AnalisiL'analisi si basa sulla cronaca che sfrutta l'esperienza e la competenza specifica dell'autore per spiegare i fatti, a volte interpretando e traendo conclusioni al servizio dei lettori. Può includere previsioni di possibili evoluzioni di eventi sulla base dell'esperienza.Scopri di piùL’INTERVENTO SUL MES

Visco in audizione: negoziare in Europa, ma guai a isolarsi

Il Governatore ha spiegato che la riforma in gestazione non prevede né annuncia un meccanismo di ristrutturazione dei debiti sovrani; e ha ricordato che anche la verifica della sostenibilità del debito prima della concessione degli aiuti è già prevista dal Trattato vigente

di Rossella Bocciarelli

Cosa è il Mes, il meccanismo europeo di stabilità

3' di lettura

Tecnico ma in buon italiano, il discorso del Governatore Visco può essere utilizzato, per chi abbia voglia davvero di difendere la posizione italiana in Europa, come un baedeker per le scelte di fondo.

Visco ha spiegato che per contare in Europa serve continuità: bisogna andare, per esempio, come ha fatto lui, a fare un’intervista con Handelsblatt per convincere i populisti tedeschi, ma anche altri banchieri centrali nord europei, che non è vero che i tassi d’interesse ultra-bassi servono solo ad avvantaggiare un paese ad alto debito come l'Italia; e che la manovra di acquisto dei titoli di Stato sul mercato secondario rientra a pieno titolo nello strumentario di una banca centrale.

Bisogna ricordare ai colleghi delle istituzioni finanziarie internazionali, presso i quali l’idea di regole automatiche da applicare a chi ha debiti elevati tende immancabilmente a risorgere, che è sempre necessario evitare di correre il rischio di innescare la crisi che s’intende calmierare.

Serve una visione di fondo
E poi, bisogna essere presenti nei momenti topici e tenere la guardia alta nelle trattative, anche quelle di dettaglio. Infine, occorre avere una visione di fondo: quella, da lui ribadita anche nelle Considerazioni finali dello scorso maggio, secondo la quale per l’Italia non c’è futuro al di fuori dell’Europa; ma il nostro, che è un grande paese, può e deve far valere le sue posizioni, al momento opportuno, cioè quando i negoziati entrano nel vivo.

Per quanto riguarda ciò che oggi è sul tappeto, Visco ha spiegato che la riforma in gestazione non prevede né annuncia un meccanismo di ristrutturazione dei debiti sovrani; e ha ricordato che anche la verifica della sostenibilità del debito prima della concessione degli aiuti è già prevista dal Trattato vigente. È, in definitiva, positiva, perché evita anche all’Italia i rischi di un contagio e contribuisce, quindi, a evitare strappi dello spread. Un rialzo del termometro da scongiurare ad ogni costo, sapendo che le parolo sui mercati hganno un peso.

E si tratta di una clausola a tutela del Mes di cui l’Italia è il terzo principale finanziatore, mentre viene confermata l’esclusione di un eventuale meccanismo per la ristrutturazione. Dunque, dal lato dei crediti la proposta garantisce l’Italia.

Il fondo Mes, ecco le cifre sottoscritte dall'Italia e dagli altri Paesi aderenti

Klaus Regling, direttore generale dell’Esm ha troppi poteri? No, secondo Visco: il trattato non innova, dice che Klaus Regling ha gli stessi diritti di Christine Lagarde. Però io credo, ha sottolineato, che si debba dare conto a livello comunitario e che in Europa ci sia qualche attenzione in più da dedicare alla questione della trasparenza o accountability. Soprattutto, è tornato a ribadire, è indispensabile proseguire in maniera credibile nel processo di consolidamento delle pubbliche finanze, e la strada maestra per l’Italia è la riduzione dell'incidenza del debito pubblico sul prodotto, ritrovando la strada della crescita, cosa che il nostro Paese non riesce a fare da circa vent’anni.

Trattativa dura sull’Unione bancaria
Secondo il Governatore la riforma del Mes avrà per noi vantaggi, anche se modesti. Ha però osservato di essere stupito della grande attenzione prestata alla riforma del MES e di quella invece, assai scarsa, alla proposta tedesca sull’Unione bancaria, che ricalibra il rischio sui titoli di Stato nei portafogli delle banche. Su questo occorrerebbe dare un mandato forte al ministro dell’Economia. Io sono contrarissimo, ha ricordato, a dare una ponderazione positiva, perché qui davvero si mette in dubbio il rischio- paese. Inoltre, l’Unione bancaria andrebbe completata con un più efficace meccanismo di gestione delle crisi di tutti gli intermediari, anche quelli medio piccoli, nonché con una vera assicurazione dei depositi.

Puntare sul safe asset
Tuttavia, poiché in Europa le cose si debbono negoziare, perché non possiamo essere sempre l'unico paese deviante, si potrebbe concedere in prospettiva di considerare che i limiti di concentrazione sui titoli pubblici detenuti dalle banche, non differenziati fra i debitori sovrani e in ogni caso con una franchigia iniziale sufficientemente elevata. Ma solo se, contestualmente, l'eurozona decidesse di dotarsi del safe asset comune, cioè, di un fondo europeo di ammortamento del debito che emetta Eurobond e che riduca quindi il rischio di liquidità per stati ad alto debito. Uno strumento senza il quale il processo di diversificazione dei portafogli delle banche non potrebbe svolgersi in modo ordinato.

Per approfondire:
Mes, l'Eurogruppo gela l'Italia: il testo non si cambia. Bankitalia: giusta direzione
Mes, cos'è e come funziona il Fondo salva Stati

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