Assemblea annuale Abi

Visco: dalla pandemia le sfide per le banche, più efficienza e attenzione ai costi. I segnali di ripresa delle sofferenze

L’intervento del Governatore della Banca d’Italia: il sistema è solido, ha reagito meglio della precedente crisi

di Carlo Marroni

Il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco (foto Reuters)

4' di lettura

Le banche italiane hanno reagito complessivamente bene alla pandemia, e le condizioni sono migliori della crisi precedente del 2011-2012. Ma ci sono segnali di ripresa delle sofferenze, e qualche piccola banca potrebbe andare in crisi. In generale la Banca d'Italia – che sta valutando anche possibili soluzioni a crisi di intermediari medio-grandi – monitora il processo di aggregazione tra banche, non per guidarlo ma per rendere efficace il processo.

Nella sua relazione all'assemblea annuale dell'Abi, il Governatore Ignazio Visco, analizza tutti i punti critici del sistema. Avverte sui rischi – in particolare sul Fintech – e richiama alle scelte che ancora deve essere fatte da molti istituti, sul fronte dell'efficienza, della riduzione dei costi (le piccole per il personale, in particolare), che del governo societario, e sui rischi che arriveranno dal cambiamento climatico. Inoltre prosegue la forte crescita dei depositi bancari.

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Nei prossimi mesi incremento degli npl

Nel primo trimestre il Roe è salito al 9 per cento, dall'1 registrato nello stesso periodo del 2020. Oltre che i maggiori profitti dell'attività di negoziazione – ha detto Visco - favoriti dal drastico calo dei premi al rischio sui titoli di Stato, l'aumento riflette la riduzione delle rettifiche di valore su crediti, concentrata in quelle banche che più avevano svalutato i prestiti nel primo trimestre dello scorso anno. Nei prossimi mesi la probabile emersione di nuove perdite su crediti potrebbe riportare il Roe su valori più contenuti. «L'aumento dei nuovi crediti deteriorati dovrebbe tuttavia risultare inferiore a quanto osservato in precedenti episodi recessivi, in virtù delle misure di sostegno adottate dal Governo, dei bassi tassi di interesse connessi con l'orientamento ancora molto espansivo della politica monetaria e delle buone prospettive economiche. Segnali di deterioramento della qualità del credito provengono dalla dinamica dei prestiti in bonis facenti capo a debitori per i quali è stato rilevato un incremento rilevante del rischio di credito che alla fine di marzo avevano raggiunto il 10,3 per cento del totale, a fronte dell'8,7 della fine del 2019. Per le banche italiane classificate come significative ai fini di vigilanza la quota era pari all'11,2 per cento, quasi 4 punti percentuali in più rispetto alla media delle corrispondenti banche europee».

Condizione patrimoniale solida. Il nodo della giustizia civile

La condizione patrimoniale delle banche si mantiene solida: dopo essere salito dal 14 al 15,5 per cento nel corso del 2020, nel primo trimestre di quest'anno il rapporto tra il capitale di migliore qualità e gli attivi ponderati per il rischio è rimasto sostanzialmente stabile. Analogamente, il flusso dei nuovi prestiti deteriorati in rapporto al totale dei crediti non ha registrato variazioni, mantenendosi all'1,1 per cento, un valore di due decimi superiore al minimo toccato nel terzo trimestre dello scorso anno. Nei bilanci bancari è leggermente aumentata, dell'1,5 per cento, la consistenza dei crediti deteriorati. Nei prossimi anni la gestione dei crediti deteriorati, inclusa la scelta se cederli sul mercato o mantenerli in bilancio, sarà anche influenzata dalle riforme programmate sul fronte della giustizia civile.

«Seguiamo il processo di aggregazione, non per guidarlo»

«Siamo impegnati nella valutazione delle possibili soluzioni ai casi di crisi che riguardano alcuni intermediari di medie-grandi dimensioni, attualmente alle prese con processi di recupero e risanamento che le difficili condizioni economiche sperimentate negli ultimi anni hanno contribuito a rendere ancora meno agevoli» ha specificato Visco. «Le difficoltà indotte dalla pandemia acuiscono le pressioni sul settore bancario, spinto, in Italia come altrove, a rivedere i modelli di attività per renderli più sostenibili e adeguati ai profondi cambiamenti in atto - ha aggiunto -. A queste sfide gli intermediari stanno rispondendo anche attraverso piani di ristrutturazione e possibili operazioni di aggregazione». Ebbene: «Seguiamo da vicino questo processo - ha assicurato - anche nell'ambito dell'Eurosistema, non certo per guidarne l'esito secondo programmi prestabiliti, ma per assicurare che esso conduca a intermediari più solidi e, quindi, maggiormente in grado di sostenere l'economia e favorirne il ritorno su un sentiero di crescita elevata e duratura».

Depositi delle famiglie a 900 miliardi, imprese 460. «Indirizzarli all’economia»

Un altro dato si consolida: il forte incremento dei prestiti e la riduzione dei consumi hanno determinato un significativo aumento dei depositi. Lo scorso maggio quelli delle imprese avevano raggiunto quasi 460 miliardi, quelli delle famiglie 900, rispettivamente il 16 e il 7 per cento in più rispetto a dodici mesi prima, ha detto Visco. I depositi delle imprese, la cui forte crescita riflette la domanda di liquidità durante la crisi pandemica, sono destinati a ridursi con l'uscita dall'emergenza. “Le banche potranno contribuire al necessario riequilibrio della struttura finanziaria delle imprese proponendo alla clientela, nel rispetto attento della normativa a tutela dell'investimento al dettaglio, prodotti di risparmio gestito che consentano di indirizzare le risorse verso l'attività produttiva, anche sotto forma di capitale di rischio”. Per il Governatore i depositi bancari accumulati dalle imprese durante la pandemia potranno essere utilizzati nei prossimi mesi attraverso prodotti di risparmio gestito «verso l’attività produttiva anche sotto forma di capitale di rischio». Alle banche è richiesto «al necessario riequilibrio della struttura finanziaria delle imprese proponendo alla clientela, nel rispetto attento della normativa a tutela dell’investimento al dettaglio, prodotti di risparmio gestito».


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