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Visco, ripresa e soluzione banche dissipano rischi sistema Italia

di A. Gagliardi e L. Di Pillo


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Il presidente dell'Abi Antonio Patuelli (a sinistra) e il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco

5' di lettura

«La soluzione delle situazioni aziendali dissestate e la ripresa economica stanno dissipando i rischi sulla tenuta del sistema». Parola del Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, nel suo intervento questa mattina all'assemblea dell'Abi (associazione bancaria italiana). Visco ha sottolineato come «il giudizio dei mercati sulle prospettive delle banche italiane e' migliorato negli ultimi mesi, riflettendosi in una robusta ripresa dei prezzi delle azioni». Tuttavia, aggiunge «rimane molto da fare per raggiungere una configurazione del settore in cui le banche siano in grado di generare utili adeguati a sostenere livelli di patrimonializzazione richiesti dalle regole a tutela della stabilita' dei singoli intermediari e del sistema nel suo complesso». Insomma «la ripresa dell'economia si è rafforzata» ma «per cancellare l'eredità della crisi più grave e profonda della storia serve più di una ripresa congiunturale» l’osservazione del Governatore.

Visco ha sottolineato alla platea di banchieri e imprenditori che in Italia «lo sviluppo è frenato dalle rigidità e dalle inefficienze del contento in cui operano le imprese, dalla debole dinamica della produttività. Va proseguito - è stato l'invito del Governatore - il processo di riforma, che richiede impegno da parte di tutti, lungimiranza e interventi volti a lenire i costi della transizione». Il giudizio dei mercati sulle prospettive delle banche italiane «è migliorato negli ultimi mesi - ha osservato - riflettendosi in una robusta ripresa dei prezzi delle azioni».

Visco, bad bank acquisti Npl a valori economici reali
Il Governatore di Banca d’Italia è tornato anche sulla società nazionale di gestione degli attivi (Bad bank) discussa in questi giorni all'Ecofin . È una misura «potenzialmente utile purché rapidamente definita» ha detto Visco e per avere successo «il prezzo di trasferimento degli attivi non dovrebbe essere troppo distante dal loro reale valore economico». L'adesione delle banche «dovrebbe avvenire su base volontaria».

Il Governatore ha inoltre auspicato «una pausa nel processo di cambiamento delle regole» che a livello europeo e internazionale riguardano il sistema bancario. Nel suo intervento all'assemblea Abi ha richiamato le nuove regole che hanno modificato il contesto in cui operano le banche, da Basilea 3 alle nuove regole europee sulle «passivita' destinate ad assorbire le perdite in caso di crisi» fino alla «nuove regole contabili sulla svalutazione dei prestiti». Le banche rischiano di non riuscire a «far fronte a queste pressioni» ha detto il Governatore e per questo servirebbe appunto una pausa grazie alla quale «consolidare l'adattamento al nuovo sistema ma anche per evitare che l'incessante produzione di norme divenga fonte di incertezza e di freno all'attivita' bancaria». Il Governatore ha rimarcato la mancanza di un’ azione di coordinamento per la gestione delle crisi.

«La gestione delle crisi bancarie è oggi affidata a una molteplicità di autorità e istituzioni indipendenti; manca un'efficace azione di coordinamento che
definisca le priorità e guidi l'utilizzo dei margini di discrezionalità che la normativa riconosce. Lo testimoniano anche le difficoltà emerse nell'individuare una soluzione per la crisi delle banche venete. Occorre inoltre stabilire precise modalità con cui dare conto delle decisioni prese» l’invito di Ignazio Visco.
Visco,vigilanza non può sostituire decisioni banchieri
«Le autorità di vigilanza - ha tuttavia aggiunto - non possono sostituirsi agli amministratori delle banche nella definizione delle decisioni di impresa» il cui compito secondo Visco è «richiamare i responsabili delle scelte strategiche a valutare opportunità e rischi del nuovo contesto».

Poi il riferimento a Mps

Il piano di ristrutturazione del Monte «potrà consentire un duraturo ritorno a un'adeguata redditività» ha detto Visco ricordando che l'iter della ricapitalizzazione precauzionale da 8,1 miliardi «va completato entro l'inizio di agosto con l'emanazione dei decreti ministeriali di attuazione». La ricapitalizzazione precauzionale approvata dalla Commissione Ue «ha evitato le conseguenze, assai gravi, di una risoluzione». Sui crediti deteriorati «le operazioni di cessione o cartolarizzazione attualmente in corso determineranno
- ha chiarito Visco - un'ulteriore marcata flessione della consistenza delle esposizioni deteriorate nette: nei prossimi dodici mesi la loro incidenza potrà scendere al di sotto dell'8%».

Visco, urgente un ritorno alla redditività per gli istituti di credito

Le banche italiane devono recuperare redditività dopo cinque anni con un Roe «pressoche' nullo» e per farlo devono attuare misure drastiche. Una ricetta, quella di Visco fatta di «ulteriori, decisi progressi nella riduzione dei costi, nell'adozione di forme efficaci di governo societario, nelle operazioni di aggregazione». Visco ha chiesto anche alle banche di investire per affrontare la sfida del cambiamento tecnologico.

Sul tema banche il presidente dell’Abi Patuelli aveva sottolineato il valore del salvataggi fatto dal Governo. «I recenti provvedimenti governativi in coordinamento con le autorità europee hanno eliminato i rischi sistemici dal mondo bancario italiano» ha detto Patuelliin riferimento a Mps e banche venete. Per il numero uno dell’Abi con le misure previste dal “salva banche” si «è intrapresa una svolta rispetto alle risoluzioni, per la stabilità delle banche e la fiducia verso il risparmio investito nel mondo bancario e produttivo con interventi pubblici complessivamente molto più limitati di quelli degli altri paesi europei».

Patuelli: aggregazioni potranno prevenire nuove crisi
Le aggregazioni bancarie «potranno servire per prevenire altre eventuali crisi» e l’Italia vedrà a inizio 2018 un «numero molto basso in assoluto e rispetto alle
medie europee di 115 gruppi bancari e banche singole indipendenti, oltre alle succursali di banche estere» ha aggiunto Patuelli, secondo il quale bisogna
fare attenzione «a non estremizzare e non comprimere l’indispensabile concorrenza nei mercati locali dove il 95% delle imprese ha meno di dieci dipendenti». Anche sul fronte degli sportelli Patuelli ha notato come nel 2016 si siano ridotti della cifra record di 1231 e «calano ulteriormente e rapidamente».

«Indignati da alcuni casi, attendiamo processi»
«Esprimiamo la nostra indignazione per diversi elementi emersi sulle banche che sono andate in crisi e attendiamo gli esiti dei processi» ha aggiunto il presidente dell'Abi. Per voltare definitivamente pagina con la crisi «occorre fare piena luce su tutti gli aspetti meritevoli di inchieste». Patuelli ha ricordato come l'Abi «non è una corporazione ma un'associazione privata che non può avere strumenti di controllo nè notizie riservate di Vigilanza».

«Da regole europee costi eccessivi crisi»
Il presidente dell’Abi non ha mancato di ricordare che le regole dell'Unione Bancaria europea «nascente hanno portato traumi e costi eccessivi» per la gestione delle crisi. Lo ha detto rimarcando come «dopo la privatizzazione delle banche pubbliche, in Italia, le crisi bancarie sono state affrontate per anni sotto la guida della Banca d'Italia, senza infliggere traumi ai risparmiatori e alle banche concorrenti». Per il presidente dell'Abi, è necessario «rivedere criticamente le esperienze di questi tre anni per correggere strutturalmente i processi decisionali europei non sempre comprensibili». Tra questi Patuelli ha citato «le inammissibili e incostituzionali retroattività» e le «scelte estreme» o le «forzature come le svalutazioni imposte alle quattro banche oggetto della risoluzione».

Per svolta su sofferenze riformare tempi giustizia
Per dare una svolta allo smaltimento dei crediti deteriorati da parte delle banche italiane è necessaria invece una riforma della giustizia civile italiana che «soffre di troppo limitate risorse strutturali e di norme spesso vetuste». Patuelli a tal proposito ha citato il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, secondo cui «se in Italia i tempi di recupero dei crediti fossero in linea con quelli medi europei, l'incidenza delle sofferenze sul complesso dei prestiti sarebbe oggi circa la metà» Per Patuelli, quindi, fra le riforme da completare «sono prioritarie quelle sui tempi della giustizia civile, che sono un decisivo indicatore per attrarre capitali per l'Italia produttiva».

«Senza euro finiremmo come Sudamerica»
Nessun passo indietro poi sull’euro, di cui il presidente Abi ha rivendicato i meriti. «Non condividiamo la demonizzazione preconcetta dell’euro: senza la moneta unica in Italia non esisterebbero tassi così bassi da quasi vent'anni» ha detto Patuelli, aggiungendo che «è impossibile mandare indietro le lancette della storia rincorrendo anacronistiche nostalgie di una moneta che era debole, instabile, con continui rischi di cambio. Si finirebbe nelle cattive abitudini sudamericane, invece che fra le migliori democrazie occidentali»

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