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Visco difende la Bce ma attenzione agli effetti collaterali dei tassi negativi

Per il governatore della Banca d’Italia, la politica monetaria decisa<br/>da Francoforte è «appropriata». Ma deve essere accompagnata da una «politica di bilancio efficace, soprattutto nei Paesi dove questo è possibile»

di Gianluca Di Donfrancesco


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3' di lettura

Washington - Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, difende le scelte di politica monetaria adottate dalla Bce, ma sottolinea i rischi che possono arrivare dai tassi negativi. Visco è intervenuto giovedì 17 all’assemblea annuale dell’Institute of International Finance a Whashington. Dove ha affermato di non credere che ci siano problemi per l’Italia «dalla politica monetaria, che resterà molto espansiva per molto tempo».

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Visco ha sottolineato che «i tassi di interesse negativi sono una delle misure non convenzionali, forse la più non convenzionale delle misure che le banche centrali possono prendere». Il governatore ha richiamato l’attenzione sugli effetti di secondo ordine che queste decisioni potrebbero avere e ha aggiunto di ritenere più efficace l’acquisto dei titoli.

Per ora, ha detto Visco, i profitti delle banche non hanno risentito troppo,perché sono aumentati i prestiti e ciò ha permesso una compensazione. A lungo andare, tuttavia, la redditività finirebbe per soffrirne. Meglio non spingersi «troppo oltre su questa strada». Profitti troppo bassi per alcuni intermediari finanziari, ha sottolineato Visco «possono portare a una contrazione del credito». Per ora, ha sottolineato a margine dell’intervento parlando con i giornalisti,«non mi pare che ci sia nessuna banca che ancora impone tassi negativi sulla clientela». L’ipotesi è stata lanciata nei giorni scorsi dal Ceo di UniCredit, Pierre Mustier.

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Il rischio che le politiche monetarie ultraespansive possano compromettere la stabilità dei mercati finanziari è stato più volte segnalato dall’Fmi, durante i meeting anuali in corso a Washington. È il rovescio della medaglia degli interventi delle Banche centrali, che «hanno fatto del loro meglio», attenuando gli effetti della guerra dei dazi sull’economia mondiale. Senza di loro, secondo l’Fmi, la frenata sarebbe ancora più forte.

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«La politica monetaria - ha affermato Visco - deve essere agevolata anche da una politica di bilancio efficace, soprattutto nei Paesi dove questo è possibile perché c’è quello che si chiama un ampio spazio fiscale». È, questo, un altro dei temi ricorrenti dei meeting del Fondo:«La politica monetaria non può essere the only game in town», hanno affermato il capo-economista dell’Fmi, Gita Gopinath, e il direttore generale, Kristalina Georgieva.

Visco ha poi fatto riferimento alle recenti polemiche sulla Bce e su Mario Draghi: «La disputa all’interno del board è stata sugli strumenti. E su questo si può anche discutere. Io preferirei che le discussioni fossero all’interno del consiglio, eventualmente anche assegnando le responsabilità delle opinioni ai singoli membri del consiglio, anziché aver luogo al di fuori, in questo modo un pochino episodico e anche non tanto bello da vedere».

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Sull’Italia, Visco ha anche ricordato che il debito pubblico è già alto: «Raccomanderei di non aumentarlo». Tuttavia, il governatore ha anche ribadito che l’indebitamento delle famiglie e delle imprese è invece basso. E ha affermato che, considerata a la profondità della crisi economica che ha investito il Paese negli ultimi dieci anni, è «stupefacente» che il sistema bancario abbia sostanzialmente tenuto, fatta eccezione per alcuni istituti.

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