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Visco: «Crisi pesantissima, conseguenze incerte. Essenziale supporto politiche bilancio»

Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, nel suo intervento alla riunione dell'Esecutivo Abi, ha chiesto alle banche di non rinviare l'emersione di perdite altamente probabili e di continuare a preservare adeguati livelli di patrimonializzazione.

di Andrea Gagliardi

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(ANSA)

Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, nel suo intervento alla riunione dell'Esecutivo Abi, ha chiesto alle banche di non rinviare l'emersione di perdite altamente probabili e di continuare a preservare adeguati livelli di patrimonializzazione.


3' di lettura

«Le conseguenze della gravissima crisi globale causata dalla diffusione del nuovo coronavirus sono ancora molto difficili da valutare. La portata di questo evento senza
precedenti nella storia recente è evidente nei costi che tuttora produce in termini di vite umane, di relazioni sociali, di risultati economici. L'incertezza sulle prospettive incide negativamente sulle decisioni di spesa delle famiglie e delle imprese; nonostante una
recente, leggera, tendenza al miglioramento, la fiducia rimane, non solo in Italia, su valori molto bassi». Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco ha aperto così il suo intervento alla riunione dell'Esecutivo Abi.

Visco: verso trimestre migliore di stime

Nel complesso, va registrato ad ogni modo che «anche grazie alle misure di stimolo della domanda, monetarie e di bilancio, il rafforzamento della congiuntura nel trimestre in corso potrebbe essere lievemente migliore di quanto delineato in luglio nello scenario di base delle nostre previsioni». Al momento, gli andamenti restano a grandi linee coerenti con il risultato per l'anno prefigurato in quello scenario: «una caduta del PIL di poco inferiore al 10 per cento, con una successiva, molto graduale, ripresa».

«Essenziale supporto politiche bilancio»

In questo scenario Visco ha rilevato che «resta essenziale il supporto delle politiche di bilancio, a livello sia nazionale sia europeo». «I provvedimenti in favore delle famiglie e delle imprese - ha aggiunto - continueranno a essere cruciali per alleviare i problemi di liquidità, sostenere la domanda aggregata, lenire il disagio sociale e contrastare l’ampliamento delle disuguaglianze. Per ridurre l'incertezza e porre le basi per il ritorno a una crescita stabile e sostenuta dell'economia e dell'occupazione, la soluzione dei problemi sanitari e le necessarie misure di stabilizzazione macroeconomica vanno però accompagnate da interventi risoluti sul piano delle infrastrutture, non solo materiali».

«Serve ritorno presto a sentiero crescita accanto a emergenza»

Le condizioni delle banche, la loro capacità di erogare prestiti e servizi finanziari non possono non risentire dell'andamento dell'economia. Anche per questo «è importante che interventi volti a promuovere il ritorno a un sentiero di crescita sostenuta, equilibrata e duratura accompagnino al più presto le misure adottate nell'emergenza per contenere le conseguenze della crisi determinata dalla pandemia».

«Banche non rinviino emersione perdite crediti»

Dal canto loro, è necessario che le banche usino con attenzione la “flessibilità” sui crediti deteriorati prevista dalle norme ma «senza rinviare l'emersione di perdite altamente probabili e si continuino a preservare adeguati livelli di patrimonializzazione». Per il governatore della Banca d'Italia le banche, infatti, «devono proseguire con rinnovato vigore nell’azione di rafforzamento istituzionale, organizzativo e patrimoniale. Si tratta di un presupposto fondamentale «per affrontare con successo le sfide poste dai cambiamenti intervenuti nei mercati, nella tecnologia e nella regolamentazione, per rispondere ai ritardi accumulati negli anni passati, aggravati oggi dal contraccolpo della crisi scatenata dalla pandemia».

«Fusioni banche non obiettivo ma aumento efficienza»

In questo contesto le aggregazioni tra banche «non sono un obiettivo in sé; se attuate in presenza di un solido piano industriale sono tuttavia uno dei pochi strumenti a disposizione delle banche, insieme con la creazione di consorzi e accordi tra intermediari, per aumentare l'efficienza e la possibilità di operare con successo sul mercato». E questo perché per molti intermediari «le limitate dimensioni, insieme con la loro prevalente specializzazione, spesso non consentono di effettuare i necessari investimenti in tecnologia, innovare prodotti e processi, sfruttare economie di scala e di diversificazione».

«Banca pubblica? Meglio una Pa efficiente»

L’ipotesi di uno 'polo bancario pubblico' aggregando sotto lo Stato le banche in crisi, invece, non piace al governatore della Banca d'Italia che ricorda le “inefficienze” delle esperienze passate e sottolinea come «l'economia italiana beneficerebbe più di una pubblica amministrazione efficiente, di infrastrutture adeguate, di investimenti in innovazione e conoscenza». Occorre soprattutto mirare a che «banche che svolgono attività di natura commerciale operino al meglio sul piano organizzativo e gestionale, rispondendo con efficacia e trasparenza alla domanda di credito e di allocazione del risparmio di imprese e famiglie».

«Importanza storica Next Generation Ue, occasione da non perdere»

Quanto alla decisione europea di costituire un fondo volto a garantire il benessere delle “nuove generazioni” «è un passo avanti di importanza storica». Con le risorse del programma Next Generation EU bisogna concentrarsi in Italia «su quegli interventi in grado di farci recuperare i ritardi strutturali che più hanno ostacolato, e ancora ostacolano, la ripresa della crescita e la creazione di occasioni di lavoro, qualificate e stabili». Il programma Next Generation EU, insomma, «rappresenta una occasione importante, da non perdere. I benefici che l'Italia potrà trarne dipenderanno dalla capacità di proporre interventi mirati e coerenti con gli obiettivi e i requisiti del programma e di attuarli in tempi rapidi e senza sprechi. Si potranno così anche porre le condizioni per conseguire un progressivo e continuo riequilibrio dei conti pubblici, evitando che il maggiore indebitamento finisca per aggravare i problemi del Paese, anziché alleviarli».


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