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Coronavirus, le società che lavorano al vaccino stanno volando in Borsa

Diverse aziende sono al lavoro per trovare il vaccino capace di sconfiggere il coronavirus. Nelle ultime sedute stanno sperimentando dei guadagni eccezionali in Borsa

di Vito Lops

Coronavirus, Univ. Hong Kong: da sabato 44mila contagi a Wuhan

Diverse aziende sono al lavoro per trovare il vaccino capace di sconfiggere il coronavirus. Nelle ultime sedute stanno sperimentando dei guadagni eccezionali in Borsa


2' di lettura

La soluzione tampone consiste nell’isolare le persone nelle aree contagiate. Ma la vera soluzione alla minaccia del coronavirus - l’infezione polmonare identificata per la prima volta il 31 dicembre a Wuhan, la più popolosa città della Cina centrale, e che da allora ha causato oltre 100 vittime a fronte di oltre 4.000 casi accertati di contagi in corso - sta nel vaccino.

Alla ricerca del vaccino
Su questo fronte ci sono diverse aziende al lavoro e, non a caso, nelle ultime sedute stanno sperimentando dei guadagni eccezionali in Borsa. La più vicina al vaccino sembra al momento Vir Biotechnologies, fino a poche ore fa una poco nota clinica specializzata nel settore immunologico basata a San Francisco. Da inizio anno le azioni della compagnia sono balzate del 97%, portando la capitalizzazione di mercato vicino ai 3 miliardi di dollari. Il rialzo è diventato più corposo nelle ultime ore dopo che l’azienda ha annunciato che «sta lavorando per verificare rapidamente se degli anticorpi monoclonali (mAb) si legano e neutralizzano il 2019-nCoV, conosciuto come il coronavirus di Wuhan».

In un comunicato la società ha reso noto che alcuni dei mAb sono in grado di aiutare a neutralizzare altri ceppi di coronavirus, portandola a credere che «potrebbero avere il potenziale per trattare e prevenire il coronavirus di Wuhan».

Rally di Borsa
Gli scienziati della Vir stanno inoltre pianificando di testare le capacità di screening basate sulle Crispr, famiglia di segmenti di Dna contenenti brevi sequenze ripetute presenti in determinati batteri, per identificare il recettore ospite che causa l'infezione, nella speranza che possa aiutare a risolvere il «problema crescente di salute pubblica».

«Siamo consapevoli della minaccia che questo agente patogeno presenta e stiamo utilizzando le nostre tecnologie per determinare se attualmente abbiamo, o possiamo identificare, terapie per neutralizzare questo virus -, ha dichiarato il ceo di Vir George Scangos -. Non sappiamo ancora se questi sforzi avranno successo, ma stiamo lavorando aggressivamente per scoprirlo».

Il rally borsistico coinvolge al momento anche altre tre aziende statunitensi: Inovio pharmaceuticals, Moderna e Novavax. La corsa al rialzo di questi titoli si è intensificata dopo che la “Coalizione for Epidemic Preparedness Innovations”, un'organizzazione non profit pubblica-privata con sede in Norvegia, ha annunciato che avrebbe fornito fino a 11 milioni di dollari in finanziamenti a Inovio e Moderna per sviluppare vaccini contro il coronavirus.

Da inizio anno Inovio guadagna il 61%, Moderna il 16%, Novavax il 113%. Tra un rialzo e l’altro (il rischio bolla finanziaria è elevato) la caccia al vaccino prosegue.

Per approfondire:
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