l’ISTITUTO DI VIA NAZIONALE

Visco verso la conferma, oggi la lettera di Gentiloni

di Davide Colombo e Emilia Patta


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(ANSA)

3' di lettura

Ig nazio Visco verso la conferma per altri sei anni alla guida della Banca d’Italia. Salvo colpi di scena dell’ultima ora pur sempre possibili, è questa la strada tracciata dal premier Paolo Gentiloni in accordo con il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Uno schermo istituzionale alzato da Palazzo Chigi e Colle a tutela della nomina al vertice di Bankitalia dai detriti della polemica politica. Resta la vicenda della mozione voluta dal Pd e approvata dalla Camera la scorsa settimana con la quale si chiedeva di fatto discontinuità. Una vicenda nella quale «l’80% del Parlamento» ha di fatto chiesto un cambio di passo, come nota Matteo Renzi in serata.

Il leader del Pd è stato tenuto al corrente in questi giorni dal premier, e da entrambe le parti si assicura che i rapporti sono rimasti ottimi («fraterni», dice Renzi) e che non ci saranno ripercussioni. Ma è chiaro che sulla vicenda di Bankitalia sono emerse due linee opposte, come ammette lo stesso Renzi: quella del premier più istituzionale, la sua più politica.

Quello che il Pd aveva da dire sulla «mancanza di vigilanza» nelle crisi bancarie degli ultimi anni lo ha detto. Né Renzi sembra voler mollare la presa, a cominciare dai lavori della commissione di inchiesta sulle banche da poco istituita. Basta ascoltare il presidente del Pd Matteo Orfini, membro della commissione. «Serve discontinuità e lo dice l’80% del Parlamento. Forse la forzatura non è dirlo, ma non tenerne conto», dice Orfini. Poi, con riferimento all’audizione di ieri del procuratore capo vicentino Antonio Cappelleri sulla vicenda delle banche venete, fa capire il tono che può assumere l’imminente campagna elettorale del Pd: «Ci siamo ritrovati come consulenti delle banche che dovevano controllare anche persone con un ruolo rilevante in Banca d’Italia, con un sistema di porte girevoli discutibile» (si veda l’articolo in pagina).

Quanto ai tempi della ormai probabile conferma di Visco, la lettera del premier Paolo Gentiloni con il nome designato per la carica di governatore della Banca d’Italia dovrebbe arrivare oggi a palazzo Koch, mentre la deliberazione del Consiglio dei ministri rimane attesa per venerdì. Un atto che dovrà essere comunque preceduto dal parere del consiglio superiore della Banca d’Italia, l’organo cui spetta l’amministrazione generale nonché la vigilanza sull’andamento della gestione e il controllo interno della Banca. La convocazione non è ancora partita ma sono previsti tempi strettissimi per questo vaglio, che spetta ai tredici consiglieri superiori guidati dal consigliere più anziano, Ignazio Musu.

Questi passaggi formali, previsti dalle regole per la nomina del governatore introdotte nel 2005, sono stati ricordati ieri dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, rispondendo a un’interrogazione di M5S: «Le decisioni della presidenza del consiglio saranno basate sulle prerogative di legge ed ispirate alla salvaguardia dell’autonomia dell’istituto». Questo ha fatto ritenere a diversi osservatori che, nel caso in cui prevalesse in corner l’opzione di un ricambio al vertice in Banca d’Italia, vi sarebbe in prima fila il nome di Salvatore Rossi, attuale direttore generale. Anche se nella giornata di ieri è circolata anche l’ipotesi di nominare come successore di Visco l’ex ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni.

Visco oggi sarà impegnato a Francoforte nell’importantissima riunione del Consiglio direttivo della Bce che darà il via alla graduale riduzione del programma di acquisto di titoli di Stato. Una scelta cui i mercati guardano con particolare attenzione e alla quale si arriverà, come ha spiegato Visco in un’intervista al WSJ rilasciata dieci giorni fa a Washingon, sulla base degli ultimi dati analizzati dalla Bce sul fronte monetario e macroeconomico.

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