cambiato è l'interfaccia uomo animale, visto che continuano ad esserci mercati con animali vivi, senza contare la densità abitativa delle megalopoli di oggi».

Per approfondire:
Coronavirus cinese, la cronaca

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