i 100 anni dell'abi

Visco: urgente consolidamento delle banche minori

Il Governatore di Bankitalia sollecita per l'Italia «un piano organico, chiaro e coerente di misure e riforme orientate a favorire investimenti e crescita delle aziende, soprattutto di quelle innovative». «Abbiamo già indicato la revisione organica della spesa pubblica e delle spese fiscali come la via maestra per contenere il deficit - rassicura il ministro dell'Economia Giovanni Tria - e, con modalità da definire nei prossimi mesi, creare spazi fiscali per la riforma dell'Irpef», rassicura il ministro». «A tal fine - conclude - sarà necessaria una gestione oculata della manovra di bilancio


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3' di lettura

Lo scampato pericolo dell'avvio di una procedura di infrazione Ue per disavanzo eccessivo ha attenuato «le tensioni sul mercato dei titoli di Stato italiani». Ma «per consolidare questi risultati e ridurre ulteriormente il costo del debito pubblico» mette in guardia il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, «l'orientamento prudente della politica di bilancio andrà confermato in un quadro di più lungo periodo». Un altro alert riguarda il consolidamento delle banche minori: «Vanno rapidamente avviati lavori propedeutici per muovere in quella direzione, definendo progetti di interesse comune in materie quali l'innovazione tecnologica, la condivisione delle attività di supporto e dei relativi costi, lo sviluppo di sinergie nell'offerta dei servizi».

Il ministro dell'Economia Giovanni Tria, interventuto dopo Visco, prende anche lui spunto dalla mancata procedura di infrazione Ueper rivendicare la «realtà dei fatti e delle azioni» che hanno fatto «sfumare» i «dubbi immotivatamente diffusi sulla coerenza delle politiche del nuovo governo con il quadro delle regole europee». Superati anche i dubbi «sulla ferma volontà del governo di mantenere l'Italia nel posto che le compete nel quadro di un'Europa più attenta agli squilibri sociali e al perseguimento di una crescita più equilibrata».

Per il resto, la linea della politica economica prospettata da Tria ricalca quasi alla lettera quella auspicata da Patuelli e da Visco. «Abbiamo già indicato la revisione organica della spesa pubblica e delle spese fiscali come la via maestra per contenere il deficit e, con modalità da definire nei prossimi mesi, creare spazi fiscali per la riforma dell'Irpef», rassicura il ministro. Poi aggiunge che «a tal fine sarà necessaria una gestione oculata della manovra di bilancio. La chiave per massimizzare l'impatto della riforma fiscale sull'economia e l'occupazione è, infatti, la sua sostenibilità finanziaria oltre che economica e sociale».

Davanti all'assemblea Abi, riunita a Roma per festeggiare i 100 anni dalla fondazione dell'associazione, il Governatore ricorda che lo spread rispetto ai titoli tedeschi «supera ancora di circa 70 punti i valori non bassi prevalenti nell'aprile del 2018. Rispetto alla Spagna, che come l'Italia ha fortemente risentito della crisi dei debiti sovrani, il differenziale di rendimento è di oltre 120 punti; era attorno a mezzo punto percentuale nell'aprile dello scorso anno». «Se il calo dello spread continuasse e il costo del debito scendesse sotto il tasso di crescita nominale del Pil - aggiunge Visco - come già è avvenuto negli altri paesi dell'area dell'euro, sarebbe più facile ridurre l'incidenza del debito sul prodotto».

«Nonostante il lieve miglioramento nel primo trimestre di quest'anno, in Italia l'attività economica ristagna, risentendo soprattutto della perdita di vigore del ciclo industriale», sottolinea ancora Visco. Poi, anticipando le proiezioni del Bollettino economico che la Banca d'Italia diffonderà nel pomeriggio spiega che la proiezione centrale contenuta nel documento relativa alla crescita del Pil «è pari allo 0,1 per cento nel 2019 e a poco meno dell'1 nella media del biennio successivo». Su queste stime «pesano rischi connessi sia con gli sviluppi internazionali sia con la domanda interna. La fiducia di famiglie e imprese potrebbe risentire di incertezze sulla politica di bilancio, dissipate per l'anno in corso ma ancora vive per il successivo».

Rivolgendosi al premier Giuseppe Conte e al capo dello Stato Sergio Mattarella, seduti in prima fila, Visco sollecita per l'Italia «un piano organico, chiaro e coerente di misure e riforme orientate a favorire investimenti e crescita delle aziende, soprattutto di quelle innovative». Un piano che «deve accompagnare una strategia credibile per la riduzione
del peso del debito pubblico». I mercati, nota il Governatore, hanno «risposto positivamente alle recenti decisioni del Governo italiano e della Commissione europea; è la dimostrazione che è possibile innescare un circolo virtuoso tra politica di bilancio e condizioni finanziarie dal quale può derivare un impulso forte e duraturo all'attività economica».

In un altro passaggio, Visco evidenzia come le «situazioni più problematiche» tra le banche italiane di minore dimensione «sono state gestite attraverso soluzioni di mercato che hanno permesso di tutelare la stabilità finanziaria e di salvaguardare i depositanti». Oggi tuttavia, «nell'attuale contesto di mercato, l'appetibilità degli investimenti nel capitale delle banche minori si è sensibilmente ridotta». Le operazioni di ristrutturazione degli istituti di credito «sono divenute più difficili, anche per la percezione di una maggiore incertezza circa il loro possibile esito». Per le piccole banche italiane «resta fondamentale la costituzione di un assetto di governance equilibrato, in grado di evitare conflitti di interesse e rispondere all'obiettivo di finanziare l'economia reale in condizioni di piena efficienza e di adeguata redditività».

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