all’assemblea

Visco all’Abi: continuare a sostenere la fiducia di famiglie e imprese

Innescare un circolo virtuoso fra politica di bilancio e condizioni finanziarie è possibile

di Rossella Bocciarelli


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Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco (Ansa)

3' di lettura

Innescare un circolo virtuoso fra politica di bilancio e condizioni finanziarie è possibile: le decisioni sagge del governo italiano, che ha invertito la rotta accettando di rivedere le tendenze del deficit 2018 e la scelta della Commissione europea di non avviare la procedura ha permesso di attenuare le tensioni sui mercati azionari e ha fatto scendere sotto i 200 punti base lo spread. Muovendo da questa positiva constatazione, espressa alla presidenza del presidente del Consiglio e di quello della Repubblica, il Governatore della Banca d'Italia torna a consigliare ai policy maker italiani azioni concrete di riforma: servono sia un piano organico di misure per favorire investimenti e crescita delle aziende sia una strategia credibile di riduzione del debito pubblico.

Il suggerimento arriva durante l'Assemblea dell'Abi: se fuori dall'Europa per l'Italia non c'è futuro, come ribadisce il presidente dell'Associazione Antonio Patuelli, Ignazio Visco non perde però l' occasione per sollecitare nuovamente un'adeguata riflessione in sede europea sulle regole sulla gestione delle crisi bancarie introdotte nel 2014, a cominciare da quelle sul bail- in: quando vi sono rischi per la stabilità finanziaria, sottolinea il numero uno di Bankitalia, le soluzioni dovrebbero essere tali da consentire fonti esterne di finanziamento, anche in deroga al principio del salvataggio interno; e andrebbe ripensato anche lo stile di applicazione della normativa europea anti-aiuti di stato.

Quel che è sicuro è che nel mondo, in Europa e certamente nel nostro paese in questo momento non soffiano venti favorevoli per l'economia: se tutto va bene nell'Eurozona il Pil aumenterà quest'anno dell'1,2 per cento e dell'1,4 nel 2020. E quanto all'Italia, l'attività economica ristagna, dice Visco. Secondo le nuove stime Bankitalia, infatti, l'aumento del Pil sarà pari allo 0,1 per cento nel 2019 e a poco meno dell'uno per cento nella media del biennio successivo. Una previsione che si discosta leggermente da quella governativa, ricordata all'Abi dal ministro dell'Economia. Ma anche Giovanni Tria ha ammesso che esistono dei rischi al ribasso sulle stime: accanto ai problemi del nostro maggiore partener, la Germania, vi sono le tensioni geo-politiche internazionali e i rischi legati alla tenuta della domanda interna. Tanto più importante curare con attenzione la fiducia di famiglie e imprese: questa, dice Visco, potrebbe risentire di eventuali incertezze sulla politica di bilancio, che se sono state certamente fugate per quanto riguarda l'azione del 2019, sono ancora là, vive e vegete, per quanto concerne il 2020.

Dal canto suo la Banca centrale italiana, che del sistema europeo delle banche centrali è parte integrante, farà il suo dovere nel sostenere la scelta del consiglio direttivo della Bce di confermare il tono fortemente espansivo della politica monetaria e, se non ci saranno miglioramenti nel quadro macro, anche di ricorrere a nuove misure. Del resto c'è chi, come ad esempio il centro studi Ref di Milano, ha provveduto a calcolare l'ammontare del sostegno indiretto offerto negli anni della grande crisi ai bilanci statali dalle banche centrali nazionali dell'eurozona, attraverso l'acquisto sul mercato secondario dei titoli pubblici e attraverso gli interessi retrocessi al Tesoro.

Per l'Italia, il costo medio del debito è passato dal 4,17 per cento nel 2007 al 2,80% del 2018, con un risparmio annuo sull'onere per interessi del debito pubblico pari a 45,8 miliardi; quanto agli interessi retrocedibili, si va da 3,7 miliardi nel 2007 a 11,2 miliardi nel '18. La politica monetaria ultra-espansiva ha quindi aumentato di molto i margini di manovra del bilancio pubblico. Adesso, è essenziale che questi margini di manovra siano utilizzati al meglio.

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